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Notizia bomba esclusiva rivelata da dissidenti Cinesi hanno fornito questa storia a Natural news. (Includiamo aggiornamenti e correzioni)

 

 

 

 

 

DI MIKE ADAMS

 

L’esplosione di Tianjin è stata causata da un atto di “rappresaglia cinetica” dal Pentagono in risposta alla svalutazione dello Yuan da parte della Cina, secondo fonti dissidenti dalla Cina continentale. Il Governo Cinese ha applicato il massimo di segretezza attorno alla misteriosa esplosione e tattiche aggressive di stato di polizia sono state invocate per controllare il flusso di informazioni attorno all’evento.

“Le esplosioni della settimana scorsa hanno fatto saltare enormi palle di fuoco al cielo e disseminato detriti incandescenti attorno all’area industriale del 10mo maggiore porto mondiale, mandando edifici in fiamme e distruggendo tutte le finestre fino a chilometri e chilometri di distanza”. Così riporta il Daily Mail UK.

La spiegazione ufficiale del Governo Cinese sulla causa dell’esplosione, che ha ucciso, stando al computo attuale, 114 persone, è il totale silenzio. La Cina dichiarerà legge marziale regionale nel corso dei prossimo 18 giorni, Natural news ha appreso, in modo da esercitare controllo assoluto sul movimento degli individui e delle informazioni. Il Governo ha impedito ai giornalisti di accedere all’area ed ha iniziato ad arrestare bloggers che danno adito a ciò che il governo definisce “teorie della cospirazione” riguardo alla causa della gigantesca esplosione.

La Cina ha oscurato le notizie su Tianjin esattamente allo stesso modo in cui i media USA hanno oscurato le notizie sul , Dr. William Thompson, l’informatore della CDC (“United States centers for diseases control and prevention”: autorità nazionale per la prevenzione ed il controllo sanitario USA) che ha rivelato ceh la stessa CDC avrebbe fatto sparire evidenza scientigica che collega le vaccinazioni all’autismo. Sia in Cina che negli Stati Uniti ogni volta che il Governo non desidera che i cittadini vengano informati può censurare la Storia in tutti i media di Stato, in un vero “totalitarismo dell’informazione”.

Sia prima che dopo la massiccia esplosione, il Governo Cinese ha mandato “elicotteri neri” in formazione su Pechino (aggiornamento: questo articolo in precedenza aveva affermato che gli elicotteri hanno iniziato a volare dopo l’esplosione, ma ci hanno corretto su questo punto. Elicotteri sarebbero stati visti volare sin dai giorni precedenti all’esplosione). I dissidenti Cinesi hanno scattato numerose fotografie di tali elicotteri e sono riusciti a recapitare le foto in esclusiva a Natural news.

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Un avviso da parte degli Stati Uniti: non provate a fare precipitare il dollaro o a sbarazzarvi del nostro debito.

I dissidenti Cinesi sostengono di aver motivo di credere, per come riferito a Natural News, che l’attacco a Tianjin sia stato un colpo di avvertimento da parte degli Stati Uniti, terrificati dalla prospettiva che la Cina stia per annunciare l’ammontare della copertura in oro della sua valuta e allo stesso tempo dichiarare la svendita dei titoli del debito USA detenuti.

Queste azioni significherebbero collasso del dollaro e distruzione dell’economia USA, significherebbero mandare gli Stati Uniti in caduta libera. L’arma cosidetta “bastone di Dio” in possesso del pentagono, a quanto riferito, sarebbe stata utilizzata per mandare un secco messaggio di avvertimento alla Cina nascondendo l’avvertimento per normale incidente industriale in una industria chimica.

Cronologia degli eventi: La Cina svaluta la moneta, il Pentagono colpisce poche ore dopo. Consideriamo la temporalità degli eventi più a fondo:

11 Agosto 2015: La Cina svaluta lo yuan dell’1,9% mandando “scosse” in giro per il mondo e accendendo una miccia che può portare a un impatto devastante sull’economia USA-

12 Agosto 2015: Tianjin è colpita dall’arma segreta del Pentagono conosciuta come “bastone di Dio”, un arma cinetica segreta basata nello spazio che può essere dispiegata dall’orbita fino a colpire quasi ogni obiettivo di terra. L’arma distrugge all’istante sei isolati alla periferia della città di Tianjin, inviando un avvertimento alla Cina spaventosamente simile a quello inviato dagli Stati Uniti al Giappone con lo sgancio delle prime bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki nella seconda guerra mondiale. (Si, l’America non ha problemi a lanciare armi di distruzione di massa su popolazioni civili, lo ha già fatto due volte).

Per coloro che seguono lo Shemitah (credenza religiosa tradizionale ebraica) lo sgancio delle atomiche sul Giappone successe durante un anno di Shemitah, nel mese di Agosto 1945, esattamente 70 anni fa. Per cui ciò accadrebbe esattamente dopo dieci cicli di Shemitah, o quello che possiamo chiamare un Deca-Shemitah.

16 Agosto 2015: Obama lancia un pesante avvertimento riguardo a: “La presenza di agenti governativi Cinesi che operano in segreto negli Stati Uniti” riferisce il The New York Times.: “Ciò accade nel momento in cui le tensioni sono in ascesa tra Washington e Pechino su disparati problemi: dal furto informatico di milioni di files di impiegati governativi, ritenuto di sospetta origine Cinese dagli ufficiali dei servizi segreti, dalla stretta Cinese sulle libertà civili, fino alla svalutazione della sua valuta”-

L’arma segreta spaziale del Pentagono

Il “bastone di Dio” consisterebbe di una potentissima energia di tipo cinetico, agendo praticamente come una “piccola” arma nucleare di tipo tattico.
I siti web USA stanno al momento speculando se l’esplosione di Tianjin sia davvero da considerare il primo test di armi basate nello spazio basate su un cosidetto “bastone di Dio” sganciato dallo spazio. “Il cratere creatosi in Cina corrisponde a una esplosione da 5 kilotoni, di ipotizzabile origine nucleare o come effetto del cosidetto “bastone di Dio”, probabilmente sganciato da una nave orbitante”, specula l’ “Unhived Mind.”.

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“Riguardando le immagini dei test nucleari Sovietici e confrontando possiamo dire che il “nuovo lago” in Cina sembrerebbe essere generato da uan esplosione appena sotto la superficie paragonabile ad una atomica da almeno 5 kilotoni. Non si può ritenere un incidente e la struttura della frattura attorno al cratere mostra una esplosione sotto al livello della superficie. Se l’esplosione è partita da sotto la superficie allora la possibilità più probabile è che si tratti di un piccolo ordigno atomico, ciò poichè se l’esplosione nucleare avviene sotto superficie e l’ordigno “alza sporco” il caratteristico flash accecante non si verifica. Una esplosione appena sotto superficie spiegherebbe inoltre come mai i sensori delle fotocamere non hanno registrato la presenza di strani oggetti. E se dobbiamo escludere la bomba nucleare, allora è stato qualcos’altro di altrettanto abnorme, ma è da escludere ogni esplosivo aria-terra, nessun esplosivo aria-terra lascia crateri”

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Armi cinetiche localizzate nello spazio “sganciate” su obiettivi sono menzionate e spiegate in questo articolo del 2004 su Popular Science :

“Dopo aver ricevuto istruzioni da terra, il satellite di puntamento istruisce dal satellite dipendente di “sganciare una freccia”. Il colpo guidato entra l’atmosfera, protetto dalla schermatura termica, viaggiando a 26.000 piedi al secondo, paragonabile alla velocità di un meteorite. Il risultato: completa devastazione del bersaglio, anche se dovesse trovarsi parecchi metri sottoterra.

