2021.09.05 – Ma poi, con l’Indipendenza della Sardegna, di cosa vivremo?

Posted by Presidenza on 5 Settembre 2021
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Di cosa vivremo?

 

di Paolo Maleddu

Sono convinto che in ogni sardo ci sia un
potenziale indipendentista. Ciononostante, gli
indipendentisti dichiarati e consapevoli sono
ancora una esigua minoranza della popolazione.
C’è da chiedersi: come mai?
 
Io stesso sono arrivato con grande ritardo
all’Indipendentismo Sardo. 
Partecipai, invitato, come curioso spettatore ad un
primo incontro una decina di anni fa. L’incontro
si tenne ad Oristano con la partecipazione dei
principali leader dei vari movimenti
indipendentisti del momento. Il livello degli
argomenti trattati poteva non essere
particolarmente entusiasmante, ma rimasi
favorevolmente sorpreso dalla passione e
dall’amore per la Sardegna che si apprezzavano
negli interventi dei vari partecipanti.
Dopo quel primo incontro, iniziai a frequentare
più assiduamente l’indipendentismo, col
proposito di introdurre e far presente
l’importanza della  moneta come strumento di
libertà o, al contrario, di dominio sui popoli;
argomento che brillava per la sua assenza negli
sporadici incontri.
 
Ho frequentato per qualche anno il Movimentu
de Liberatzioni Natzionali Sardu di Sergio Pes,
per poi dover abbandonare l’ambiente
indipendentista per risolvere problemi di carattere
personale nel frattempo sopraggiunti. Ora che
sono libero da preoccupazioni ed impegni, ho
deciso di riprendere in mano il Progetto Nuraghes
di cui già mi occupavo in precedenza. Il progetto
ruota attorno a un sistema di misurazione del
valore che consente di offrire un lavoro dignitoso
e stabile alle migliaia di disoccupati sardi senza
utilizzare euro e senza entrare in contrasto con
leggi nazionali e trattati internazionali.
 
Sono diventato un indipendentista convinto
quando ho iniziato ad intravedere una risposta
accettabile alla domanda che, prima o poi, tutti i
dubbiosi sulla convenienza o meno di staccarsi
dallo Stato italiano si pongono. 
 
La domanda è: ma poi, con l’indipendenza, di
cosa vivremo?
 
L’intera popolazione mondiale ha sempre vissuto
e vive dei doni di Madre Natura. Anche noi Sardi
continueremo a vivere dignitosamente delle
risorse della nostra Terra, questa volta meglio
ripartite per non permettere che nessun nostro
conterraneo sia abbandonato a sé stesso nel
bisogno e nella sofferenza. 
 
L’uomo è da sempre vissuto dei doni che questo
Pianeta dell’Abbondanza ci offre dall’inizio dei
tempi in maniera continua e del tutto gratuita.
Tutto ciò di cui abbiamo bisogno per vivere lo
troviamo nell’ambiente in cui siamo immersi e di
cui siamo parte. 
 
Qualcuno ha, in origine, risolto per noi ogni
problema.
 
Il primo fondamentale insegnamento da trarre da
questa verità è quindi il seguente: mai svendere
ad estranei la Terra che ci dà da vivere.
Proveniente dallo studio della moneta e degli
inganni che ne caratterizzano l’emissione, mi
sono reso conto che con un sistema tutto nostro di
misurazione del valore, in Sardegna potremmo
eliminare per sempre la disoccupazione e
raggiungere l’autosufficienza alimentare
abbastanza facilmente.
 
Un popolo autosufficiente nell’alimentarsi è un
popolo libero.
 
Perciò, la risposta alla domanda “Come
vivremo?” è: vivremo, come ogni altra
popolazione, dallo sfruttamento intelligente e
sostenibile delle risorse della nostra Terra
meravigliosa.
 
Sono perfettamente consapevole che in un mondo
globalizzato e materialista, straripante di finte
necessità indotte, l’autosufficienza alimentare
potrebbe non essere una motivazione sufficiente
per convertire all’Indipendentismo coloro che
danno l’alimentazione quotidiana per scontata.
Il progetto però si rivolge inizialmente a una
fascia piuttosto numerosa di persone
svantaggiate, più sensibili e più interessate a farsi
coinvolgere: gli oltre 140 mila disoccupati sardi. 
Inoltre, l’autosufficienza alimentare non
rappresenta il traguardo finale, ma piuttosto un
indispensabile punto di partenza verso traguardi
più ambiziosi.
 
La disponibilità di risorse naturali e della forza
lavoro necessaria a trasformare tali risorse in beni
materiali utili, non sono però sufficienti a far
decollare una normale economia di scambi di
merci e servizi. Manca ancora qualcosa: un
mezzo di scambio che permetta un fluido
avvicendarsi delle tre fasi di produzione,
distribuzione e consumo dei beni prodotti.
Dal momento che la cronica carenza di euro in
circolazione è di proposito programmata e
imposta dall’alto proprio per ostacolare e limitare
la prosperità economica delle popolazioni
mondiali, ci possiamo creare un sistema tutto
nostro di misurazione del valore. Infatti, in
presenza di risorse, persone desiderose di
lavorare e prodotti da acquistare, non c’è nessun
valido motivo per cui non si possa godere dei
benefici di una semplice economia di scambi in
ogni attiva comunità locale. 
Una buona disponibilità di risorse, unita ad una
corretta emissione monetaria a vantaggio della
popolazione per trasformare i progetti in opere,
rappresenta un mix esplosivo che si traduce in
una abbondante produzione di beni utili e in un
benessere diffuso per tutta la comunità umana.
I Grandi Usurai internazionali hanno sempre
temuto e cercato di impedire che nelle
popolazioni  maturasse la consapevolezza di
essere proprietarie delle risorse naturali e, di
conseguenza, tutte potenzialmente ricche in
questo Pianeta dell’Abbondanza. È il motivo per
il quale nessuno mai in tanti anni di scuola
dell’obbligo ci ha mai insegnato cosa sia la
moneta e quale la sua funzione. Questo è il
motivo per cui l’oligarchia di banchieri che
stanno al vertice della piramide di potere non
hanno esitato ad eliminare fisicamente capi di
Stato e altri personaggi che potevano mettere in
pericolo il sistema di emissione monetaria
consolidato sin dal 1694 con la fondazione della
Bank of England.
 
Prima di addentrarci nella conoscenza del
Progetto Nuraghes, credo che una escursione
sintetica e istruttiva su concetti quali ricchezza,
economia e moneta sia più che opportuna. Sono
concetti abbastanza semplici, ma resi
intenzionalmente sfuggenti e complicati da una
omertosa narrazione mainstream, resa
intenzionalmente complessa e infarcita di
vocaboli inglesi col proposito di confondere e
allontanare i curiosi. Noi invece, mossi da
interessi opposti, cercheremo di trattare la
materia monetaria con un linguaggio quanto più
chiaro e semplice possibile.
Anche perché è l’unico che conosciamo.

 

tratto da: (clicca qui)

Il FLNC sta emergendo dall’ombra, a tre mesi dall’ultima presunta comunicazione dei clandestini. Questa volta, un video e un testo di cinque pagine sono stati inviati ai nostri colleghi in Corse-Matin.

Individui incappucciati e armati che affermano di essere l’FLNC del 22 ottobre e l’FLNC “Unione dei combattenti” si filmano in un comunicato stampa nel settembre 2021

 

 

 

 

 

 

Come annunciato in un brevissimo comunicato di inizio giugno, il “fronte” riprende la parola. A firma della lettera, come nel giugno scorso, due slogan scritti in lingua corsa. Quello del FLNC “Union des Combattants” e l’altro del FLNC dice “Dal 22 ottobre”. Nel video possiamo vedere una trentina di sagome nere incappucciate e alcune armate.

Un’apparizione mediatica del movimento clandestino, senza pretese, annunciata anche dall’ultima comunicazione dei due FLNC nel giugno 2021, prima delle elezioni territoriali. 

Il testo analizza innanzitutto i risultati delle elezioni dell’assemblea corsa, nonché la situazione politica dell’isola e del movimento nazionalista. I clandestini denunciano soprattutto il modo in cui la maggioranza nazionalista ha ampliato il proprio campo politico. Ma brandiscono anche negli occhi dello Stato la minaccia di un ritorno agli attacchi e alle armi. 

L’intestazione di un comunicato stampa contrassegnato con “FLNC”

 

 

 

 

 

 

 

 

Il “credo” della maggioranza e il “postnazionalismo”

Se riconoscono il successo di Gilles Simeoni e della sua maggioranza, anche i clandestini li criticano: “Pensiamo di essere di fronte all’avvento di un nuovo clan” , afferma una voce truccata nel video, leggendo sobriamente il testo. Il presidente dell’Esecutivo e leader del Femu avrebbe, si legge nel testo, utilizzato “tutte le molle dei suoi predecessori” per allargare la presa. 

Ritenendo che “i fondamenti della lotta di liberazione nazionale siano gettati nel dimenticatoio” , i clandestini parlano dell’avvento di una “era di post-nazionalismo” .

“La Corsica farebbe dei corsi” sviluppa il testo, “e qualunque sia la linea politica, purché sia ​​rassicurante per gli abitanti della nostra isola e per lo stato francese. Questo è il nuovo credo della maggioranza in Francia. ‘Assemblea”. 

“Considerare la nostra discrezione come un segno di abbandono dei nostri valori ha fatto commettere allo Stato e ai funzionari neoeletti un grave errore politico”, si legge nel testo. Inoltre, vengono presi di mira gli speculatori, ma anche i mafiosi ei loro legami con “certi elementi del movimento nazionale” . Si brandiscono minacce di rappresaglia, se gli attivisti dovessero soffrire. Inoltre, e va notato, si sviluppa più avanti una sorta di appello agli anziani della lotta sotterranea e ai giovani che la rivendicano.

“Allo Stato francese diciamo chiaramente…”

Questo comunicato stampa è anche mutuato dalle minacce di un ritorno alle azioni violente. Le prime frasi, inoltre, sono citazioni di ministri. Il primo è di Marylise Lebranchu nel 2015, allora ministro del Decentramento. Si era rifiutata di fare “un gesto” dopo la deposizione delle armi, credendo che “per me è normale che non ci siano armi”. Il secondo è di Jacqueline Gourault, ministro dei Rapporti con gli enti locali lo scorso luglio, nel senso che lo Stato era “in dialogo da quattro anni”.

