{"id":8758,"date":"2019-09-26T11:04:47","date_gmt":"2019-09-26T09:04:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/?p=8758"},"modified":"2019-09-26T11:04:47","modified_gmt":"2019-09-26T09:04:47","slug":"2019-09-26-monte-prama-la-pompei-di-sardegna-ce-una-megalopoli-sottoterra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/2019-09-26-monte-prama-la-pompei-di-sardegna-ce-una-megalopoli-sottoterra\/","title":{"rendered":"2019.09.26 &#8211; Mont\u2019e Prama, la Pompei di Sardegna \u00abC\u2019\u00e8 una megalopoli sottoterra\u00bb"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"color: #993300;\"><strong><em>Le ricerche condotte dal geofisico Gaetano Ranieri nel sito di Mont\u2019e Prama: \u00abSedici ettari ancora da scavare\u00bb. Resti dell\u2019et\u00e0 del bronzo individuati grazie al georadar<\/em><\/strong><\/span><\/h1>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_1407copia-1-912x603-kCJC-U31401193997316lXH-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8755\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/DSC_1407copia-1-912x603-kCJC-U31401193997316lXH-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"\" width=\"362\" height=\"268\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><strong><em>Alcuni dei \u00abGiganti di Mont\u2019e Prama\u00bb oggi conservati nei musei di Cagliari e Cabras<\/em><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>di\u00a0STEFANO BUCCI<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sedici ettari \u00abnascosti\u00bb sotto la terra di un campo abbandonato nel Sinis di Cabras, Sardegna centro-occidentale, poco lontano dallo stagno dove nidifica il fenicottero rosa. \u00c8 questa la piccola grande Pompei (che di ettari ne pu\u00f2 contare ben quarantaquattro) scoperta in provincia di Oristano da Gaetano Ranieri, professore ordinario di Geofisica applicata presso la facolt\u00e0 di Ingegneria dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari, gi\u00e0 docente al Politecnico di Torino, grazie al georadar da lui messo a punto (\u00abuna sorta di radar rivolto verso il sottosuolo\u00bb capace di guardare sotto la superficie) con cui \u00e8 tornato a scandagliare il sito archeologico di Mont\u2019e Prama.<\/span><\/p>\n<p style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\"><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-style: inherit;\"><strong>Dove 45 anni fa (nel marzo 1974) erano stati ritrovati (per caso) i primi di quei<\/strong><\/span>\u00a0diecimila frammenti di pietra che, dopo le successive compagne di scavo del 1975-1979 e del 2014-2017 (e i relativi restauri), avrebbero col tempo dato vita ai 27\u00a0<span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\">Giganti di Mont\u2019e Prama<\/span>\u00a0(arcieri, guerrieri, pugilatori), ai sedici modelli di nuraghe e ai nove \u00abbetili\u00bb (una sorta di pietra sacra). Un patrimonio (risalente a un periodo compreso tra il 950 e il 730 a.C. e quindi pi\u00f9 antico di Pompei) attualmente diviso tra il Museo archeologico nazionale di Cagliari (dove \u00e8 custodita gran parte dei\u00a0<span style=\"font-style: inherit; font-weight: inherit;\">Giganti<\/span>) e il Museo civico Giovanni Marongiu di Cabras.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/image-kCJC-U31401193997316kj-180x140@Corriere-Web-Sezioni.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-8756\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/image-kCJC-U31401193997316kj-180x140@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"\" width=\"241\" height=\"155\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #0000ff;\"><em>La mappa dell\u2019area archeologica di Mont\u2019e Prama eseguita da Gaetano Ranieri (foto da \u00abLa Nuova Sardegna\u00bb)<\/em><\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Come raccontato da \u00abLa Nuova Sardegna\u00bb, in occasione della presentazione<\/strong>\u00a0alla Fondazione di Sardegna di Sassari della lunga ricerca eseguita da Ranieri (24 settembre), in quel campo abbandonato e nel contiguo vigneto impiantato dopo gli inizi degli scavi che di fatto nascondono uno dei siti archeologici pi\u00f9 importanti del Mediterraneo, ci sarebbe un universo ben pi\u00f9 esteso dei 750 metri quadrati finora censiti dalla Soprintendenza per i beni archeologici di Cagliari e Oristano.