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“Quando richiesto questi proiettili possono essere diretti, ad uno ad uno, o più contemporaneamente, verso obiettivi sulla superficie della Terra, precipitando sulla “vittima” a velocità orbitale. Mentre l’energia cinetica del proiettile è rilasciata l’esplosione sarebbe paragonabile a quella di una bomba convenzionale di grandi dimensioni”, sostiene Armaghplanet.com.

La Cina dichiarerà la legge marziale mentre una escalation di controllo totale su informazioni e persone è già in corso

Si preannuncia che la legge marziale per Pechino potrebbe essere dichiarata a giorni, sempre secondo ciò che hanno riferito i dissidenti a Natural news. Nel frattempo il Governo Cinese, che gestisce un enorme firewall governativo che si intromette in tutto il traffico Internet e blocca gli accessi VPN, ha aggiunto Tianjin come “parola a bandiera rossa” nel suo filtraggio del traffico su Internet.

Raid della polizia locale sono iniziati presso le abitazioni di blogger e giornalisti indipendenti che hanno cercato di fornire storie su ciò ceh sarebbe realmente successo a Tianjin. Il Governo Cinese è impegnato in un tentativo di completo oscuramento.
Natural News è stata informata della creazione da parte del Governo cinese di posti di blocco stradali presso ed attorno sia A Tianjin che a Pechino. Le misure di sicurezza aggiuntive per controllare il movimento di persone includono:

• Tutti gli hotel devono riferire I dettagli dei visitatori al Governo, inclusi numeri di passaporto, nazionalità, nomi e telefonate fatte dalle stanze.

• I turisti che non alloggiano presso hotels devono registrarsi alla polizia locale altrimenti rischiano l’arresto. Il Governo Cinese ha istruito che ha bisogno di conoscere la posizione di ognuno in ogni momento.

• Alcuni lavoratori hanno iniziato a indossare fasce rosse al braccio per indicare che servono come informatori. Le fasce indicano totale obbedienza al Governo e i lavoratori che le indossano sono stato addestrati su come identificare comportamenti dissidenti. E’ la versione Cinese del “Se vedi vieni a riferire” già visto in USA.

• In preparazione alla celebrazione del 3 Settembre per la sconfitta dell’occupazione Giapponese, è il 70emo anniversario, la Cina ha bandito la scrittura Cinese in quasi tutte la maggiori città. La propaganda di Governo funziona 24 ore su 24, condannando i Giapponesi e i loro orrendi crimini di guerra commessi contro la Cina. (è vero del resto che i soldati Giapponesi commisero atrocità inenarrabili, come stupri di massa seguiti da uccisioni e occultamenti per nasconderne le prove).

• Pattugliamenti di elicotteri stanno diventando di routine tra Pechino e Tianjin, gli elicotteri military volano in formazione in uno sfoggio di potenza.

• Ampie porzioni di lavoratori vivono adesso sottoterra, sotto I palazzo hitech e perfettamente puliti della Pechino che sfoggia le sue conquiste architettoniche. (aggiornamento: la storia in precendenza narrava di città sotterranee. Abbiamo corretto il punto poichè si tratta di insediamenti sotterranei ma non si può parlare di intere città. In pratica si tratta di grossi condominii sottoterra.
Se questi conflitti si inaspriscono potrebbero scatenare una guerra valutaria mondiale di sfinimento che finirà per mettere in ginocchio le economie di entrambe le parti. Sia in Cina che negli USA stanno verificando episodi di shock dei mercati azionari, con le economie-bolla costruite sul debito iniziano a disfarsi.
In questi tempi di fondamenta finanziarie d’argilla, occorre poco nel distruggere la fiducia del pubblico e scatenare un esodo in massa da valute e mercati. E’altrettanto chiaro che gli Stati Uniti considerano le manipolazioni valutarie come atti di guerra tali da giustificare “risposte cinetiche”.
Questo è coerente con le politiche di Governo avviate da Obama nel 2011: “Washington prenderà in considerazione l’uso di armi convenzionali in risposta ad attacchi cibernetici verso gli Stati Uniti, in conformità alle nuove strategie elaborate”. Come riportato dal Telegraph :

“La strategia della Casa Bianca sulla sicurezza cibernetica afferma che gli Stati Uniti “risponderanno ad atti ostile nel ciberspazio come si tratta ogni altro genere di minaccia alla Nazione”.
“Ci riserviamo il ricorso ad ogni mezzo necessario sia diplomatico, informativo, militare o economico, per come valutato appropriato e pertinente, nonchè in accordo al diritto internazionale allo scopo di difendere la Nazione, i nostri alleati, i nostri partners ed i nostri interessi”. Dichiara il documento del 16 Maggio.
Il portavoce del Pentagono Col. Dave Lapan ha confermato che la politica della Casa Bianca non escluda il ricorso a una risposta militare in caso di attacco cibernetico”.

Inoltre, Henry Kissinger si è espresso sulle relazioni con la Cina, citiamo dal suo sito HenryAKissinger.com, in un articolo dal titolo: “Il futuro delle relazioni Sino-Americane; il conflitto è una scelta non una necessità”:

“Come l’influenza Cinese nei paesi circostanti può generare timori di dominazione, gli sforzi per conseguire i tardizionali interessi nazionali Americani possono essere percepiti come una forma di accerchiamento militare. Entrambi i siti devono intendere che attraverso la variazione di semplici sfumature nel perseguimento dei reciproci interessi può risvegliare i più profondi timori nell’altro. Dovrebbero cercare di definire in modo congiunto la sfera della loro competizione pacifica. Se questo verrà gestito saggiamente, sia il confronto militare che il dominio di uno sull’altro sono scenari che possono essere evitati. Altrimenti, una escalation delle tensioni è prima o poi inevitabile”.

Se gli Stati Uniti includono gli attacchi valutari nella categoria di cyber-attacchi allora avremmo appena assistito alla prima applicazione della nuova dottrina militare, dove agli attacchi “elettronici” il Pentagono risponde con attacchi cinetici.
Speriamo soltanto che questa escalation non vada oltre o l’America si ritroverà presto facilmente dal lato dei perdenti sia che la prossima guerra coinvolga economia, valute o guerriglia informatica.

tratto da: (clicca qui)

Dittatura totale !

L’EGF gode di una totale immunità: inviolabili locali, beni e archivi; le comunicazioni non possono essere intercettate; i danni a proprietà o persone non possono essere indennizzati; i gendarmi non possono essere messi sotto inchiesta dalla giustizia dei paesi ospitanti. Come si evince chiaramente, una serie di privilegi inconcepibili in uno Stato di diritto.

 

La questione Eurogendfor è stata lungamente dibattuta e c’era persino chi la vedeva come un affare da complottisti. E invece è tutto vero ed ora c’è anche l’ufficialità da parte dell’Arma dei Carabinieri: ecco il comunicato.

 

Tra gli strumenti di gestione delle crisi a disposizione delle Organizzazioni Internazionali, ha assunto un ruolo di rilievo, la Forza di Gendarmeria Europea (EGF) che si è imposta come efficace mezzo di intervento in grado di operare anche in scenari altamente destabilizzati. L’idea di creare una struttura composta da forze di polizia ad ordinamento militare, da far intervenire in aree di crisi, sotto egida NATO, ONU, UE ovvero coalizioni ad hoc, fu lanciata nel corso della riunione informale dei Ministri della Difesa dell’UE, tenutasi a Roma l’8 ottobre 2003.