Il comunicato castiga lo Stato, “cieco e sordo”, anche se i voti dei nazionalisti alle elezioni sono sempre più alti e anche se le azioni violente sono cessate.

L’analisi suona come un riconoscimento del fallimento. “Lo Stato si frega le mani”, dicono i clandestini. Colpa anche della politica dell’assemblea corsa, secondo loro. Le visite successive dei ministri sono qualificate come “visite di cortesia coloniali non necessarie”, chiudi le virgolette. Se i due FLNC ricordano che la smilitarizzazione è stata decisa per consentire il progresso democratico, sembrano dirsi pronti oggi a riprendere le azioni armate. “[…] Nessuno degli obiettivi per i quali [il FLNC] è stato creato è stato raggiunto” si scrive inoltre, “se la politica dello Stato continua, concluso dall’autore (s).

 

Di Olivier Castel France Bleu RCFM France Bleu

 

tratto da: (clicca qui)

2021.05.08 – Il FLNC annuncia la sua “ridistribuzione tattica”

Posted by Presidenza on 8 Maggio 2021
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Durante una conferenza stampa clandestina alla quale hanno partecipato i nostri colleghi di Via Stella e il cui testo è stato inviato alla Corsica-Matin , il Fronte di liberazione nazionale corso (FLNC) ha annunciato il “riassegnazione tattica” dell’organizzazione militare.

I suoi attivisti, provenienti da “tutte le componenti del FLNC” , hanno agito sulla riorganizzazione della struttura clandestina  “in attesa dell’avvio, da parte dello Stato francese, di un vero e proprio processo politico di risoluzione della questione nazionale corsa” .

Durante questa conferenza stampa, organizzata 45 anni dopo la creazione del FLNC, otto militanti armati hanno usato il linguaggio del combattimento, senza però menzionare esplicitamente un ritorno all’azione violenta. “In questi 45 anni la lotta è stata dura. Tutti devono essere consapevoli che è ancora lunga e che continua” , si legge però nel comunicato.

Anche l’organizzazione clandestina, denominata FLNC Maghju 21, fa riferimento al contesto elettorale, un mese e mezzo prima del primo turno delle elezioni territoriali. I suoi membri scalfiscono il primato della maggioranza territoriale, che “non ha saputo raccogliere le sfide” e fa parte “della gestione di una comunità, più che nella costruzione di una nazione”, ma richiama nonostante tutto  “alla votare, in coscienza, per le liste di candidati che affermano di essere nazionalismo su basi chiare “.

tratto da: (clicca qui)

Processo al Clnv, gli indipendentisti veneti davanti al tribunale di Vicenza il 29 gennaio 2021

Assurda sentenza del Tribunale dello Stato Criminale italiano.

Massima solidarietà al CLNV


25 Marzo 2021

Sentenza come una mazzata sugli indipendentisti veneti del Comitato di Liberazione Nazionale Veneto (Clnv).

Condanne molto pesanti quelle irrogate oggi 25 marzo 2021 dal Tribunale di Vicenza, per reati che in fondo sono, tutt’al più, di istigazione alla disubbidienza.

PER APPROFONDIRE Processo al Clnv, riconoscere dignità alle ragioni degli imputati

Le condanne: quattro anni e due mesi alla vicentina Erica Scandian, quattro anni tondi a Maurizio Tregnago,  tre anni e nove mesi alla “leonessa” Patrizia Badii, tre anni e sette mesi a Maurizio Bedin, tre anni e sei mesi a Orazio Scavezzon. Tre anni e cinque mesi a Katia Sanson, Silvano Santini, Marco Caltran e Costantino Neresini. Pene tra sei mesi e due anni  a Enrico Carraro, Teresina Zorzi, Flavio Resentera, a Silvia, Loris e Denis Spezzapria, Germano Addondi, Monica e Sabrina Pozzan, Franco Finozzi, Luca Gasparella e Andrea Matteazzi. Condannati a una multa da 800 a mille euro altri tre imputati.

Lo stesso metro usato con i Serenissimi

Il Tribunale di Vicenza ha usato lo stesso metro che anni fa la Giustizia italiana impiegò per i Serenissimi. Condanne che sono, non ne dubitiamo, fondate sulle leggi, ma che risultano enormi, spropositate, per chi le misuri col normale senso di giustizia del cittadino comune.

PER APPROFONDIRE L’audio integrale dell’avvocato Fogliata: le tesi indipendentiste non sono barzellette

I reati di cui i membri del Cln veneto sono accusati sono di associazione per delinquere, allo scopo di istigare alla disobbedienza fiscale. Alcuni sono accusati anche di resistenza, oltraggio e diffamazione a pubblico ufficiale, per un episodio in cui nessuno di loro ha usato la violenza.

Ripescata una norma pre-costituzionale

Per punire così severamente l’istigazione alla disobbedienza fiscale, la Procura ha ripescato una norma, ben raramente applicata, che risale addiritttura a prima che la Costituzione italiana entrasse in vigore.

Nell’udienza di stamattina 25 marzo 2021 – 1600esimo anniversario della fondazione di Venezia secondo la tradizione – il pubblico ministero ha voluto replicare alle tesi esposte dalla difesa nelle udienze precedenti. Che erano, sostanzialmente, queste: gli imputati non sono evasori fiscali, sono indipendentisti veneti, si sono costituiti in Comitato di Liberazione Nazionale, come l’Olp di Arafat. E in questa veste, si proclamano cittadini della Veneta Repubblica e quindi non vogliono pagare le tasse allo Stato che ne occupa illegittimamente il territorio.

Insomma il non voler pagare le tasse all’Italia è una conseguenza necessaria del loro essere indipendentisti, e le loro ragioni di diritto internazionale non possono essere liquidate con una battuta, respinte con una risata. Vanno rispettate e valutate, soprattutto sotto il profilo soggettivo.

“Il popolo veneto non esiste”. Fogliata: è nello Statuto

Il pm, nella sua replica, ha sollevato una questione di legittimazione: il Cln veneto, ha osservato, non può rappresentare il popolo veneto perché non si è mai presentato a elezioni, a differenza degli indipendentisti scozzesi o catalani. E comunque, anche se si presentasse, cambierebbe poco perché per il pm il popolo veneto non esiste proprio: esiste solo il popolo italiano.

L’avvocato Renzo Fogliata, difensore di un gruppo di imputati, si è chiesto come si possa sostenere che non esiste il popolo veneto, quando l’esistenza del popolo veneto e persino il suo diritto ad autogovernarsi è scritto papale papale nello Statuto della Regione che è legge dello Stato.

Tapparo: processo politico

L’avvocato Cesare Tapparo, che difende un altro gruppo di imputati, ha ribadito che si tratta di un “processo politico“, perché la “disobbedienza fiscale” non è considerata un reato contro l’ordine pubblico, e poi perché era evidente che l’obiettivo del Cln veneto è lavorare per l’indipendenza, non per l’evasione fiscale. E ha citato un precedente, un leghista assolto per aver invitato a non pagare il canone Rai: diritto di opinione.

Gli imputati si attendevano una sentenza che vagliasse le loro ragioni di diritto internazionale, e che comunque tenesse conto di quelle loro convinzioni almeno sotto il profilo soggettivo, della totale assenza di dolo.

Fogliata: “Sentenza davero molto pesante”

E invece il Tribunale di Vicenza ha usato con il Clnv lo stesso metro che venne usato con i Serenissimi: l’applicazione del reato più grave che sia possibile configurare, a costo di invocare norme fasciste (nel caso dei fatti del Campanile), oppure norme precostituzionali, come nel caso del Clnv, per arrivare a punizioni esemplari.

“Attendiamo le motivazioni, è una sentenza davvero molto pesante – è il commento dell’avvocato Renzo Fogliata – contro persone che alla fine sono imputate soltanto di istigazione alla disobbedienza”.

Badii: ci rivolgeremo alla Corte dell’Aia

Gli imputati sono decisi a far valere le loro ragioni di diritto internazionale: “Ci rivolgeremo anche alla Corte dell’Aia – annuncia Patrizia Badii – perché questa sentenza confligge con il diritto all’autodeterminazione, riconosciuto a livello internazionale e anche dall’Italia. L’associazione a delinquere ci può essere per fatti di malavita, non può riguardare un Comitato di liberazione nazionale che agisce solo per affermare la sovranità della Nazione Veneta e per diffondere questa consapevolezza tra la gente del Veneto”.

Sei anni al crac di una banca, quattro al Clnv: è giusto?

Un brutto segnale, diciamo noi. In questo stesso Tribunale di Vicenza, pochi giorni fa, persone accusate di aver mal gestito una banca, di aver ingannato, danneggiato, rovinato decine di migliaia di risparmiatori, con danni sociali ed economici per miliardi di euro a famiglie e imprese, sono stati condannati ad un massimo di sei anni.

E’ la legge, naturalmente, non l’arbitrio dei giudici. Ma come può allora, al normale senso di giustizia, apparire equa una condanna a quattro anni a cittadini che in buona fede, senza violenza, hanno esposto le loro idee sull’indipendenza del Veneto e messo in campo azioni pacifiche, azioni di protesta, per arrivarci?

Disubbidienza tollerata per alcuni, punita per altri

Come può, al normale senso di giustizia, apparire giusto che la disubbidienza, quando sia esercitata per forzare norme e divieti e sbarcare migliaia di clandestini nei porti italiani sia tollerata se non premiata, mentre sia punita col carcere quando sia praticata per affermare l’indipendenza della propria Patria?

Italia e Spagna, l’arsenale normativo da non-democrazie

L’Italia e la Spagna sono ormai i soli Paesi, in Europa, a disporre di un arsenale normativo sostanzialmente da non-democrazie, che consente di fatto a Procure e Tribunali di punire con il carcere la disubbidienza. E anche questo non è davvero un bel segnale.