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Copia-di-image-kCJC-U31401193997316oWE-140x180@Corriere-Web-Sezioni.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-8757\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Copia-di-image-kCJC-U31401193997316oWE-140x180@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"\" width=\"140\" height=\"180\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><em><strong>Gaetano Ranieri<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Secondo l\u2019\u00abecoscandaglio terrestre\u00bb (altra possibile definizione del georadar) l\u2019area<\/strong>\u00a0sarebbe infatti di ben 16 ettari. Definita dalle migliaia di \u00abanomalie\u00bb individuate proprio grazie al georadar: in particolare da quelle che Ranieri (coadiuvato nella sua ricerca dagli archeologi dell\u2019Universit\u00e0 di Sassari) definisce \u00abanomalie organizzate\u00bb ovvero \u00ablinee rette che sembrano strade, case, templi, aree delimitate che possono essere stanze di edifici anche di grande dimensioni\u00bb nonch\u00e9 \u00ab120 tombe ancora da scavare\u00bb. Una megalopoli nata tra la fine dell\u2019et\u00e0 del bronzo e l\u2019inizio di quella del ferro (tra il 950 e il 730 a.C.) ricostruita attraverso una serie di modelli 3D. Un\u2019area talmente ampia che, per Ranieri, se i tempi dovessero essere \u00abgli stessi con cui si sono mossi gli archeologi da quando sono saltati fuori i primi frammenti dei\u00a0Giganti, ci vorrebbero 4 mila anni per scavare\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Attualmente, racconta ancora l\u2019articolo della \u00abNuova Sardegna\u00bb, il destino del sito<\/strong>\u00a0archeologico di Mont\u2019e Prama \u00e8 per\u00f2 ancora tutto da definire: la \u00abcasa\u00bb dei Giganti \u00e8 sempre nascosta sottoterra mentre gli scavi promessi per l\u2019avvio di (questa) estate non sono mai iniziati nonostante il finanziamento sia stato, a quanto pare, gi\u00e0 erogato. Secondo Ranieri, da tempo in attrito con la Soprintendenza, \u00ab\u00e8 assolutamente necessario un vincolo archeologico\u00bb visto che si tratta \u00abdi un\u2019area in cui sono stati finora effettuati tantissimi ritrovamenti, diverse campagne di scavo e ricognizioni che hanno indicato in maniera evidente la presenza di reperti ancora da portare alla luce\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>Aspettando buone notizie per il sito archeologico dei Giganti, il georadar\u00a0<\/strong>del professor Ranieri ha intanto gi\u00e0 individuato le tracce di un possibile complesso nuragico a dieci metri di profondit\u00e0 nello stagno di Cabras (quello dei fenicotteri rosa) mentre dall\u2019ipogeo della vicina San Salvatore di Sinis, dalle mura delle stanze in cui si praticava il culto dell\u2019acqua, sarebbero saltate fuori le immagini di una nave romana, di divinit\u00e0 latine e (persino) un disegno che sembrerebbe raffigurare l\u2019eruzione del Vesuvio. E ancora una volta l\u2019ombra di Pompei compare all\u2019orizzonte di Mont\u2019e Prama.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>tratto da:<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.corriere.it\/cultura\/19_settembre_25\/mont-prama-pompei-sardegna-c-megalopoli-sottoterra-6b08b1f0-df65-11e9-aa5f-fbca0c81b7c9.shtml?fbclid=IwAR39oRNPDAliUY_IjfRjhPSEQ4A-57vN-9-3IGw7in5MSnts4a30mHNNn1g&amp;refresh_ce-cp\">(clicca qui)<\/a><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le ricerche condotte dal geofisico Gaetano Ranieri nel sito di Mont\u2019e Prama: \u00abSedici ettari ancora da scavare\u00bb. 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