 

I DETTAGLI DI EUROGENDFOR

In quell’occasione i Ministri della Difesa francese ed italiano, (M.me Michèle ALLIOT MARIE e l’On. Prof. Antonio MARTINO) convennero sulla necessità di un tale strumento in grado di inserirsi in uno specifico segmento delle Operazioni di Supporto alla Pace (PSO), per lo svolgimento di attività di polizia, in sostituzione o in affiancamento alle forze di polizia locali, collassate ovvero in grado di adempiere solo parzialmente ai loro compiti.

Fu così costituito un tavolo tecnico per la predisposizione di una Dichiarazione di Intenti concordata tra i rappresentati delle Forze di Polizia ad ordinamento militare dell’Unione Europea (Arma dei Carabinieri, Gendarmeria Nazionale francese, Guardia Civil spagnola, Guarda Nacional Republicana (GNR) portoghese e la Marechaussée olandese) e firmata il 17 settembre 2004 a Noordwijk (Olanda) a margine della riunione informale dei Ministri della Difesa dell’UE.

La citata Dichiarazione è stata poi recepita in un trattato internazionale, siglato il 18 ottobre 2007 in Olanda e tuttora soggetto al processo di ratifica parlamentare (Italia, Olanda, Spagna e Portogallo hanno già completato il processo di ratifica del Trattato. Solo la Francia non ha ancora finalizzato il relativo iter). In particolare, lo Stato Maggiore (SM) dell’EGF prevede un totale di 36 posizioni, equamente ripartite tra l’Arma dei Carabinieri, la Gendarmeria Nazionale francese, la Guardia Civil spagnola, la Guarda Nacional Republicana portoghese, la Marechaussée olandese che attualmente ricopre anche la carica di Comandante del Permanent Headquarters (PHQ) di Vicenza e la Gendarmeria romena (divenuta membro EGF dal mese di dicembre 2008).

 

IL COMANDO EUROGENDFOR

Pubblicazione1

La Caserma Chinotto sede di CoESPU

Il citato PHQ dell’EGF, la cui sede è presso la Caserma “Chinotto”, ove è situato anche il Centro di Eccellenza per le Stability Police Units (CoESPU) si pone come Comando deputato anche alla pianificazione delle future operazioni di Polizia. Tale soluzione, peraltro, consente in fase di condotta di poter disporre di un Quartier Generale posizionato fuori Teatro in grado di interfacciarsi con le Autorità politiche responsabili della missione nonché di dirigere e controllare le operazioni sul terreno.

L’EGF può, in ragione della flessibilità della struttura, essere posta indifferentemente a disposizione di Autorità militari o civili. La presidenza del CIMIN (Comitato Interministeriale di Alto Livello), organo deputato al coordinamento politico-militare dell’EGF, è stata detenuta, per tutto il 2010, dall’Italia. Nel 2011 dalla Spagna e dal 2012 dal Portogallo. Il crescente interesse per la neo costituita Forza è stato accompagnato dalla richiesta di Romania, Turchia, Polonia e Lituania di aderire all’EGF in qualità di membri, osservatori e partner.

 

I PARTECIPANTI AL PROGETTO EUROGENDFOR

La valutazione sull’apertura a nuovi Paesi è subordinata comunque al possesso di un requisito tecnico, essere una forza di polizia ad ordinamento militare, e di un requisito politico, essere Paese membro ovvero candidato all’ingresso nell’Unione Europea. Le visite ricognitive condotte nei citati Paesi hanno consentito di riconoscere alla Romania (Gendarmeria romena) lo status di membro effettivo (Riunione CIMIN del 18 dicembre 2008) al pari di Italia, Francia, Spagna, Portogallo ed Olanda; alla Turchia (Jandarma) lo status di osservatore, alla Polonia (Gendarmeria Militare Polacca) e alla Lituania (Public Security Service) quello di partner. Per ciò che concerne il primo impiego operativo dell’EGF, il CIMIN (19 luglio 2007) ha deciso la partecipazione della forza all’operazione militare “EUFOR ALTHEA” in Bosnia Erzegovina nell’ambito dell’Unità Integrata di Polizia (IPU) già a guida Arma, di Sarajevo.

L’impiego operativo di EGF si è concluso il 31 ottobre 2010. L’Arma dei Carabinieri, è stato il maggior contributore garantendo anche il supporto logistico mettendo a disposizione la base di Butmir 2. Dall’8 dicembre 2009 la EGF è ufficialmente impiegata anche in Afghanistan, all’interno della missione ISAF e addestrativa dell’Alleanza Atlantica (NATO Training Mission – Afghanistan, NTM-A) per la formazione, l’addestramento e il mentoring delle forze di polizia afgane. L’8 febbraio 2010 il CIMIN ha, inoltre, approvato il coinvolgimento di EGF nell’ambito della missione MINUSTAH in Haiti, ove ha operato con una Formed Police Unit (FPU) italiana (di 120 Carabinieri), una francese (di 147 Gendarmi) e uno Special Weapons And Tactics (SWAT) Platoon spagnolo (23 u. Guardia Civil). La missione si è conclusa il 31 dicembre 2010.

tratto da: (clicca qui)

 

 

2015.08.18 – La Grande Truffa – 3° parte

Posted by Presidenza on 18 Agosto 2015
Posted in articoli 

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A grande richiesta proponiamo, a puntate, il libro “La Grande Truffa” di Paolo Maleddu, uno di noi, un grande uomo che per il suo coraggio, la sua lealtà e la sua voglia di verità si trova oggi sotto l’attacco duro e sleale dello Stato italiano, uno Stato burattino delle lobbies bancarie internazionali

 

 

 

 

 

Paolo MALEDDU: “Ho scritto questo libro per una incontenibile necessità di condividere con quante più persone possibile un insieme di informazioni nelle quali mi sono imbattuto, e che hanno gradualmente aperto davanti ai miei occhi una visione del tutto nuova della realtà del mondo nel quale viviamo.

Una realtà insospettata, spaventosa, nella quale siamo immersi ma che non riusciamo a vedere, perché confusa dietro una barriera di notizie ed immagini sapientemente filtrate, falsate o anche solamente ignorate.
Le notizie che non vengono divulgate sono le più importanti.
C’è un mondo reale nel quale gli eventi scorrono così come avvengono, lieti o dolorosi che siano, in un flusso continuo. E uno parallelo, virtuale, creato dalla rappresentazione che i media danno di questa successione di eventi.
Noi viviamo nel mondo virtuale che ogni giorno radio, giornali, televisioni e cinema costruiscono per noi. “Educati” sin dai primi anni di scuola ad essere prigionieri di verità ufficiali, ci è poi difficile accettare versioni diverse, scomode, che non rientrano nei nostri orizzonti.”

“Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che si insegna “ad usum Delphini”, e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.”

 

La Grande Truffa – 1° parte

La Grande Truffa – 2° parte

 

 

 

 

L’emissione monetaria

LA GRANDE TRUFFA

Come gli usurai internazionali si impossessano
di tutta la ricchezza prodotta dalla popolazione mondiale

3° parte

 

 

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Il messaggio e l’insegnamento per la popolazione mondiale alla quale quel tipo di cinema viene imposto dai soldi dell’indottrinamento capitalista, è: noi siamo i buoni e gli altri i cattivi, la guerra fa parte della nostra vita, rientra nella normalità quotidiana come il football, la famiglia, il lavoro, gli amici. Ed è anche una sistemazione economica!
C’è bisogno di molta immaginazione per capire a chi appartengono le grandi case produttrici e distributrici del cinema americano, da chi sono condizionate e manovrate, e quale sia la loro funzione, oltre a quella di fare soldi?