Una democrazia deve offrire una via lecita per parlare di indipendenza ma anche di lottare, senza atti violenti, per l’indipendenza. Se un referendum per l’indipendenza non si può fare, se un’azione di propaganda e di resistenza passiva e di disobbedienza fiscale non si può fare, se il minimo gesto politico incruento ti spedisce in galera, che senso ha la libertà di opinione e di associazione? Che senso ha, se non può in alcun modo incidere sulla realtà?

Alvise Fontanella

tratto da: (clicca qui)

2021.02.17 – Istatutu Natzionale de s’Ìsula de Sardigna

Posted by Presidenza on 17 Febbraio 2021
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Istatutu de su/pro su Pòpulu Shardana Sardu.

Totus cussos sos cales, cun apòsita documentatzione, ant a andare a rivendicare sa bera natzionalidade Sarda issoro, chi tenent giai tzitadinàntzia Italiana, opuru, cussas sos cales chi tenent natzionalidades Italiana chi ant a andare a rechèrrere sa tzitadinàntzia Sarda , giurant in s’onore issoro, in s’essèntzia issoro, e in sos pròpios avos, de respetare, atzetare, acollire, amparare e difùndere, in toto, in manera prena, amorevolmente, s’intreu càbidu de s’Istatutu Natzionale de s’Ìsula de Sardigna. Sa bandera Natzionale at a èssere istituida colletivamente.

Su presente Istatutu, est in manera prena basadu in su prenu respetu de sas Leges Universales de sa Creatzione, manifestadas umanamente comente a Leges de Deretu Naturale de esistèntzia, e fintzas adduidu chi, sas leges de deretu internatzionale, de cale in su dillindadu, su Decraru de sas Natziones Unidas in sos Deretos de sos Pòpulos Indìgenos e su Decraru De sos Deretos Universales Umanos, de cales est istadu seberadu de benefitziare, siant in gradu de permìtere cun simpres e eficatzes tèrmines, de frunire una testimonia bera e esplicativa de sa PRESÈNTZIA e ESISTÈNTZIA de sos Pòpulos Autòctonos de su praneta Terra, tziviltade de Nativos no alienos, Aborìgenos e Indìgenos, comente a palesemente èssere a totus sos efetos cussu Shardana Sardu, pòpulu Nativu Autòctonu antigu e indissolubilmente ligadu a sa creatzione matessi de su Cosmo, benit inoghe de sighida enunciato.

PREMISSA

In sa base de su commissariamento de su giai istadu Italianu, Republic of Italy Spa

https://www.gstvirtualbank.it/styled-11/

GST Virtual Bank ACT 08-30-2020 (ita) TOTUS I DIRITOS RISERVADOS SENA PREGIUDÌTZIU, UCC DOC. # 2013032035 reconnotu e in manera perenne ratificadu cun UCC DOC. # 2017-277-6608-2 de su 04 santugaine 2017. Sa GST Virtual Bank, de sighida a s’imbio de sos fundos pro su saldu de su dèpidu pùblicu de s’Istadu Italianu, overas Republic of Italy, registratzione SEC FOREIGN GOVERNMENT, CIK#: 0000052782 SIC: 8888 (rècord n.gstvb-ba001-2020 de su 13 martzu 2020), essende devènnida creditora ùnica, sena protestu, DECRARAT, cun su presente autu, su COMMISSARIAMENTO de s’Istadu Italianu, de su Guvernu Italianu, de sa Repùbblica Italiana, de sa Republic of Italy FOREIGN GOVERNMENT, CIK#: 0000052782 SIC: 8888 e de ogni e calesi siat ente e òrganu a issos collegadu.

Si notìfica chi:

1) S’inoghe presente istatutu, vigente de oras e in perpètuu, pro totus sos nativos Shardana Sardos cosi comente a fintzas pro totus sos àteros abitantes presentes in s’Ìsula de Sardigna non nativos, est inoghe costituidu pro sa sarvesa, sa salvaguàrdia, sa tutela, s’evolutzione, e ogni àtera e calesi chi siat benefica manifestatzione de sas virtudes umanas esprimibile pro mèdiu de sa tradizionalità de sos Sardos Nativos;

2) S’Ìsula de Sardigna est ufitzialmente una Terra natia pro totus sos suos nativos aborìgenos indìgenos, pòpulu chi est in manera prena capacitato a esertzitare su pròpiu deretu a s’Autoguvernu, e Autosufficienza. Ogni e calesi chi siat forestiero/alienu e esternu tipu de controllu, autu a ruinare, limitare, distrùere cosi comente a ogni àteru e calesi chi siat tipu de malevola tzircustàntzia scaturita de atos impròprios acumpridos dae sos no aborìgenos in passadu/presente/benidore, e fintzas de totus sos aborìgenos matessi compienti tales autos, est in manera cumprida NEGADA in perpètuu, a su fine de tutelare sa prena sussistèntzia e realidade de s’ìsula cun totus sos nativos abitantes suos;

3) Ogni residente nativu, atualmente presente in s’Ìsula de Sardigna, oras Natzione Autònoma, at a dèpere fàghere sas oportunas atziones a su fine de documentare sa pròpia natività, qualora si tèngiat tzertesa de sa pròpia discendèntzia e ancestralità, gràtzias a sa pròpia genètica familiare, cun sas apòsitas documentatziones disponìbiles pro mèdiu de sos ufìtzios dedicados, chi ant a dèpere èssere frunidas a sas sedes oportunas, a su fine de otènnere su màssimu godimentu de totus sos diritos presentes e enunciati in su sigo de s’istatutu. Ogni residente in s’Ìsula de Sardigna, Natzione Autònoma, non nativu, ma alienu a sa terra sarda, at a dèpere fàghere sas oportunas protzeduras pro documentare sa pròpia provenienza, intro e no ultres su tèrmine de 15 dies solares de sa notìfica de su presente istatutu a sa colletividade, pro pòdere fàghere totus sas dèvidas verìficas in relatzione a sa natura de sa permanèntzia in èssere in s’Ìsula de Sardigna, chi at a dèpere èssere diligentemente notificadu, a su fine de pòdere retzire sa tzitadinàntzia Sarda, qualora s’alienu respetaret e agradèssidos in toto pro intreu s’inoghe presente Istatutu, e no apat acumpridu niunu atu chi andet in cuntrastu cun su matessi, e apat testimoniadu cun sas pròpias atziones, sa voluntade de serbire sos inoghe enunciati doveres comunitàrios, a su fine de pòdere benefitziare de sos deretos a issos connètidos.

4) Ogni Nativu de Sardigna, atualmente residente in terra istràngia, tenet su deretu esclusivu e inviolàbile de fàghere torrada a sa terra Sua Natia, Ìsula de Sardigna, in calesi chi siat e ogni momentu, a sua totale e cumpleta discretzione, retzinde ogni suportu netzessàriu a banda de sos entes istràngios in su cale terra su nativu s’agatet, apo cumprèndidu sos costos e sos gastos de sustentare pro su biàgiu de trasferimentu e su trasportu de sos benes personales gosados dae su Nativu subra terra istràngia.

5) Cada nativu tenet sa prena e totale responsabilidade de respetare in manera integrale s’intreu istatutu, cun cussèntzia e diligenza, manifestende su prus evoluto cumportamentu umanu, a sa tutela e salvaguàrdia de sas pròpias traditziones e orìgines, pro torrare gràtzia a sos pròpios avos e costruire sas prus favorèvoles cunditziones de isvilupu pro sos nascituri de s’ìsula e de totu sa pròpia dinastia familiare, cun su màssimu onore e amore.

6)Ogni residente tzitadinu reconnotu de s’Ìsula de Sardigna, non Nativu, s’assumet sa prena e totale responsabilidade de ogni e cada manifestatzione de sa pròpia essèntzia, cumprèndida sa màssima e vincolante voluntade a su respetu cumpletu e totale cara a sos doveres de cales a su presente istatutu si faghet espressada notìfica, cun conviviale e mutuale collaboratzione de sos Nativos, chi s’impinnant a mantènnere intatu e istàbile s’ambiente naturale de s’Ìsula de Sardigna, in su prenu respetu de totus sas traditziones suas e de s’istòria sua ancestrale sin de sa creatzione de s’universu connotu, chi tenet gestato sos primos òmines e don in sa Terra Sarda. Cun s’inoghe presente si notìfica chi nudda de su presente Decraru, inoghe mutida èssere “Istatutu Natzionale de s’Ìsula de Sardigna”, podet èssere interpretadu in su sensu de implicare unu deretu de unu calesi siat Istadu, grupu o persone de esertzitare un’ faina o de acumprire un’atu mirante a sa destruidura de calicunu de sos diritos e de sas libertades in issa enunciati.

Cun ispiratzione a su Decraru de sos Deretos Universales Umanos e de su Decraru de sas Natziones Unidas in sos Deretos de sos Pòpulos Indìgenos, de cales s’est cumpartzidu e reconnotu custu chi benit enunciano in sos sighentes artìculos, comente a ala fundamentale e integrante de s’organizatzione olistica de sa Natzione de s’Ìsula de Sardigna, in fide e respetu, de ogni e calesi siat forma de chintu, si notìficant sos sighentes artìculos.

Decraru e Istatutu de sos Deretos De sos Nativos

Shardana Sardos de Sardigna :

Artìculu 1

Totus sos èsseres umanos naschent lìberos e eguales in dignidades e diritos. Issos sunt dotados de resone e de cussèntzia e depent agire sos uni cara a sos àteros in ispìritu de fratellanza.

Artìculu 2

A ogni indivìduu tocant totus sos diritos e totus sas libertades enunciate in su presente Decraru, sena distintzione carchi, pro resones de ratza, de colore, de sessu, de limba, de religione, de opinione polìtica o de àteru gènere, de orìgine natzionale o sotziale, de richesa, de nàschida o de àtera cunditzione. Niuna distintzione at a èssere annotamala istabilida in sa base de s’istatutu polìticu, giurìdicu o internatzionale de su paisu o de su territòriu cale una persone apartenet, siat indipendente, o sutapostu a amministratzione fidutziària o no autònomu, o sugetu a calesi siat limitatzione de soberania.

Artìculu 3

Ogni indivìduu tenet diritu a su chintu, a sa libertade e a sa seguridade de sa pròpia persone.

