{"id":7666,"date":"2016-12-16T09:44:24","date_gmt":"2016-12-16T08:44:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/?p=7666"},"modified":"2016-12-16T09:44:24","modified_gmt":"2016-12-16T08:44:24","slug":"2016-12-16-il-regno-unito-non-potra-mai-esaurire-le-sterline","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/2016-12-16-il-regno-unito-non-potra-mai-esaurire-le-sterline\/","title":{"rendered":"2016.12.16 &#8211; Il Regno Unito non potr\u00e0 mai esaurire le sterline"},"content":{"rendered":"<h1><em><span style=\"color: #993300;\"><strong>Un post sul\u00a0Wall Street Journal affronta<\/strong><strong>\u00a0uno dei miti pi\u00f9 duri a morire: quello secondo cui un paese sviluppato e con una propria valuta possa essere costretto, in qualche caso, a fare default. Il default non pu\u00f2 avvenire (se non lo si decide deliberatamente), e nemmeno i rendimenti aumentano o i titoli si svalutano: \u00e8 la moneta a farlo, e con le sue normali e fisiologiche oscillazioni rimette i mercati in equilibrio senza bisogno di traumi. Se vedendo svalutarsi la moneta qualcuno\u00a0correr\u00e0 a vendere i titoli, qualcun altro trovandoli a buon mercato correr\u00e0 a comprarli.<\/strong><\/span><\/em><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pubblicazione1-1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7665 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pubblicazione1-1.jpg\" alt=\"pubblicazione1\" width=\"451\" height=\"221\" srcset=\"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pubblicazione1-1.jpg 646w, https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pubblicazione1-1-300x147.jpg 300w, https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pubblicazione1-1-250x123.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 451px) 100vw, 451px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><em><span style=\"font-size: medium;\">di Jon Sindreu, 31 ottobre 2016<\/span><\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Tra i fatti che ci mettono proprio un\u2019eternit\u00e0 per essere capiti, eccone uno: i paesi che si indebitano nella propria valuta non saranno mai costretti a fare default sul debito.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Nei mesi appena trascorsi abbiamo avuto un\u2019ulteriore prova di questo fatto. Quando il Regno Unito stava per votare nel referendum sulla propria appartenenza all\u2019Unione europea, alcuni investitori e analisti hanno messo in guardia sul fatto che gli stranieri, spaventati, avrebbero potuto sbarazzarsi dei titoli del debito pubblico britannico, facendo cos\u00ec impennare i costi di finanziamento per il governo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Avevano torto. Il giorno dopo la Brexit il valore di quei titoli \u00e8 aumentato del 3,5 percento.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Di recente, una svendita dei titoli ha spinto molti \u2014 di nuovo \u2014 a sostenere che gli investitori stranieri stavano fuggendo dal paese. Dato che essi detengono circa un quarto del mercato attuale, perfino il Ministero del Tesoro britannico ha affermato che sarebbe stato un serio problema.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma i dati pubblicati luned\u00ec mostrano che gli investitori non-residenti nel Regno Unito a settembre detenevano un valore netto totale di 13,2 miliardi di sterline in titoli, cio\u00e8 il valore massimo da quasi un anno a questa parte. Nel corso di questo mese [ottobre], il valore dei titoli, che si muove\u00a0in direzione opposta rispetto al valore dei rendimenti, \u00e8 sceso di oltre il 5 percento.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Nel mese successivo al referendum le vendite nette ammontavano a soli 4,4 miliardi di sterline, un valore che sta assolutamente all\u2019interno delle tipiche oscillazioni mensili.