La psicologia non è una terapia. È un metodo di controllo della mente umana.
Lo sanno bene le classi dominanti.
Per tenere a bada il popolo in una dittatura è sufficiente un esercito, nelle cosiddette società democratiche c’è bisogno di uno strumento più sofisticato: il controllo delle menti.

La conoscenza allarga gli orizzonti. Sarebbe bene che tutti noi uscissimo dagli spazi ristretti all’interno dei quali siamo stati rinchiusi, senza essercene resi conto, da radio, giornali, televisioni e cinema di proprietà dell’elite dominante.

La stragrande maggioranza dei giornalisti che svolgono la loro attività per questi media sono convinti di lavorare per una stampa libera, in uno stato di diritto, in democrazia e tutti quei luoghi comuni che ci rifilano continuamente.
Sono i più strenui difensori del sistema, proprio perché in buona fede, convinti di lavorare per una giusta causa, al lato dei “buoni”.
Svolgono la funzione del cosiddetto “utile idiota”, si battono con tutte le forze per la causa dei nostri e loro oppressori senza rendersene conto.

Nessuno forse ci ha spiegato i meccanismi di questa falsa rappresentazione del mondo meglio di Noam Chomsky :

“I cittadini delle società democratiche dovrebbero seguire un corso di autodifesa intellettuale per evitare la manipolazione”.

Chomsky ci sprona ad usare il nostro senso critico e ribaltare le situazioni per renderci conto delle assurdità di certi avvenimenti.

Ci invita ad immaginare l’aviazione colombiana che entra indisturbata nello spazio aereo degli Stati Uniti per distruggere le coltivazioni di tabacco dello stato della Virginia, in disaccordo con le politiche agricole dei contadini americani e per una crociata contro il fumo che nuoce alla salute.
Alquanto inverosimile, non vi pare?
È ciò che succede normalmente in Colombia quando aerei ed elicotteri statunitensi distruggono le coltivazioni di piantine di coca.

Ricordate la strage del Cermis, in Trentino, nel 1998? Un caccia statunitense con quattro esuberanti militari americani poco più che ventenni in vena di prodezze aeree, volando contro ogni regolamento a solo 108 metri da terra, trancia di netto i cavi di un impianto di risalita facendo precipitare al suolo la funivia. Venti turisti tedeschi, belgi, polacchi, olandesi e italiani morti sul colpo. Una tragedia.

I militari distrussero immediatamente il filmato che riprendeva le loro acrobazie.
Gli Stati Uniti non hanno permesso che la giustizia italiana giudicasse i quattro aviatori. È la prassi, per tutte le truppe americane sparse sul pianeta.
Gli Usa non riconoscono nessun altro organo giudicante al di sopra della loro Corte Suprema, perciò non permettono mai che un loro soldato venga giudicato da tribunali stranieri.

Lo sanno bene i nostri politici, ma non ce lo dicono. Preferiscono rifilarci il teatrino delle “decise proteste” all’amministrazione americana.
È una sudditanza totale verso gli Stati Uniti d’America, tiranno universale ed icona della “democrazia”.

Puntuale conferma, il numero due del Sismi Nicola Calipari, ucciso a Baghdad nel 2005 dal marine Mario Lozano nel tentativo già portato a termine della liberazione della giornalista Giuliana Sgrena.
Gli inquirenti italiani non hanno potuto nemmeno interrogare il marine americano.

Riuscite soltanto ad immaginare un caccia dell’aviazione italiana in vena di acrobazie a spasso sui cieli di Salt Lake City, Colorado, nota zona sciistica americana, con quattro aviatori italiani che abbattono una funivia uccidendo 20 turisti sul suolo statunitense?
Già pare assurdo solo il pensare che un caccia italiano possa sorvolare gli spazi aerei statunitensi; in quanto al governo italiano che riporta in patria i quattro militari sottraendoli alla giustizia americana, beh…meglio lasciar perdere.

Noi sardi sulla nostra bella isola abbiamo non so quante basi americane e Nato, oltre a vaste estensioni di territori e spiagge bellissime inaccessibili ai civili perché sequestrate per esercitazioni militari.

Le chiamano “servitù militari”.
Da noi sono la normalità, siamo “servi”, non sovrani, anche a casa nostra.

È una ferita aperta che andrà rimarginata al più presto dal primo Consiglio Nazionale Sardo che riusciremo a costituire.
Quante basi militari abbiamo noi sardi in Florida? E nella zona di New York?
Dal momento che siamo stati così gentili qui da noi, non sarebbe giusto che ci permettessero di aprire le nostre basi militari sul loro territorio?

Riuscite anche solo ad immaginare i carri armati e l’aviazione irachena radere al suolo gli Stati Uniti d’America, provocando purtroppo milioni di morti tra la popolazione civile nella vana ricerca di inesistenti armi di distruzione di massa, per poi dover ammettere i governanti iracheni di essersi sbagliati a causa di errate informazioni avute dai loro servizi segreti?

“Pensare è esagerare”, diceva Goethe.

Più che una esagerazione, questa ci sembra una assurdità.
Eppure è ciò che gli eserciti dei civili paesi occidentali continuano a fare ancora in questi giorni ed ormai da sette/otto lunghi anni, senza che nessuno più si indigni, nell’indifferenza generale.
Questo massacro di popolazioni civili, iniziato “per errore”, è già durato più della seconda guerra mondiale, ma nessuno ancora pensa a fermarlo.
“Iraqi freedom” è il nome dato inizialmente all’operazione.
“Libertà irachena”: non sia mai detto che gli Usa e tutti noi, i servili alleati occidentali, non combattiamo per la libertà.
Nel mondo virtuale.

“Gli Stati Uniti stanno invadendo l’Iraq. È un palese atto di aggressione, sullo stesso piano degli altri a cui abbiamo assistito nella storia contemporanea, un grave crimine di guerra.
È il crimine per il quale i nazisti vennero impiccati a Norimberga, l’atto di aggressione. Tutte le altre cose erano secondarie. E qui abbiamo davanti agli occhi un chiaro, palese atto di aggressione.
Le scuse per giustificare l’invasione non sono affatto più convincenti di quelle a suo tempo addotte da Hitler”.

È un brano tratto da: “America: il nuovo tiranno” di Chomsky.
L’autore, universalmente riconosciuto come uno dei più grandi pensatori del nostro tempo, ha praticamente equiparato l’azione di Bush junior a quella del dittatore nazista, l’invasione americana a quella per la quale i nazisti sono stati condannati a Norimberga.
Il dittatore nazista è per la storia ufficiale il male assoluto, Bush junior si ritirerà in santa pace a godersi la sua vecchiaia nel ranch texano.
Questo è ciò che succede nel nostro mondo virtuale, dove noi continuiamo ad essere i buoni e tutti gli altri i “terroristi”.

Rispolveriamo il nostro senso critico, iniziamo a non accettare passivamente situazioni paradossali falsate e presentate come normali da media al soldo dei padroni, scopriremo un mondo tutto nuovo.
Alquanto spiacevole, ma più vicino alla realtà.

La più grande truffa della storia dell’umanità si compie ogni giorno davanti ai nostri occhi, ma noi non riusciamo a “vederla”, perché avviene nel mondo reale.
Noi viviamo nel mondo virtuale, quello fantastico “dell’intrattenimento” di tv e cinema, di giornali nei quali le notizie che contano non trovano spazio.