Artìculu 4

Niunu indivìduu at a pòdere èssere tentu in istadu de iscravidade o de tzerachia; s’iscravidade e sa trata de sos iscraos ant a èssere proibidas in suta de calesi chi siat format.

Artìculu 5

Niunu indivìduu at a pòdere èssere sutapostu a tortura o a tratamentu o a punitzione crudeles, inumanos o degradantes.

Artìculu 6

Ogni indivìduu tenet diritu, in ogni logu, a su reconnoschimentu de sa personalidade giurìdica sua.

Artìculu 7

Totus sunt eguales dinanzi a sa lege e tenent diritu, sena carchi discriminatzione, a un’eguale tutela a banda de sa lege. Totus tenent diritu a un’eguale tutela contra ogni discriminatzione chi vìolet su presente Decraru comente a contra calesi chi siat incitamento a tale discriminatzione.

Artìculu 8

Ogni indivìduu tenet diritu a un’ efetiva possibilidade de ricursu a cumpetentes tribunales contra autos chi vìolent sos deretos fundamentales a issu reconnotos dae s’inoghe presente istatutu e de ogni lege natzionale e internatzionale de unos àteros paisos.

Artìculu 9

Niunu indivìduu at a pòdere èssere arbitrariamente arrestadu, detentu o esiliadu.

Artìculu 10

Ogni indivìduu tenet diritu, in positzione de prena agualidade, a un’ecuànime e pùblica udièntzia dae in antis unu tribunale pobulare indipendente e impartziale, a su fine de su determinu de sos suos diritos e de sos doveres suos, puru de sa fondatezza de ogni acusa penale chi li bèngiat girada.

Artìculu 11

Ogni indivìduu acusadu de unu reatu est presumidu innotzente finas a chi sa nechesa sua non siat istada proada in manera legale in unu pùblicu protzessu in su cale issu apat tentu totus sas garantzias netzessàrias pro sa defensa sua. Ogni indivìduu at a èssere cundennadu pro unu cumportamentu commissivo od omissivo chi, pro como in cale siat istadu perpetuadu, non siat istadu cunsideradu reatu segundu su diritu internu o segundu su deretu internatzionale, a càusa de cuntierras de riellu e irresonàbiles erradas interpretatziones de su Decraru de sos Deretos Universales Umanos, e de su Decraru de sas Natziones Unidas in sos Deretos de sos Pòpulos Indìgenos. At a andare a èssere inflitta pena uguale a cussa aplicàbile pro como in cale su reatu siat istadu commitidu o superiore qualora su bòlere pobulare retèngiat chi sa pena non siat in manera adeguada sufitziente a sa prena indennizzazione de sos disacatos subidos a càusa de tales reatos.

Artìculu 12

Niunu indivìduu at a pòdere èssere sutapostu a interferèntzias arbitràrias in su chintu privadu suo, in sa famìlia sua, in sa domo sua, in sa posta sua, ne a lesione de s’onore suo e de sa reputatzione sua. Ogni indivìduu tenet diritu a èssere tuteladu dae sa lege contra tales interferèntzias o lesiones.

Artìculu 13

Ogni indivìduu tenet diritu a sa libertade de movimentu e de residèntzia intro sas làcanas de ogni Istadu. Ogni indivìduu tenet diritu de lassare calesi siat paisu, inclùdidu su pròpiu, e de torrare in su pròpiu paisu.

Artìculu 14

Ogni indivìduu tenet su deretu de chircare e de gosare in unos àteros paisos asilu de sas persecutziones. Custu diritu no at a pòdere èssere invocadu qualora s’indivìduu siat a beru chircadu pro reatos non polìticos o pro atziones contràrias a sos fines e a sos prìntzipes de sas Natziones Unidas.

Artìculu 15

Ogni indivìduu tenet diritu a una tzitadinàntzia e a su reconnoschimentu de sa natzionalidade Sua. Niunu indivìduu at a pòdere èssere arbitrariamente privadu de sa tzitadinàntzia sua, ne de su deretu de mudare tzitadinàntzia.

Artìculu 16

Òmines e don in edade adata tenent su deretu de s’unire e de fundare una famìlia, sena carchi limitatzione de ratza, tzitadinàntzia o religione. Issos tenent eguales diritos riguardu a s’unione, durante s’unione e qualora si detzidat de isòrbere tale unione, s’assument sa prena e totale responsabilidade de sa netzessària salvaguàrdia e tutela de sa prole de issoro creada. S’unione at a pòdere èssere concruida feti cun su lìberu e prenu cunsensu de sos benidores unidos, òmine e don. Sa famìlia est su nùcleu naturale e fundamentale de sa sotziedade e tenet diritu a èssere amparada dae sa sotziedade e de sa Natzione.

Artìculu 17

Ogni indivìduu tenet su deretu a tènnere at risòrgidu pro sa personale

sussistèntzia sua e/o in comuna cun àteros. Niunu indivìduu at a pòdere èssere

arbitrariamente privadu de sas risursas a issu netzessàrias.

Artìculu 18

Ogni indivìduu tenet diritu a sa libertade de pensamentu, de cussèntzia e de

assòtziu; tale diritu includet sa libertade de seberare custa chi in manera majore siat de benefìtziu a sa pròpia evolutzione coscienziale e a cussa colletiva, e sa libertade de manifestare, in manera isulada o in comuna, e siat in pùblicu chi in privadu, sa pròpia voluntade e su pròpiu deretu in s’insegnamentu, in sas pràticas, in s’isvilupu e in s’osservàntzia de sos autos dedicados a s’evolutzione de sa Cussèntzia Individuale e Colletiva.

Artìculu 19

Ogni indivìduu tenet diritu a sa libertade de opinione e de espressione inclùdidu su deretu de no èssere molestato pro sa pròpia opinione e cudda de chircare, retzire e difùndere informatziones e ideas pro mèdiu de ogni mesu e sena riguardu a fronteras.

Artìculu 20

Ogni indivìduu tenet diritu a sa libertade de riunione e de assòtziu paghiosu. Nemos podet èssere costrintu a fàghere parte de un’ assòtziu contra sa voluntade sua.

Artìculu 21

Ogni indivìduu tenet diritu de partetzipare a su guvernu de sa Natzione, siat

diretamente, siat pro mèdiu de rapresentantes liberamente seberados. Ogni

indivìduu tenet diritu de atzèdere in cunditziones de egualidade a sos pùblicos

impreos de su pròpiu paisu. Sa voluntade pobulare est su fundamentu de sa màchina guverno; tale voluntade depet èssere espressada pro mèdiu de periòdicas e veritiere eletziones sociocratiche, fatas a suffragio universale e eguale, segundu una protzedura ecuivalente de lìbera votatzione tzertificada.

Artìculu 22

Ogni indivìduu, in cantu membru de sa sotziedade, tenet diritu a sa seguridade

sotziale, puru a sa realizatzione pro mèdiu de s’isfortzu natzionale e sa cooperatzione internatzionale e in raportu cun s’organizatzione e sas risursas de ogni Istadu, de sos deretos econòmicos, sotziales e culturales indispensàbiles a sa dignidade sua e a su lìberu isvilupu de sa personalidade sua.

Artìculu 23

Ogni indivìduu tenet diritu a sa pròpia màchina realizatzione, a su lìberu sèberu de sos campos de realizatzione de sa pròpia essèntzia, a giustas e soddisfacenti cunditziones de manifestatzione de sos pròpios talentos e a s’amparu contra s’ostruzionismo de sa pròpia màchina determinu. Ogni indivìduu, sena discriminatzione, tenet diritu a eguale reconnoschimentu pro sas pròpias realizatziones. Ogni indivìduu chi s’impreat a sa pròpia màchina

realizatzione tenet diritu a unu suportu comunitàriu chi assiguret a issu

matessi e a sa famìlia sua un’esistèntzia cunforme a sa dignidade umana e

integrada, si netzessàriu, de unos àteros mèdios de amparu sotziale. Ogni

indivìduu tenet diritu de fundare de sos assòtzios e/o de bos aderire pro sa difesa e s’isvilupu de sos deretos Natzionales, individuales, e colletivos.

Artìculu 24

Ogni indivìduu tenet diritu a su pasu e a su svago, cumprendende in custu una resonàbile limitatzione de sas oras dedicadas a sos doveres sotziales comunitàrios, in su respetu de sa pròpia salude e de su pròpiu benèssere, puru respetende su deretu de retzire sas giustas curas e atentos cando e qualora siat

netzessàriu, a ristabilire unu prenu e totale istadu de balia.

Artìculu 25

Ogni indivìduu tenet diritu a unu tenore de chintu sufitziente a garantire sa salude e su benèssere pròpiu e de sa famìlia sua, cun piessignu riguardu

a s’alimentatzione, a su vestiàriu, a sa domo, e a sas curas mèdicas e a sos

servìtzios sotziales netzessàrios; e tenet diritu a sa seguridade in casu de momentanea inabilidade a sa pròpia realizatzione, maladia, invalididade, vedovanza, betzesa o in àteru casu de pèrdere de mèdios de sussistèntzia pro tzircustàntzias indipendentes de sa voluntade sua. Sa maternidade e s’infàntzia tenent diritu a ispetziales curas e assistu. Totus sos pipios, naschidos dae s’unione, depent gosare de su matessi amparu sotziale.

Artìculu 26

Ogni indivìduu tenet diritu a s’imparu. S’imparu est semper gratuita pro ogni livellu iscolàsticu. S’imparu fundamentale e de base, benit a èssere una cunditzione cuotidiana determinada dae s’integratzione de sos indivìduos chi apartenent a su pòpulu, pro mèdiu de s’imparu comunitàriu naturale presente in ogni nùcleu sotziale Natzionale. S’imparu tècnicu e professionale est torrada accessibile e a sa portada de totus mentras s’imparu superiore depet èssere in manera eguale accessibile a totus in sa base de su mèritu, e de sas cumpetèntzias manifestadas dae su sìngulu indivìduu, chi retzit su màssimu suportu e tutela a su fine de màchina si realizare in manera cussente. S’imparu depet èssere indiritzada a su prenu isvilupu de sa personalidade umana e a s’afortiamentu de su respetu de sos diritos umanos e de sas libertades fundamentales. Issa depet promòvere sa cumprensione, sa tolleràntzia, s’amighèntzia intre totus sas ànimas bividoras de sa Natzione, e de ogni ànima bividora aliena rispettante sas Leges Universales e sas Leges Naturales, e depet favorire s’òpera pro su mantenimentu de sa paghe. Sos genitores tenent diritu de prioridade in su sèberu de su gènere de imparu de impartire a sos fìgios issoro, respetende su bòlere de sos matessi in su prenu e lìberu isvilupu de sos talentos issoro esserici.

Artìculu 27

Ogni indivìduu tenet diritu de pigare ala liberamente a su chintu culturale

de sa comunidade, de gosare de sas artes e de partetzipare a su progressu sientìficu e a sos benefìtzios suos. Ogni indivìduu tenet diritu a s’amparu de sos riellos morales e materiales derivanti de ogni produtzione sientìfica, literària e artìstica de cale issu siat autore.

Artìculu 28

Ogni indivìduu tenet diritu a un’òrdine sotziale e internatzionale in su cale sos diritos e sas libertades enunciati in custu Decraru potzant èssere in manera prena realizados.

Artìculu 29

Ogni indivìduu tenet de sos doveres cara a sa comunidade, in sa cale est possìbile su lìberu e prenu isvilupu de sa personalidade sua e godimentu de sos pròpios diritos, cando tales doveres siant istados acumpridos e onorevolmente respetados, mantenende meritocraticamente su gosamentu de ogni deretu a issos cunsighentes. In s’esertzìtziu de sos suos diritos e de sas libertades suas, ognunu depet èssere sutapostu feti a cussas limitatziones chi sunt istabilidas dae sa lege pro assigurare su reconnoschimentu e su respetu de sos diritos e de sas libertades de sos unos àteros e pro satisfàghere sos giustos bisòngios de sa morale, de s’òrdine pùblicu e de su benèssere generale in una sotziedade sociocratica. Custos diritos e custas libertades non podent in niunu casu èssere esertzitados in cuntrastu cun sos fines e prìntzipes de sa Natzione Sardigna.

Artìculu 30

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, siat comente a colletividade siat comente a persones, tenet diritu a su prenu godimentu de totus sos diritos umanos e de sas libertades fundamentales gasi comente sunt reconnotos in sa Carta de sas Natziones Unidas, in su Decraru Universale de sos Deretos de s’òmine e in sa legislatzione internatzionale in sos deretos umanos, e in su Decraru de sas Natziones Unidas in sos Deretos de sos Pòpulos Indìgenos.

Artìculu 31

Su pòpulu Shardana Sardu e sos indivìduos indìgenos Sardos sunt lìberos e

eguales a totus sos àteros pòpulos e indivìduos, e tenent diritu a no èssere in carchi modu discriminados in s’esertzìtziu de sos issoro diritos, in piessignu pro cantu riguardat s’orìgine issoro o identidades indìgenas.

Artìculu 32

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu at rivendicadu su deretu suo a s’autodeterminatzione. In virtude de tale diritu issos determinant liberamente su pròpiu istatutu polìticu e persighint liberamente s’isvilupu econòmicu issoro, sotziale e culturale.

Artìculu 33

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, in s’esertzìtziu de su deretu issoro a s’autodeterminatzione, tenent diritu a s’autonomia o a s’autoguvernu in sas chistiones chi riguardant sos afares internos issoro e locales, comente a fintzas a dispònnere de sos modos e de sos mèdios pro finantziare sas funtziones autònomas issoro.

Artìculu 34

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a mantènnere e afortiare sas piessignas istitutziones polìticas issoro, giurìdicas, econòmicas, sotziales e culturales, puru mantenende su deretu issoro a partetzipare in manera prena, si

sèberant de lu fàghere, a su chintu polìticu, econòmica, sotziale e culturale de sas Natziones èsteras.

Artìculu 35

Ogni persone indìgena Shardana Sarda tenet diritu a sa natzionalidade sua.

Artìculu 36

Sas persones indìgenas Shardana Sardas tenent diritu a su chintu, a s’integridade fìsica e mentale, a sa libertade e a sa seguridade personale. Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet su deretu colletivu a bìvere in libertade, paghe e seguridade comente a pòpulu distintu e non depent èssere sugetos a carchi atu de genotzìdiu o calesi chi siat àteru autu de violèntzia, in cue cumprèndidu su trasferimentu fortzadu de pipios de su grupu de apartenèntzia a àteru grupu.

Artìculu 37

Su pòpulu e sos indivìduos indìgenos Shardana Sardos, tenent diritu a no èssere sutapostos a s’assimilatzione fortzada o a sa destruidura de sa cultura

issoro. Sos Istados èsteros depent providire eficatzes medidas de preventzione

e cumpensatzione pro: (a) Calesi siat autu chi tèngiat sa fine o s’efetu de los privare de s’integridade issoro comente a pòpulos distintos, opuru de sos balores culturales issoro o de sas identidades ètnicas issoro; (b) Calesi siat autu chi tèngiat sa fine o s’efetu de los espropriare de sas pròpias terras, territòrios e at risòrgidu; (c) Calesi siat forma de trasferimentu fortzadu de sa populatzione chi tèngiat sa fine o s’efetu de violare o minare cale chi siat de sos issoro diritos; (d) Calesi siat forma de assimilatzione o integratzione fortzada; (e) Calesi siat forma de propaganda furriada a promòvere o istigare sa discriminatzione ratziale o ètnica in sos cunfrontos issoro.

Artìculu 38

Su pòpulu e sos indivìduos indìgenos Shardana Sardos tenent diritu a apartènnere a sa comunidade issoro e Natzione indìgena, in cunformidade cun sas traditziones e sos costùmenes de sa comunidade e natzione in chistione. De s’esertzìtziu de custu diritu non depet derivare carchi discriminatzione de carchi tipu.

Artìculu 39

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu cumpostu de totus sos suos nativos, non

podent èssere iscostiados cun sa fortza de sas terras issoro o territòrios. Niuna

forma de delocalizzazione at a pòdere tènnere logu de su pòpulu indìgenu in

chistione. Totu s’àrea geogràfica de s’Ìsula de Sardigna e atacadas micro ìsulas, est de eredades ancestrale de sos Nativos de Sardigna, e at a dèpere èssere in s’immediatu e cun rifata oportuna in manera prena rèndida a su pòpulu indìgenu Shardana Sardu , cale beru e ùnicu benefitziàriu Universale. Niuna ala de terra, siat istada issa bèndida, espropriada, o sutràida cun sa trassa, gherra e/o ocupatzione aliena, at a pòdere abarrare de propiedade de sa tres una.

Artìculu 40

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a sighire e abbivare sos pròpios costùmenes e traditziones culturales. Custa cumprendet su deretu a mantènnere, amparare e isvilupare sas manifestatziones coladas, presentes e benidoras de sa cultura issoro, cales sos sitos archeològicos e istòricos, sos manufatos, sos disinnos e sos mollos, sas tzerimònias, sas tecnologias, sas artes visivas e de s’ispetàculu e sa literadura. Sos Istados èsteros ant a dèpere providire a una rifata pro mèdiu de mecanismos eficatzes – chi ìmplicant sa torradura – postos a puntu de cuntzertu cun su pòpulu indìgenu, pro cantu riguardat sos benes culturales, intelletuales, religiosos e ispirituales, geogràficos e ogni e calesi chi siat bene associabile a sa dinastia de sos Shardana, chi siant istados issoro sutràidos sena s’issoro lìberu, previo e informadu cunsensu opuru in violatzione de sas leges issoro, traditziones e costùmenes.

Artìculu 41

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a manifestare, praticare,

promòvere e insegnare sas traditziones ispirituales issoro e religiosas, sos costùmenes issoro e sas tzerimònias issoro; tenent diritu a preservare e amparare sos issoro sitiados religiosos e culturales e a bos àere atzessu in forma riservada; diritu a s’impreu e a su controllu de sos ogetos tzerimoniales issoro; e diritu a su rimpatrio de sas issoro spoglie. Sos Istados èsteros depent in manera obligatòria cunsentire s’atzessu e/o su rimpatrio de sos ogetos tzerimoniales e de sas spoglie in possessu issoro pro mèdiu de mecanismos giustos, trasparentes e efficienti istabilidos de cuntzertu cun su pòpulu indìgenu Shardana Sardu in chistione.

Artìculu 42

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a abbivare, impreare,

isvilupare e trasmìtere a sas benidoras generatziones sas istòrias issoro, limbas, traditziones orales, filosofias, sistemas de iscritura e literaduras, e a designare e mantènnere sos nùmenes traditzionales issoro pro sas comunidades, sos logos e sas persones. Sos Istados èsteros ant a adotare medidas adeguadas pro assigurare su respetu de custu diritu e pro garantire chi su pòpulu indìgenu Shardana Sardu potzat cumprèndere e èssere cumprèndidos in sos protzedimentos polìticos, giurìdicos e amministrativos, providinde cando netzessàriu a sos servìtzios de interpretariato o a unos àteros mesos adeguados.

Artìculu 43

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a istituire e compidare sos pròpios sistemas issoro e istitutziones educativos impartendo s’imparu in sas limbas issoro, in una manera consona cun sos pròpios mètodos culturales de insegnamentu e aprendimentu. Sas persones indìgenas, in piessigna sos pipios, tenent diritu de atzèdere a totus sos livellos e sas formas de imparu pùblicu sena discriminatziones. Sos Istados èsteros, de cuntzertu cun su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, ant a adotare medidas adeguadas a fàghere ei chi sas persones indìgenas, in special modu sos pipios, in cue apo cumprèndidu sos chi bivent a foras de sas comunidade issoro, tèngiant atzessu, cando possìbile, a s’annestru in sa pròpia cultura, frunida in sa pròpia limba.

Artìculu 44

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a chi sa dignidade e sa diversidade de sa cultura issoro, traditziones, istòrias e aspiratziones si rispecchino in modu adeguadu in s’annestru e in sa pùblica informatzione. Sos Istados èsteros ant a adotare medidas adeguadas, in consultatzione e cooperatzione cun su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, pro gherrare su pregiudìtziu e eliminare sa discriminatzione e pro promòvere sa tolleràntzia, sa cumprensione e sos bonos raportos tra sos pòpulos indìgenos e totus sos àteros setores de sa sotziedade.