Entriamo nell’argomento che ci sta a cuore e volgiamo un primo sguardo attento a una delle colonne portanti sulla quale si regge ai nostri danni la grande truffa: la Banca d’Italia.
L’Italia in questa occasione è solamente un nome capziosamente abbinato alla parola banca per indurci nella falsa convinzione che sia la banca degli italiani.
Purtroppo l’inganno funziona, la stragrande maggioranza degli italiani lo pensa.

La Banca d’Italia non è la banca degli italiani.
È una società privata strutturata come una anonima società di capitali.

Si fregia della qualifica di “Istituto di diritto pubblico”, ennesimo inganno finalizzato a condizionare la nostra percezione dell’istituto emittente, alla edificazione di quella realtà virtuale della quale stiamo parlando.

L’appellativo di “Istituto di diritto pubblico” svolge la stessa funzione di quelle riprese televisive del governatore della Banca d’Italia in sedi prestigiose che con fare deciso indottrina un pubblico competente, formato dalle più alte cariche dello stato, in un clima di profondo, religioso rispetto.
Che impressioni possiamo trarre noi, passivi ricettori di inquinamento mediatico, da uno spettacolo così ben preparato?
Il governatore, truccato e tirato a lucido, inquadrato da 18 televisioni pubbliche e private, è in riunione con il Capo dello Stato, il presidente del consiglio, il ministro del tesoro, politici e sottosegretari vari.

Non riusciamo a distinguere (e come potremmo?), sembrano tutti uomini di stato.
“Le massime cariche dello stato”, confermano infatti i cronisti inginocchiati in adorazione.

Ma il governatore non è uno di noi, non ci rappresenta, non è parte dello Stato italiano: è un banchiere privato che sta lavorando per i suoi datori di lavoro e per se stesso.

Altro mito da sfatare ed altra colonna portante della grande truffa: chi stampa le banconote nel nostro paese?
La quasi totalità delle persone alle quali ho rivolto questa domanda, rispondeva titubante: “. . lo stato … la zecca . . .”.
I più informati azzardavano un : “…la Banca d’Italia”, ingenuamente percepita però come ente di stato, come appena visto.

Sino a qualche anno fa, nelle rarissime occasioni nelle quali la tv sfiorava molto superficialmente l’argomento dell’emissione monetaria, faceva scorrere le immagini di monete appena coniate, nuove di zecca, abbinate ad un commento sonoro che ne confermava la produzione da parte dello stato.

Una piccola verità messa in primo piano per creare l’inganno virtuale nelle nostre menti: sì, è vero che la zecca di stato conia le monete, ma ciò non significa che stampi anche le banconote come vorrebbero indurci a pensare di conseguenza.

Lo Stato conia solo le monete, gli spiccioli, dietro autorizzazione della Banca Centrale Europea, che stabilisce il volume del conio, la quantità di monete da coniare.
La Banca Centrale Europea e le banche centrali dei paesi membri emettono le banconote in euro.
Le banche commerciali private creano dal nulla il credito, cioè il denaro scritturale che esiste solo nelle scritture contabili.

Le monete metalliche rappresentano appena il 3% circa della massa monetaria circolante, il denaro vero come lo intendiamo noi, il contante.
Il restante 97% è costituito dalle banconote.
Il denaro contante a sua volta è solo il 3 o 4% dell’intera massa monetaria esistente, il 96 o 97% della quale è rappresentato da denaro scritturale, elettronico, presente solo negli input dei computer e nella contabilità delle banche.

Il costo di stampa di una banconota da 100 o 500 euro è di 30 centesimi, altre fonti affermano che sia appena 3 centesimi. La differenza tra valore nominale e costo è rispettivamente di 99,70 e 499,70 euro.
Pure il conio di ciascuna moneta si aggira attorno ai 30 centesimi; quindi solo la produzione delle monete da 50 centesimi, uno e due euro producono un modesto attivo.
Tutte le altre monetine rappresentano una perdita, una seccatura, lasciata a noi (lo stato) dai grandi banchieri internazionali.
Che vogliono tutto il resto, il malloppo: il 97% rappresentato dalle banconote, ma più ancora l’enorme quantità di denaro scritturale circolante sul pianeta.

In definitiva, due miti, la banca degli italiani e l’emissione statale del denaro, costruiti con una mezza verità, la zecca che conia le monete, dati in pasto alla nostra mente per occultare la grande menzogna: non è lo Stato che emette le banconote, ma la Banca Centrale Europea in collaborazione con la Banca d’Italia, una società anonima di capitali strutturata come una privatissima società per azioni a scopo di lucro.

continua….

 

 

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Paolo MALEDDU

 

 

 

L’ondata di rifugiati in Europa non è l’effetto collaterale accidentale dei conflitti in Medio Oriente ma un obiettivo strategico degli Stati Uniti. Meyssan chiamava la strategia Usa “la teoria del Caos”.
I Rotschild non disdegnano nessun affare e quello degli immigrati da “accogliere” e curare con denaro pubblico è certo l’industria di cui hanno previsto che crescerà in modo esponenziale.

 

Sarebbero gli Stati Uniti a finanziare il traffico di migranti africani dalla Libia verso l’Italia. Lo afferma l’austriaco “InfoDirekt”, che dice di averlo appreso da un rapporto interno dello Österreichischen Abwehramts (i servizi d’intelligence militari di Vienna): ed “InfoDirekt” è un periodico notoriamente vicino alle forze armate. Il titolo dice: “Un Insider: gli Stati Uniti pagano i trafficanti (di immigrati) in Europa”. Il testo non dice molto di più. Dice che i servizi austriaci valutano il costo per ogni persona che arriva in Europa molto più dei 3 mila dollari o euro di cui parlano i media. «I responsabili della tratta chiedono cifre esorbitanti per portare i profughi in Europa». Si va dai 7 ai 14 mila euro, secondo le aree di partenza e le diverse organizzzioni di trafficanti; e i fuggiaschi sono per lo più troppo poveri per poter pagare simili cifre. La polizia austriaca che tratta i richiedenti asilo sa questi dati da tempo; ma nessuno è disposto a parlare e fare dichiarazioni su questo tema, nemmeno sotto anonimato.

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Migranti africani sbarcati in Italia

 

Da parte dei servizi, «si è intuito che organizzazioni provenienti dagli Stati Uniti hanno creato un modello di co-finanziamento e contribuiscono a gran parte dei costi dei trafficanti». Sarebbero «le stesse organizzazioni che, con il loro lavoro incendiario, hanno gettato nel caos l’Ucraina un anno fa». Chiara allusione alle “organizzazioni non governative” americane, cosiddette “umanitarie” e per i “diritti civili”, bracci del Dipartimento di Stato o di Georges Soros. L’articolo termina con un appello «a giornalisti, funzionari di polizia e di intelligence» perché «partecipino attivamente nella ricerca di dati a sostegno delle accuse qui espresse. L’attuale situazione è estremamente pericolosa e il lavoro informativo può prevenire l’intensificarsi della crisi». In un successivo articolo, il giornale austriaco rivela che «anche in Austria c’è il “business dei profughi”». Una “azienda per i richiedenti asilo” ha ottenuto dallo Stato 21 milioni per assissterli nelle pratiche e nutrirli.
E’ una vera e propria azienda a scopo di lucro, con sede in Svizzera, la Ors Service Ag, ed è posseduta da una finanziaria, la British Equistone Partners Europa (Pee), che fa capo a Barclays Bank: ossia alla potentissima multinazionale finanziaria nota anche come “la corazzata Rotschild”, che ha come principali azionisti la banca privata Nm Rotschild e la loro finanziaria satelletite Lazard Brothers. «Presidente di Barclays è stato per anni il figlio Marcus Agius Rothschild. Questi ha sposato la figlia di Edmund de Rothschild: Katherine Juliette. Di conseguenza, ha il controllo anche della British Broadcasting Corporation (Bbc), ed uno dei tre amministratori del comitato direttivo del gruppo Bilderberg». I Rotschild non disdegnano nessun affare: e quello degli immigrati da “accogliere” e curare con denaro pubblico è certo l’industria di cui hanno previsto (sanno) che crescerà in modo esponenziale.