Artìculu 45

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a istituire sos pròpios mèdias issoro in sas pròpias limbas e a tènnere atzessu a totus sas formas de mèdia nonindigeni sena carchi discriminatzione. Sos Istados èsteros ant a adotare medidas adeguadas a garantire chi sos mèdias pùblicos rispecchino in su modu dèpidu sa diversidade culturale indìgena. Sos Istados èsteros, sena pregiudicare sa garantzia de sa prena libertade de espressione, ant a dèpere incoragire sos mèdia privados a rispecchiare in modu adeguadu sa diversidade culturale indìgena.

Artìculu 46

Sos indivìduos e su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenent diritu a gosare in manera prena de totus sos diritos istabilidos dae su deretu vigente in sa màchina realizatzione natzionale e internatzionale. Sos Istados èsteros, in consultatzione e collaboratzione cun su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, depent pigare medidas dillindadas autas a amparare sos pipios indìgenos de s’isfrutamentu econòmicu e de calesi chi siat traballo , risultante perigulosu o chi interferisca cun s’annestru de su pipiu, o nòghere a sa salude de su pipiu, o a s’isvilupu fìsicu suo, mentale, ispirituale, morale e sotziale, tenende presente sa piessigna vulnerabilità de sos pipios e s’importu de s’annestru in sa prena realizatzione issoro. Sas persones indìgenas tenent diritu a no èssere sugetas a carchi cunditzione discriminatòria de traballu e, in piessignu, de impreu o salàriu. Issos tenent su prenu deretu a sa màchina realizatzione pro mèdiu de sas pràticas sotziales comunitàrias de isvilupu de Sè, detadas dae sa màchina cussèntzia e Lìberu Arbìtriu.

Artìculu 47

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a partetzipare in sos protzessos detzisionales in sas chistiones chi podent riguardare sos issoro diritos, pro mèdiu de unos rapresentantes seberados tra issoro in acòrdiu cun sas pròpias protzeduras issoro, comente a fintzas a mantènnere e isvilupare sas pròpias istitutziones detzisionales issoro indìgenas.

Artìculu 48

Sos Istados èsteros si depent consultare e cooperare in bona fide cun su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tràmite sas pròpias istitutziones rapresentativas issoro in modu de otènnere s’issoro lìberu, previo e informadu cunsensu in antis de adotare e aplicare medidas legislativas o amministrativas chi los riguardent.

Artìculu 49

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a mantènnere e isvilupare sos

sistemas issoro o istitutziones polìticos, econòmicos e sotziales, a dispònnere in totu seguridade de sos pròpios mesos de sussistèntzia e de isvilupu e a si dedicare liberamente a totus sas fainas econòmicas issoro traditzionales e de àteru tipu. Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu , nudadu de sos pròpios mesos de sussistèntzia e isvilupu tenet diritu a un’indennizu giustu e ecuànime.

Artìculu 50

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu, sena discriminatzione, a su megioru de sas pròpias cunditziones econòmicas e sotziales, apo inclùdidu, intre sos àteros, sos àmbitos de s’annestru, ocupatzione, formatzione e ricualificatzione professionale, allògiu, igiene e assistu sanitàriu e sotziale. Sos Istados èsteros, ant a dèpere pigare medidas eficatzes e, ue est oportunu, medidas ispetziales pro assigurare su continu megioru de sas cunditziones econòmicas issoro e sotziales. Un’ atentu piessignu depet èssere girada a sos diritos e a sos bisòngios piessignos de antzianos, don, giòvanos, pipios e isentos indìgenos.

Artìculu 51

In s’atuatzione de custu Decraru s’at a dèpere prestare un’ atentu piessignu a sos diritos e a sos bisòngios piessignos de antzianos, don, giòvanos, pipios e isentos indìgenos. Sos Istados èsteros, de cuntzertu cun Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, ant a adotare de sas medidas autas a assigurare chi sas don e sos pipios indìgenos gosent de unu prenu amparu e de ogni garantzia contra ogni forma de violèntzia e discriminatzione.

Artìculu 52

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a determinare e elaborare sas

prioridades e sas istrategias a su fine de esertzitare su pròpiu deretu a s’isvilupu. In piessignu, Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a partetzipare in manera ativa a s’elaboratzione e a sa definitzione de sos programmas relativos a salude, allògiu e unas àteras chistiones econòmicas e sotziales chi los riguardant e, in sa medida de su possìbile, tenent diritu a amministrare tales programmas mediante sas pròpias istitutziones issoro.

Artìculu 53

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a sas pròpias meighinas traditzionales e a mantènnere sas pròpias pràticas de guarigione, cumprèndida sa cunservatzione de sas issoro prantas meighinales, animales e pedras de vitale riellu. Sas persones indìgenas tenent annotamala diritu a s’atzessu, sena

carchi discriminatzione, a totus sos servìtzios sotziales e sanitàrios. Sas persones indìgenas tenent paris diritu a gosare de su livellu prus artu possìbile de salude mentale e fìsica. Sos Istados estri ant a acumprire sos passos netzessàrios pro batire in manera progressiva custu deretu a sa prena realizatzione sua.

Artìculu 54

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a mantènnere e afortiare sa pròpia dillindada relatzione ispirituale cun sas terras, sos territòrios, sas abbas, sas zonas marìtimas costeras e sas àteras at risòrgidu traditzionalmente de eredade issoro o altrimenti ocupados e impreados, e a tramandare a sas generatziones benidoras sas responsabilidade issoro a su riguardu.

Artìculu 55

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a sas terras, territòrios e at risòrgidu chi traditzionalmente possediant o ocupaiant opuru tenent altrimenti

impreadu o achiridu, in special riferimentu FUNDAMENTALE a s’Ìsula de Sardigna totu, chi cumprendet sas micro ìsulas a issa connètidas, e ogni e calesi siat àrea geogràfica de sa Sardigna. Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a sa propiedade, impreu, isvilupu e controllu de sas terras, de sos territòrios e de sas risursas chi possedint pro motivos de propiedade ereditària traditzionale opuru de unas àteras formas traditzionales de ocupatzione o impreu, comente a fintzas de sos chi tenent altrimenti achiridu. Sos Istados èsteros ant a dare reconnoschimentu e amparu legales a custas terras, territòrios e at risòrgidu. Custu reconnoschimentu at a èssere dadu in su dèvidu respetu de sos costùmenes, de sas traditziones e de sos regìmenes de propiedades terriera de sos pòpulu indìgenu Shardana Sardu.

Artìculu 56

Sos Istados èsteros ant a aviare e ant a realizare, de cuntzertu cun Su pòpulu

indìgenu Shardana Sardu in chistione, unu protzessu ecuànime, indipendente,

impartziale, abertu e trasparente, chi diat su dèvidu reconnoschimentu a sas

leges, a sas traditziones, a sos costùmenes e a sos regìmenes de propiedades terriera de sos pòpulos indìgenos, a sa fine de reconnòschere e agiudicare sos deretos de su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, chi riguardant sas terras issoro, territòrios e at risòrgidu, in cue apo cumprèndidu sos chi fiant traditzionalmente in possessu issoro o altrimenti ocupados o impreados. Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a partetzipare a custu protzessu.

Artìculu 57

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a sa torradura e a un’ecuànime rifata pro sas terras, sos territòrios e sas risursas chi traditzionalmente possediant e de cales sunt erederis legìtimos, terras chi ocupaiant o impreaiant e chi sunt istados cunfiscados, apo pigadu, ocupados, impreados opuru iscalabrados sena s’issoro lìberu, previo e informadu cunsensu, o a càusa de gherras. A prus pagu chi non bi siat unu diferente acòrdiu istipuladu liberamente cun sos pòpulos in chistione, sa rifata at a èssere costituidu dae sas terras, territòrios e at risòrgidu de propiedade ereditària, estensione e regìmene giurìdicu e de un’indennizu pecuniàriu o de àteru tipu de rifata adeguada qualora sos disacatos subidos siant àncoras atualmente presentes.

Artìculu 58

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a sa cunservatzione e amparu de s’ambiente e de sa capatzidade produtiva de sas terras issoro, territòrios e at risòrgidu. Sos Istados èsteros depent aviare e realizare programmas de assistu a su pòpulu indìgenu Shardana Sardu pro assigurare tale cunservatzione e amparu, sena discriminatziones. Sos Istados èsteros depent adotare medidas eficatzes pro assigurare chi niunu tipu de stoccaggio o eliminatzione de sustàntzias perigulosas tèngiat logu in sas terras o territòrios de su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, puru S’IMMEDIATU smantellamento e ricualificatzione de totus sos ambientes e fàbricos chi a oe in manera impròpria siant presentes in sa Natzione Sarda. Sos Istados èsteros depent fintzas adotare medidas eficatzes pro assigurare, qualora siat netzessàriu, chi bèngiant in manera dèpida realizados de sos programmas de compudu, preventzione e recùperu de sa salude de su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, cosi comente a sunt istados cuntzepidos e realizados dae sos pòpulos corfidos dae tales sustàntzias, indennizende totus nativos corfidos dae sas scellerate atziones fatas dae sas tres un’in s’Ìsula de Sardigna.

Artìculu 59

In sas terras o territòrios de su pòpulu indìgenu Shardana Sardu no at a pòdere tènnere logu carchi atzione militare, a prus pagu chi siat giustificada dae rilevantes motivos de riellu pùblicu o s’in casu bi siat su cunsensu o sa recherta a banda de su pòpulu indìgenu Shardana Sardu in chistione. Ogni e calesi siat base militare èstera atualmente presente in s’Ìsula de Sardigna, at cumprèndidu sas bases militares Naschidu, sunt oras e in perpètuu dismesse cun sèida stante de sas operatividades cunsideradas issoro sessadas. Sa Natzione Sarda no est in gherra cun niuna natzione mundiale, e a su contràriu promovet sa Pace universale de sos pòpulos, cale màssima elevazione coscienziale pròpia de sa cussèntzia de sos Nativos de Sardigna. Prima de fàghere de sas atziones militares, sos Istados èsteros ant a dèpere aviare beras consultatziones cun su pòpulu indìgenu Shardana Sardu in chistione, pro mèdiu de protzeduras apropriadas e in piessigna cun sas istitutziones rapresentativas issoro, solu cando e qualora sos Nativos rechèrgiant s’interventu de fortzas militares pro resones de seguridade, e mai pro resones guerrafondaie.