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Marcus Agius Rothschild

 

Thierry Meyssan (“Reseau Voltaire”) rilancia l’informazione perché vi trova confermato un suo lungo e complesso articolo da lui postato quattro mesi fa, in cui fra l’altro sosteneva che l’ondata di rifugiati in Europa non è l’effetto collaterale accidentale dei conflitti in Medio Oriente, ma un obiettivo strategico degli Stati Uniti. Meyssan chiamava la strategia Usa “la teoria del Caos”, e la faceva risalire a Leo Strauss (1899-1973), il filosofo padre e guru dei neocon annidati nel potere istituzionale Usa. «Il principio di questa dottrina strategica può essere così riassunto: il modo più semplice per saccheggiare le risorse naturali di un paese sul lungo periodo non è occuparlo, ma distruggere lo Stato. Senza Stato, niente esercito. Senza esercito nemico, nessun rischio di sconfitta. Da quel momento, l’obiettivo strategico delle forze armate Usa e dell’alleanza che esse guidano, la Nato, consiste esclusivamente nel distruggere Stati. Ciò che accade alle popolazioni coinvolte non è un problema di Washington».

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Thierry Meyssan

 

«Le migrazioni nel Mediterraneo, che per il momento sono soltanto un problema umanitario (200.000 persone nel 2014), continueranno a crescere fino a divenire un grave problema economico. Le recenti decisioni della Ue (…) non serviranno a bloccare le migrazioni, ma a giustificare nuove operazioni militari per mantenere il caos in Libia (e non per risolverlo)». E’ proprio così: la strategia americana sembra effettivamente quella di trascinare gli europei in avventure militari in Libia come in Siria e in Ucraina; una volta impantanati fino al collo in quelle paludi del caos, per cui non abbiamo alcuna preparazione militare, dovremo implorare l’aiuto della sola superpotenza rimasta, a cui ci legheremo più che mai perché “ci difende dal caos”. Una sola ultima considerazione: la sinistra dell’accoglienza, come sempre la sinistra, “fa l’interesse del grande capitale, a volte perfino senza saperlo”: ad essa s’è aggiunta, con Bergoglio, la Chiesa di Galantino.

tratto da: (clicca qui)

In Gran Bretagna queste rivelazioni hanno scandalizzato l’opinione pubblica, in Italia nessuno ha riportato questa notizia perchè la nostra classe politica vuole tenere il popolo ignorante

 

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LONDRA – I parassiti dell’ Unione Europea sanno sempre come sprecare tutti i soldi che estorcono ai contribuenti e quindi non deve sorprendere che grosse somme di denaro vengano spese dalla UE per promuovere se stessa.
Pochi giorni fa il britannico Daily Telegragh ha rivelato che ogni anno l’Unione Europea spende 500 milioni di sterline (750milioni di euro) per promuovere se stessa e parte di questi soldi sono stati spesi per stampare centinaia di pubblicazioni, produrre migliaia di video nonchè cartoni animati da distribuire in tutte le scuole per insegnare ai bambini ad “amare la UE”.
Queste campagne di indottrinamento sono molto simili, anzi identiche, a quelle usate dal potere comunista in Unione Sovietica, e spiegano con chiarezza quanto sia antidemocratico, perverso e subdolo il potere delle caste occulte della Ue che arrivano malvagiamente a voler condizionare addirittura i bambini europei al fine di avere poi degli adulti schiavi e mansueti nei confronti della dittatura di Bruxelles.

Questi dati di spesa “d’indottrinamento” sono stati forniti dal Business for Britain, il gruppo di pressione che sta facendo una campagna per far uscire la Gran Bretagna dalla UE e ha usato queste cifre per convincere i cittadini britannici a votare no al referendum sull’Unione Europea.
La faccenda assurda però è che questa cifra potrebbe essere molto più alta visto che altri dipartimenti dell’Unione Europea spendono pure soldi per promuoverla, ma sono nascosti in altri capitoli di spesa.

Anni fa, qualcuno quantificò questa spesa in 3 miliardi di sterline, circa 3 miliardi e 600 milioni di euro, una cifra superiore all’intero bilancio pubblicitario della Coca Cola, e questo dovrebbe far andare gli italiani su tutte le furie visto che sono soldi che escono dalle loro tasche.
A tale proposito è interessante notare come esista un dipartimento apposito per promuovere la UE che impiega 1000 dipendenti strapagati e con benefici che i nostri lavoratori possono solo sognare.

Se in Gran Bretagna queste rivelazioni hanno scandalizzato l’opinione pubblica, in Italia nessuno ha riportato questa notizia perché la nostra classe politica vuole tenere il popolo ignorante. E i grandi mezzi di comunicazione sono asserviti alle oligarchie finanziarie di Bruxelles.

Noi ovviamente non ci stiamo e continueremo a riportare queste notizie nella speranza che tutti gli italiani decidano di scendere in piazza e dire basta.

GIUSEPPE DE SANTIS – Londra.

tratto da: (clicca qui)

2015.08.13 – La Grande Truffa – 2° parte

Posted by Presidenza on 13 Agosto 2015
Posted in articoli 

A grande richiesta proponiamo, a puntate, il libro “La Grande Truffa” di Paolo Maleddu, uno di noi, un grande uomo che per il suo coraggio, la sua lealtà e la sua voglia di verità si trova oggi sotto l’attacco duro e sleale dello Stato italiano, uno Stato burattino delle lobbies bancarie internazionali

Paolo MALEDDU: “Ho scritto questo libro per una incontenibile necessità di condividere con quante più persone possibile un insieme di informazioni nelle quali mi sono imbattuto, e che hanno gradualmente aperto davanti ai miei occhi una visione del tutto nuova della realtà del mondo nel quale viviamo.
Una realtà insospettata, spaventosa, nella quale siamo immersi ma che non riusciamo a vedere, perché confusa dietro una barriera di notizie ed immagini sapientemente filtrate, falsate o anche solamente ignorate.
Le notizie che non vengono divulgate sono le più importanti.
C’è un mondo reale nel quale gli eventi scorrono così come avvengono, lieti o dolorosi che siano, in un flusso continuo. E uno parallelo, virtuale, creato dalla rappresentazione che i media danno di questa successione di eventi.
Noi viviamo nel mondo virtuale che ogni giorno radio, giornali, televisioni e cinema costruiscono per noi. “Educati” sin dai primi anni di scuola ad essere prigionieri di verità ufficiali, ci è poi difficile accettare versioni diverse, scomode, che non rientrano nei nostri orizzonti.”

“Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che si insegna “ad usum Delphini”, e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.”

 

 

La Grande Truffa – 1° parte

 

L’emissione monetaria

LA GRANDE TRUFFA

Come gli usurai internazionali si impossessano
di tutta la ricchezza prodotta dalla popolazione mondiale

2° parte

 

 

 

Capitolo I

LIBERIAMO LA MENTE

 

Presupposto iniziale e indispensabile per poter captare la visione del mondo reale dietro la cortina fumogena di quello virtuale, è liberare la mente dai condizionamenti che la limitano.
Il nostro pensiero è fortemente condizionato dall’ambiente che ci circonda, dal tipo di educazione ricevuta, dal continuo bombardamento di immagini e notizie che si fissano nella nostra retina e nel nostro cervello.

Per quanto difficile sia ammetterlo, il pensiero non è libero di volare dove meglio creda, ma piuttosto chiuso dentro confini imposti dai nostri orizzonti mentali, la nostra cultura.
Pensiamo al cervello di un neonato come ad un computer appena assemblato. Come la potenzialità del computer dipenderà dal tipo di programma che si vorrà installare, così quella del cervello umano si svilupperà a seconda degli input che vi introdurremo.

La mente umana, inoltre, ha un limite fisico invalicabile rappresentato dai confini dell’universo.
È il nostro limite naturale. Non riusciamo a comprenderlo completamente, ne costituiamo una infinitesima parte, ci troviamo al suo interno.
Del gigantesco contenitore, vediamo solo le “pareti interne”. Non abbiamo una visione totale dell’insieme, possiamo solo elaborare teorie.
Per avere possibilità di comprendere, ci dovremmo trasferire all’esterno dell’universo e da lì contemplarlo.

I primi abitanti del pianeta erano incapaci di immaginare cosa ci fosse al di là degli orizzonti visivi, hanno tardato a capire che la terra fosse tonda.
Oggi una bella inquadratura del nostro pianeta dallo spazio rende superfluo l’uso delle parole.
L’immagine è chiarificatrice, ha un enorme impatto su di noi.
Ma può essere manipolata.

La Tv con le sue immagini è ormai la prima e più inaffidabile fonte di informazione per la popolazione mondiale.

La apparentemente superficiale cultura televisiva che ci trasmette, un misto di spot pubblicitari e propaganda elettorale e politica, è in verità una devastante mistificazione della storia umana passata e presente. Condiziona pesantemente lo stile di vita di noi adulti, ed ha effetti ancor più devastanti sulle giovani generazioni.
Dice Adrian Salbuchi, scrittore e commentatore politico argentino, che un suo professore era solito raccontare che Unione Sovietica comunista e Stati Uniti capitalisti facevano parte di un unico progetto teso a capire se per controllare le popolazioni fosse più conveniente mettere un poliziotto con un cane feroce ad ogni angolo di strada o un televisore in ogni casa.
Ha vinto il televisore.

Noi abitanti dei paesi “sviluppati” viviamo all’interno di un contenitore che è rappresentato dalla nostra cultura occidentale; il nostro pensiero “libero” è in verità intrappolato al suo interno. Questa cultura ci viene imposta dagli schermi televisivi in un rapporto autoritario (non ammette repliche) e unilaterale (solo da loro a noi), secondo i voleri dei manovratori.
La televisione è la telecamera che i padroni hanno messo in ciascuna delle nostre case. Non siamo noi che guardiamo lei, è lei che controlla noi.

Se l’annunciatore del telegiornale dice, mentre scorrono sullo schermo immagini di guerra, che un missile “intelligente” ha fatto saltare in aria a Gaza un’automobile con cinque “terroristi” palestinesi a bordo, noi facciamo nostra quella notizia così come ci viene data.
La assimiliamo passivamente come verità. Lo ha detto la televisione, c’è scritto sul giornale.
Magari c’erano a bordo un padre di famiglia con la moglie e tre bambini che andavano a cena dai nonni. È una zona in piena guerra, è difficile distinguere tra informazione e propaganda.
La versione dei media arabi naturalmente non arriva a noi occidentali.
Sicuramente erano palestinesi, visto che si trovano nella loro terra, simpatizzanti della loro causa, e per ragioni comprensibili magari odiano quegli israeliani che stanno distruggendo il loro paese e le loro vite.
Hanno tutte le caratteristiche per essere qualificati, badate bene, dai loro nemici, dei “terroristi”.

Lo sono veramente?

Si possono definire terroristi coloro che difendono la propria patria da una invasione?

Sono terroristi.

L’ha detto il TG uno.

C’è un solo paese al mondo accusato e condannato di terrorismo dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia, il 27 Giugno 1987, per il supporto dato a truppe irregolari nel tentativo di abbattere il governo del Nicaragua eletto dal popolo: gli Stati Uniti d’America.
Una condanna chiara, emessa dal tribunale internazionale delle Nazioni Unite.

Gli Stati Uniti, sono l’unico paese che non ha praticamente avuto periodi di pace da quando, nel Dicembre del 1941, si videro “costretti” a dichiarare guerra al Giappone per l’atteso attacco di Pearl Harbour, 70 anni orsono.
O forse da quando, con il pretesto dell’affondamento del “Lusitania”, riuscirono ad entrare nella Prima Guerra Mondiale.

Le sue guerre continue, Corea, Vietnam, Cambogia, Laos, Afghanistan e Iraq le più sanguinose, hanno provocato almeno sei milioni di morti (secondo le stime più recenti e benevole), ai quali sommare milioni di sfollati e terribili sofferenze nei paesi aggrediti.
Naturalmente tutte queste morti sono pressoché scomparse dalla storia ufficiale/virtuale di cinema, stampa e televisione.
Nessun giorno della memoria per loro.
Se ci fate caso, dopo il Vietnam morti e feriti, sia civili che militari, sono scomparsi dagli schermi televisivi.

Per eguagliare il budget militare degli Stati Uniti pare sia necessario sommare quelli di tutti gli altri paesi della terra. Il loro strapotere militare è devastante.
Hanno tra 800 e 900 basi militari sparse nel mondo. Sono la più potente macchina da guerra mai apparsa sul nostro pianeta, ed è questo il principale motivo per il quale nessun paese vuole entrare in contrasto con loro.

Obbligati per motivi economici ad essere sempre in guerra, dopo la scomparsa dei comunisti gli Stati Uniti d’America si devono letteralmente inventare i nemici da combattere.
Ricordate le dichiarazioni dei “neocon” secondo le quali con le invasioni di Afghanistan e Iraq si iniziava una guerra contro il “terrorismo” della quale non avremmo visto la fine nel corso delle nostre vite? Cercate e leggetevi in internet il “Pnac, project for a new american century”.

Nel 1983, la prima potenza militare del pianeta si vide in grande pericolo, minacciata dalla costruzione di un aeroporto turistico a Grenada, un’isola dei Caraibi di ben 344 km quadrati di estensione. Costretti a difendere la sicurezza nazionale di quasi 300 milioni di americani, gli Stati Uniti occuparono l’isola, protetta da un esercito che tra militari e poliziotti, non arrivava a 1500 uomini.
Ora è un paradiso fiscale con 118 banche per 99.000 abitanti circa.

Il terrorismo è il nemico ideale: essendo solamente un concetto mentale soggettivo e opinabile, vago e sfuggente, oggi, con l’aiuto di cinema, televisioni e giornali, si può impunemente affibbiare l’appellativo di stato “canaglia” o “terrorista” all’Afghanistan ed all’Iraq, all’Iran, alla Corea del Nord ed alla Libia. Domani potrebbe essere il turno della Somalia, del Sudan, del Venezuela e così via.