Artìculu 60

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a mantènnere, compidare, amparare e isvilupare su pròpiu patrimoniu culturale, s’issoro ischire traditzionale e sas espressiones culturales issoro traditzionales, gasi comente sas manifestatziones de sas sièntzias issoro, tecnologias e culturas, in cue at cumprèndidu sas risursas umanas e genèticas, sos sèmenes, sas meighinas, sos connoschimentos de sas propiedades de sa flora e de sa fàuna, sas traditziones orales, sas literaduras, sos disinnos e sos mollos, sos isport e sos giogos traditzionales e sas artes visivas e de s’ispetàculu. Tenent fintzas diritu a mantènnere, compidare, amparare e isvilupare sa propiedade intelletuale issoro in tale patrimoniu culturale, in s’ischire traditzionale e in sas espressiones culturales traditzionales. De cuntzertu cun su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, sos Istados èsteros depent adotare medidas autas a reconnòschere e a amparare s’esertzìtziu de custos deretos.

Artìculu 61

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a definire e elaborare sas prioridades e sas istrategias pro s’isvilupu o s’usu de sas terras issoro o territòrios e de sas unas àteras risursas. Sos Istados èsteros s’ant a dèpere consultare e cooperare in bona fide cun su pòpulu indìgenu Shardana Sardu in chistione, tràmite sas istitutziones rapresentativas issoro, in modu tale de otènnere s’issoro lìberu e informadu cunsensu in antis de totu a s’aprovatzione de calesi chi siat progeto chi influat in sas terras issoro o territòrios e in sas unas àteras risursas, in modu piessignu pro cantu pertocat sa valorizatzione, s’impreu o s’isfrutamentu de sas risursas mineràrias, ìdricas o de àteru tipu, chi ant a èssere at cuntzèdidu solu e esclusivamente a pustis de aprovatzione Natzionale fata plenariamente cun s’intreu pòpulu nativu. Sos Istados èsteros ant a dèpere providire de sos mecanismos eficatzes pro unu giustu e ecuànime indennizu pro calesi siat de sas sopraccitate fainas, e s’ant a dèpere aprontare medidas adeguadas pro evitare de su totu calesi chi siat possìbile impatu noghile a livellu ambientale, econòmicu, sotziale, culturale o ispirituale.

Artìculu 62

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a definire sa pròpia identidade

o apartenèntzia in cunformidade cun sos pròpios costùmenes e traditziones. Custa non pregiùdicat su deretu de sas persones indìgenas a otènnere sa tzitadinàntzia de sos Istados èsteros in cales bivent. Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a definire sas istruturas de sas pròpias istitutziones e a nd’arratzare sa cumpositzione in cunformidade cun sas pròpias protzeduras.

Artìculu 63

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a promòvere, isvilupare e mantènnere sas istruturas istitutzionales issoro e sos pròpios costùmenes issoro, ispiritualidades, traditziones, protzeduras, pràticas e, laddove esistant, sos sistemas issoro o costùmenes giurìdicos, in cunformidades cun sas normas internatzionales relativas a sos deretos umanos.

Artìculu 64

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a definire sas responsabilidades individuales a s’internu de sas comunidade issoro.

Artìculu 65

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a su reconnoschimentu, a s’osservàntzia e a s’aplicatzione de sos tratados, de sos acòrdios o de sas unas àteras intesas istipulados cun sos Istados o cun sos issoro sutzessores, e tenet altresì diritu a chi sos Istados onorent e respetent tales tratados, acòrdios o unas àteras cumprèndidas in manera dillindada in relatzione a su Decraru de sos Deretos Universales Umanos e a su Decraru de sas Natziones Unidas in sos Deretos de sos Pòpulos Indìgenos. Nudda de cantu càbidu in custu Decraru podet èssere cumprèndidu comente a idòneu a limitare o negare sos deretos de sos pòpulos indìgenos chi figurant in sos tratados, in sos acòrdios o in sas unas àteras intesas.

Artìculu 66

Sos Istados èsteros, de cuntzertu e in cooperatzione cun su pòpulu indìgenu Shardana Sardu, depent adotare sas medidas adeguadas, in cue at cumprèndidu cussas legislativas, pro sa realizatzione de sos fines de custu Decraru.

Artìculu 67

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a retzire assistu finantziàriu e tècnica, a banda de sos Istados èsteros , e fintzas de totus sas Entes Extraterritoriales a arta fine umanitàriu, in su cuadru de sa cooperatzione internatzionale, pro su godimentu de sos diritos càbidos in custu Decraru.

Artìculu 68

Su pòpulu indìgenu Shardana Sardu tenet diritu a tènnere atzessu a protzeduras giustas e ecuànimes – e a otènnere pro issoro mesu lestros detzisos – pro sa risolutzione de sas cuntierras e de sas contierras cun sos Istados èsteros o unas àteras alas, comente a fintzas a remèdios eficatzes pro totus sas violatziones de sos issoro diritos individuales e colletivos. Ogni detzisu at a dèpere dare su dèpidu cunsideru a sos costùmenes, traditziones, règulas e sistemas legales de su pòpulu indìgenu Shardana Sardu in chistione e a sas normas internatzionales relativas a sos deretos umanos.

Artìculu 69

Sos òrganos e sas istitutziones ispetzializadas de su sistema de sas Natziones Unidas e de sas unas àteras organizatziones interguvernativas depent contribuire a sa prena atuatzione de sos disponimentos cuntentos in custu Decraru pro mèdiu de su ricursu, intre sas àteras cosas, a sa cooperatzione finantziària e a s’assistu tècnicu. Ant a dèpere èssere istabilidos sos modos e sos mèdios pro assigurare sa partetzipatzione de su pòpulu indìgenu Shardana Sardu in sas chistiones chi los riguardant.

Artìculu 70

Sas Natziones Unidas, sos òrganos suos, in cue cumprèndidu su Forum Permanente pro sas Chistiones Indìgenas, sas istitutziones ispetzializadas, at cumprèndidu cussas a livellu natzionale, e sos Istados èsteros depent promòvere su respetu e sa prena aplicatzione de sos disponimentos cuntentos in custu Decraru e tentare s’eficatzidade de custu Decraru.

Artìculu 71

I diritos reconnotos in su presente Decraru rapresentant su livellu mìnimu netzessàriu pro sa supravivèntzia, sa dignidade e su benèssere de sos pòpulos indìgenos de su mundu.

Artìculu 72

Totus sos diritos e sas libertades reconnotos in custu Decraru sunt in manera eguale garantidos a totus sas persones indìgenas de Sardigna, mascros e fèminas.

Artìculu 73

Nudda de cantu càbidu in custu Decraru podet èssere cumprèndidu comente a

tale de lèdere o annullare sos deretos chi su pòpulu indìgenu Shardana Sardu

tenet oras o at a pòdere achirire in futuru.

Artìculu 74

Nudda de cantu càbidu in custu Decraru podet èssere cumprèndidu comente a

tale de implicare pro calesi cherzat Istadu, pòpulu, grupu o persone su benché

mìnimu diritu a printzipiare una calesi siat faina o a acumprire unu calesi siat atu in cuntrastu cun sa Carta de sas Natziones Unidas, nen podet èssere cumprèndidu comente a tale de autorizare o incoragire una calesi siat atzione furriada a smembrare o intaccare, in ala o in toto, s’integridade territoriale o s’unidade polìtica de Istados soberanos o indipendentes. In s’esertzìtziu de sos diritos enunciati in su presente Decraru, s’ant a dèpere respetare sos diritos