Il procedimento per “creare il nemico” con il sempre più decisivo apporto di stampa e tv è sempre lo stesso: demonizzazione dei personaggi nel mirino (talebani, Saddam Hussein, Chavez, Ahmadinejhad, Gheddafi) con appellativi come despota, dittatore, sanguinario, colpevole di narcotraffico, terrorismo e violazione dei diritti umani ai danni di minoranze oppresse e disperate che “chiedono” aiuti esterni. A questo punto “l’opinione pubblica” creata ad hoc dai media è pronta ad accettare il giusto intervento militare anglo-americano per ristabilire democrazia e “pax americana”.

Sentendosi minacciati, e grazie all’altro concetto fatto in casa di “guerra preventiva”, gli Stati Uniti si sono arrogati il diritto di attaccare chiunque in qualsiasi parte del pianeta, a proprio piacimento e secondo gli obiettivi da raggiungere, con i droni e le nuove “mini bombe nucleari”, ultimi gioielli prodotti dalla ricerca bellica.
Guerre stellari, insomma.
Hollywood!

Ciononostante, la versione politicamente corretta alla quale siamo stati educati e che media e politici di destra e di sinistra continuano a passarci è che gli Stati Uniti d’America sono la più grande democrazia mondiale, i paladini della libertà e della giustizia, i “buoni” che combattono senza sosta i “cattivi”.
L’immagine che il cinema di Hollywood ha cristallizzato nella nostra mente.
Il mondo virtuale che ha la meglio su quello reale.
Totale stravolgimento della rappresentazione dei fatti.
La rappresentazione al posto della realtà.
Così l’unico paese ufficialmente riconosciuto come terrorista, può continuare ad indicare arbitrariamente al mondo quali siano gli stati terroristi, attaccarli, sterminarne le popolazioni e raderli al suolo con l’aiuto degli altri paesi “civili”.
Chi potrebbe impedirglielo?

“La verità è che non esiste un esercito islamico o un gruppo terroristico chiamato Al Qaida. Qualsiasi agente dell’intelligence bene informato lo sa.
Ma c’è una campagna propagandistica che fa credere al pubblico che esista una entità ben identificata che rappresenta il ”male” solo per poter condurre colui che guarda la Tv ad accettare un comando internazionale per una guerra contro il terrorismo.
Il paese dietro questa propaganda sono gli Stati Uniti, e coloro che spingono per una guerra Usa contro il terrorismo lo fanno solo per fare denaro.”

Pierre-Henry Bunuel, ex funzionario dei servizi segreti militari francesi
Quante centinaia di volte abbiamo visto le immagini dei due aerei che si schiantano sulle torri gemelle di New York?
Usando sapientemente a proprio vantaggio l’onda emotiva provocata nella popolazione statunitense e mondiale, al presidente americano è bastato affiancare a quelle immagini la foto di Osama Bin Laden ed indicarlo come responsabile perché quella diventasse la verità ufficiale.

“L’autorità come verità, non la verità come autorità”, ha detto qualcuno.

Televisioni e giornali di tutto il mondo hanno riportato la notizia ed il nostro cervello, sotto shock, l’ha presa per buona.
Lo shock è qualcosa di terribile che accade in maniera tanto repentina che non dà alla mente la possibilità di elaborare una reazione razionale.
Agisce sulla emotività (più facilmente penetrabile), non sulla razionalità.
Al cervello non rimane altra scelta che subire l’evento senza avere il tempo di capirlo.

Certo, nessuna Tv ci ha poi mostrato la torre numero 7 che implode su se stessa alle cinque del pomeriggio in 6,5 secondi, abbattuta forse da una raffica di vento, con la CNN che dà la notizia del crollo con un’ora di anticipo.

Una giornalista della BBC in diretta mondiale annuncia che l’edificio è gia crollato mentre in verità continua bene in vista ad essere inquadrato alle sue spalle.
Crollerà venti minuti più tardi.

Dell’impatto del terzo aereo contro il Pentagono americano dovrebbero esistere decine di registrazioni filmate, essendo il luogo più vigilato al mondo.
Eppure non ci è stata mostrata nessuna immagine, per il semplice fatto che non può essere stato opera di un aereo di linea. Le immagini, con il loro impatto chiarificatore, sarebbero in questo caso controproducenti.

Per chi vuole approfondire e capire, in internet c’è una grande quantità di materiale a disposizione.

Per tutti coloro che preferiscono non sapere, le immagini dei due aerei che si abbattono sulle torri documentano con certezza che lo schianto c’è stato.
Non certo da chi sia stato organizzato.
Ma se uno non vuole mettere in moto il cervello, può bastare.

“Crediamo soltanto a ciò che vediamo. Perciò, da quando c’è la televisione crediamo a tutto”.
(Hildebrandt Dieter)

Ciò che voglio dire è che non è difficile ingannare la nostra mente.
I media hanno su di noi quasi illimitate potenzialità di condizionamento. Possono essere strumenti di grande libertà od oppressione, a seconda dell’uso che ne vogliono fare coloro che li controllano. Spostano senza grandi difficoltà a loro piacimento il nostro pensiero da una certa teoria ad una diametralmente opposta in poco tempo e senza che noi ne siamo consapevoli, grazie a sofisticati programmi di indottrinamento subliminali ben eseguiti dei quali esiste ampia letteratura.

Attraverso giornali e televisioni i depositari della “scienza” economica, da sempre hanno fatto credere al mondo che la mano invisibile del mercato avrebbe sistemato ogni cosa al suo interno. Qualsiasi intervento pubblico in economia era bollato come sacrilego, quasi si trattasse di leggi divine, mentre ora, con un dietro front clamoroso, i governi intervengono pesantemente con abbondanti iniezioni di denaro pubblico per salvare il salvabile. Ma si tratta di salvare le banche degli Usurai con il denaro del popolo, quindi anche il rigetto totale di ciò che era spacciato come dogma indiscusso, è ora consentito, pur di venire incontro agli interessi dei padroni.

E gli economisti che per decenni ci hanno venduto la sacralità del libero mercato?
Continuano a balbettare senza vergogna dagli schermi televisivi e dalle colonne dei giornali le loro nuove teorie, riviste ed adattate al nuovo pensiero ufficiale da vendere al popolo gregge.
Cosa penseranno di tutto ciò le popolazioni dei paesi sudamericani e africani, depredate ed impoverite da decenni di massicce dosi di liberismo sfrenato imposto dal “Fondo Monetario Internazionale” e dalla “Banca Mondiale”?

Privatizzazioni e globalizzazione (sinonimo virtuale del termine imperialismo che aveva ormai assunto una valenza negativa) continuano ad essere spacciate come l’unica via possibile per il raggiungimento del benessere universale, mentre ci stanno conducendo dalla parte opposta, verso una povertà diffusa.

Persino le sanguinose guerre di sterminio di popoli “nemici” (di chi?), combattute per gli interessi esclusivi dei grandi Usurai, ci vengono vendute dal cinema hollywoodiano come teatro di gesta nobili, onore e gloria. Con l’immancabile, odioso ed ipocrita corollario della cerimonia di consegna della bandiera americana alle vedove e madri di giovani combattenti, loro stessi prime vittime della grande menzogna planetaria, tutti naturalmente provenienti dal sempre più fornito serbatoio costituito dalla fascia più povera della società americana.

Questa scena, presente in migliaia di film americani, ci induce a pensare che servire e morire per la patria ha molto a che fare con l’onore.
Purtroppo funziona.

Cosa ci può essere di tanto onorevole nel massacro non di eserciti nemici, ma di popolazioni di civili indifesi, in paesi lontani e per chissà quali oscuri motivi?

“Beata la terra che non ha bisogno di eroi”, ha scritto Bertolt Brecht da qualche parte.

continua…