umanos e sas libertades fundamentales de totus. S’esertzìtziu de sos diritos istabilidos in custu Decraru depet èssere sugetu solu a sas limitatziones chi sunt istabilidas dae sa lege e cunforme a sos òbrigos internatzionales in matèria de deretos umanos. Calesi siat limitatzione de custu gènere at a dèpere èssere nondiscriminatoria e in manera istrinta netzessària a su solu fine de garantire su reconnoschimentu e su respetu dèpidos pro sos diritos e sas libertades de sos unos àteros e pro currispòndere a sos giustos e prus vincolanti recuisidos de una sotziedade democràtica. Sos disponimentos enunciate in custu Decraru ant a dèpere èssere interpretadas in cunformidades cun sos prìntzipes de giustìtzia, de sociocrazia, de respetu de sos deretos umanos, de egualidade, de nondiscriminazione, de bonu guvernu e de bona fide. Cun su presente documentu deu seu deu, Deo so Deo, manifestadu a cumprimentu de sas sacras iscrituras, cun sa segunda e ùrtima manifestatzione in beste de èssere umanu, persone umana, mutidu pro cunventzione roberto marini de su 21/11/1991, oras nativu indìgenu de Sardigna, chi tenet personalidade giurìdica reconnota cun nùmene Roberto Marini, indivìduu autodeterminato de su 08/08/2014, pro mèdiu de apòsita documentatzione protocollata e depositada in sa comuna de Cuartu Sant’Aleni, cun autotzertificatzione de Esistèntzia In Vita chi tenet ùrtimu agiornamentu cun protocollu N°0048396 de su 28/07/2020 e autotzertificatzione de sa calidade de Legale Rapresentante chi tenet ùrtimu agiornamentu cun protocollu N°0048397 de su 28/07/2020 , RIVENDICAT E ACHIRIT prena responsabilidade e eredade patrimoniale de sa Terra de Sardigna totu, Su Regnu, in comunione cun s’intreu pòpulu indìgenu nativu Shardana Sardu, partinde dae sa locatzione situada in Flumini de Cuartu Sant’Aleni, in sos presset de Bia S’Ecca S’Arrideli, sena nùmeru tzìvicu, achirida pro diritu meritocratico traditzionale sociocratico, chi rapresentat sa prena e totale manifestada circostanziale evidèntzia de sa Natività de su sutascritu, possedimentu circoscritto e amparadu in Living Trust roberto marinos e Roberto Marini, a nùmene e tutela de totusa populatzione Shardana Sarda Indìgena, chi DEPET e TENET DIRITU de benefitziare in manera cumprida de su presente decraru e istatutu, in s’immediatu, sena possibilidade de protestu calicunu, ativende totus sas netzessàrias protzeduras pro dare sighidu istantàneu a ogni ala sua. Totu sa Terra de Sardigna est, e depet èssere in suta de responsabilidade e godimentu de sos in sos Nativos Shardana Sardos. De oras e in perpètuu. In virtude de tales indicos, e pro diretu disponimentu de deu seu deu, Deo so Deo, mene matessi, roberto marinos, Roberto Marini, si de notìfica de s’immediata ativatzione de totus sos protzessos netzessàrios a torrare manifestu su Chelu in Terra, torrende Libera s’intrea umanidade de calesi chi siat pretenzioso irreale distopico fittizzio cuntestu de dissociazione, pro mèdiu de sa Paghe, s’Unione, sa Solidaridade, gràtzias a Beridades, Compassione e Tolleràntzia. Pro sensibilizzare e velocizzare s’intrea ‘òpera de manifestatzione de su Paradisu Terrestre, su progetu giai operativu Food Forest Sardigna , at a èssere s’apo a fàghere coscienziale, chi at a illuminare sa Bia, in Beridade , e in Vita. S’indiritzu de cuntatu pro totus sas benidoras tzitas est elettivamente indetto su domitzìliu telemàticu PEC in èssere info@pec.foodforestsardegna.com gestidu e amministradu dae sa personalidade giurìdica Roberto Marini. A su fine de semplificare sas atziones netzessàrias a sa paghiosa e evolutiva transitzione, totus sos aparatos atualmente presentes in su territòriu de Sardigna, in manera nominale de pùblica amministratzione, devennent de propiedade de su pòpulu indìgenu nativu Shardana Sardu, in sos cales ambientes e immòbiles ant a èssere fatas totus sas operatziones netzessàrias a torrare edotta s’intrea populatzione de su presente Decraru e Istatutu, manifestende intro e no ultres su tèrmine de su 31/12/2020 una cumpleta trasmissione currigida de sas informatziones in issa cuntenta, e operende in cuntatu dirìgidu cun sa personalidade giurìdica Roberto Marini e persone umana roberto marinos, pro indire s’in antis e immediata assemblea plenària de s’Ìsula de Sardigna, a su fine de istruturare s’in antis restrutturazione organizativa de totu sa faina polìtica comunitària, giughende apòsitos e metòdicos passos sotziales sociocratici. Intro e no ultres sa data inoghe de sighida indicada èssere de pare a pare su 14/12/2020 , at a dèpere èssere giai pervenuta rispòndida ufitziale a banda de sos entes a cales s’inoghe presente decraru e istatutu est bènnida a èssere cunsinnada. Qualora intro tale data, sos entes retzidores àncorat no aerent acumpridu a sos òbrigos dispostos issoro, sa populatzione Shardana Sarda, at a èssere legitimada de su totu a ativare totus sos protzessos de assòtziu comunitàriu pro sa prena e totale ativatzione de sas metòdicas e de sos mecanismos netzessàrios a ristabilire un’òrdine sotziale tzivile e polìticu autònomu, sena su bisòngiu de carchi cunsensu a banda de entes istràngias presentes in su territòriu, chi ant a rispòndere cun responsabilidade illimitada e personale de ogni e calesi siat atzione acumprida chi rallentet, ostàculos, iscalabret, e/o lìmites su naturale scorrimento de sas fainas connètidas a sa cumpleta autonomia guvernativa de su pòpulu Shardana Sardu. Ant a bènnere impreados totus e calesi siat mètodu de divulgatzione sotziale, social mèdia, tecnologias atualmente in impreu pro s’iscàmbiu de informatziones, e in special modu totus sas noas tecnologias isvilupadas a s’internu de s’àmbitu de sa blockchain, pro torrare ogni faina trasparente, immutàbile, anònima e sociocraticamente comunitària. De oe, 03/12/2020 , oras e in perpètuu, su Pòpulu Nativu Autòctonu Shardana Sardu, divenit focolare coscienziale, pro s’intreu isvilupu umanistico, de sa colletividade umana totu, a su fine de torrare edotto ogni èssere bividora senziente, de sa Cussèntzia Còsmica colletiva manifestada pro mèdiu de deu seu deu, deo so deo, mene matessi, presente e compenetrante s’intrea Creatzione Universale Divina, partinde dae sa preesistenza Cussente antetzedente a sa Creatzione matessi, de cale acudo e cun cale mi manifesto in su Mundadu Fìsicu integradu cun s’Ispìritu pro mèdiu de sa forma tzelestiale evolutivamente prus artziada, cale est sa forma umana, s’Èssere Umanu, Deus Bividore, Fìgiu Unigenito, generadu non creadu dae sa matessi sustàntzia de su Babbu.

2021.02.16 – Catalogna, la palla ancora in mano agli indipendentisti

Posted by Presidenza on 17 Febbraio 2021
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Spagna. La sinistra conquista 83 seggi su 135. Flop del centro-destra, ma exploit di Vox. Due maggioranze possibili, il socialista Illa ha già detto che si presenterà come candidato, ma con chi non si sa

Vincono un po’ tutti in Catalogna, meno il Pp e Ciudadanos, nonché la vecchia guardia della destra catalanista moderata del Pdcat. Con un’affluenza bassissima, meno del 54% (la più bassa di sempre, – 28% rispetto al 2017), i socialisti tornano a essere primi in questo territorio dopo 18 anni: superano per un soffio (50mila voti) Esquerra republicana (Erc), il partito della sinistra indipendentista, ma ottengono lo stesso numero di seggi, 33 con il 23% dei voti. Una crescita straordinaria: nel 2017 ne avevano solo 17.

A SUA VOLTA, ERC è per la prima volta egemone nel campo dell’indipendentismo e, a fatica, riesce a superare Junts per Catalunya (con un seggio in più rispetto al 2017), il partito sponsorizzato dall’ex presidente autoesiliato Carles Puigdemont. A questi ultimi, col 20% dei voti, sono toccati 32 seggi, -2 rispetto al 2017. Al quarto posto, l’exploit di Vox, che irrompe per la prima volta nel parlamento catalano con ben 11 seggi.

Nove seggi toccano alla Cup (che ne aveva 4), con il 6.7% dei voti. A En comú podem, nonostante ottenga 0.1% in più della Cup, toccano 8 seggi, gli stessi che avevano nel 2017: anche per loro un risultato niente male, visto che Podemos è in calo un po’ dappertutto, soprattutto considerando che qui la crescita socialista non è andata a scapito dei soci di governo più piccoli. Ciutadanos crolla, da 36 a 6 seggi, passando da essere il primo partito a ottenere un misero 5.6% dei voti.

Infine il Pp, sempre più residuale, che perde un altro seggio e si ferma a tre: 3.8%. Il PdCat, sponsorizzato dall’ex presidente Artur Mas (quello che celebrò il primo referendum di autodeterminazione nel 2014), resta fuori, con il 2.7% (cioè 77mila voti). Nel 2010 Mas aveva portato a casa 45 seggi. Oggi il suo partito è scomparso, fagocitato da Puigdemont e dalla sua scommessa massimalista.

PER LA PRIMA VOLTA la somma dei voti espressi dagli elettori indipendentisti, contando anche il PdCat, supera di pochissimo il 50%. Ma è anche la prima volta che i 4 partiti di sinistra conquistano ben 83 scranni dei 135: il 60% del Parlament. Non era mai accaduto. È anche la prima volta che la somma dei partiti della destra nazionalista spagnola, Vox, Ciudadanos e Pp, hanno solo 20 seggi, il loro minimo storico. Nel 2017 Pp e Ciudadanos ne avevano 40.

E INFINE LA GRANDE novità di queste elezioni è che esistono, sulla carta, due chiare maggioranze possibili: la stessa di oggi, l’indipendentista, con Erc, Junts e la Cup, con 74 seggi. Oppure, con lo stesso numero di seggi, la formula a cui punta Jessica Albiach di En comú Podem, la somma dei tre partiti di sinistra, socialisti, Erc e gli stessi comuns.

In teoria, la formula indipendentista è la più verosimile. Gli indipendentisti governano già assieme, benché i due soci di governo siano ai ferri corti, e l’appoggio esterno della Cup non è sempre affidabile. Ma è la formula più semplice da vendere agli elettori: lavoriamo per l’indipendenza, anche se nella pratica non è chiaro come. Pere Aragonés, presidente della Generalitat ad interim e candidato di Erc, ha già detto che vuole fare un governo «fronte ampio», dove ci siano oltre a Junts, come ora, anche la Cup e i comuns di Albiach. Ma quest’ultima ha già fatto sapere che non ci sta. E perché Junts molli l’osso della presidenza chiederà un prezzo altissimo, così come farà la Cup sul fronte economico: forse una nuova dichiarazione di indipendenza (il capo di Erc, Oriol Junqueras, sta scontando una lunghissima e ingiusta pena per colpa dei “gesti simbolici” come questo, mentre Puigdemont è scappato per evitare le sbarre), forse di rompere con i socialisti a Madrid, chissà.

IL SOCIALISTA SALVADOR ILLA ha già detto che si presenterà come candidato, ma con chi non si sa: solo con i comuns arrivano a 41 miseri seggi. Se le cose rimangono così, non c’è alternativa all’attuale situazione di stallo, con Erc condannata al matrimonio di convenienza con Junts. Ma se i socialisti sono furbi, e Junts troppo esosi, a Erc potrebbe convenire un altro tipo di alleanza, come vorrebbe En comú podem. Il pallino è in mano a Esquerra, ma anche a al premier Sánchez a Madrid. Se vuole poter contare sul prezioso appoggio di Erc, il capo del governo dovrà fare cessioni sostanziose a Barcellona. Come ha detto l’ultimo presidente catalano socialista, José Montilla, Erc e il Psc non possono far passare quest’occasione.

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