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">\u00c8 vero che quelli che hanno comprato i titoli a\u00a0settembre ci hanno rimesso, a causa dell\u2019ampia svendita che \u00e8 avvenuta in ottobre\u00a0\u2014 cosa di cui\u00a0i nuovi dati riferiti a settembre non tengono conto. Ma non c\u2019\u00e8 nessun segnale del fatto che gli investitori stranieri siano in qualche modo preoccupati per i titoli del debito pubblico britannico dopo la Brexit.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Ma dunque, come sono variati gli asset britannici dopo lo shock della Brexit? Risposta: dato che la sterlina stessa si \u00e8 svalutata, non ce n\u2019\u00e8 stato bisogno. Gli asset britannici sono diventati automaticamente pi\u00f9 convenienti da comprare per gli stranieri, <\/span><\/span><a style=\"color: #000000;\" href=\"http:\/\/www.wsj.com\/articles\/pounds-pounding-helped-u-k-absorb-brexit-shock-1476055421?tesla=y\"><span style=\"font-family: 'Arial','sans-serif'; text-decoration: none; text-underline: none;\"><strong><span style=\"font-size: medium;\">fornendo cos\u00ec un ammortizzatore per i mercati<\/span><\/strong><\/span><\/a><span style=\"font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">.<\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">I dati mostrano che non c\u2019\u00e8 stato nessun particolare deflusso dalla Gran Bretagna\u00a0\u2014 piuttosto, gli stranieri si sono limitati a ridefinire il valore della sterlina. Pertanto, anche se alcuni stranieri possono sbarazzarsi dei titoli, \u00e8 improbabile che questi restino svalutati a lungo.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Ci\u00f2 perch\u00e9 la Gran Bretagna \u00e8 un paese sviluppato con mercati finanziari liquidi, che pu\u00f2 emettere debito nella propria valuta. A differenza della Grecia o della Spagna, che possono certamente esaurire gli euro, la Gran Bretagna potr\u00e0 sempre emettere le proprie sterline.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Inoltre non deve affrontare gli stessi problemi di molti paesi emergenti, che spesso si indebitano in valuta straniera perch\u00e9 non posseggono un sistema finanziario funzionale, o perch\u00e9 hanno governi instabili che decidono di dichiarare default per motivi politici.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Bench\u00e9\u00a0l\u2019indipendenza delle banche centrali\u00a0\u2014 una scelta che sono i paesi stessi a fare\u00a0\u2014 venga spesso sottolineata come contro-argomento rispetto all\u2019idea che i paesi che emettono la propria valuta non siano obbligati a fare default, le loro operazioni nei mercati valutari avvengono tramite titoli di stato, assicurando\u00a0ai titoli pubblici un mercato liquido e stabile. Di fatto il ruolo delle banche centrali \u00e8 sempre stato intimamente connesso alla gestione del debito pubblico.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">I programmi di quantitative easing lo hanno reso ancora pi\u00f9 evidente: la Banca d\u2019Inghilterra possiede oggi pi\u00f9 o meno un terzo del mercato dei circa 1.500 miliardi di sterline di titoli.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Anche nell\u2019eurozona la Banca centrale europea ha mostrato di avere il potere di mettere fine alle svendite di titoli. Per decenni le agenzie di rating hanno ammonito sui pericoli del sempre crescente debito pubblico giapponese, eppure la compravendita di titoli pubblici giapponesi resta\u00a0sempre a livelli record.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Nelle interviste ben pochi investitori hanno detto di avere avuto in mente il rischio di credito quando hanno deciso di vendere titoli il mese scorso\u00a0\u2014 la loro preoccupazione era piuttosto che la caduta della sterlina avrebbe spinto la Banca d\u2019Inghilterra ad una reazione eccessiva.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000; font-family: 'Arial','sans-serif';\"><span style=\"font-size: medium;\">Dato che i titoli del debito pubblico sono sicuri tanto quanto il contante\u00a0\u2014 se non di pi\u00f9\u00a0\u2014 il loro valore dipende \u00a0principalmente dalle aspettative sulle azioni della banca centrale. \u00c8 ora chiaro che il valore dei titoli del Regno Unito ha per lo pi\u00f9 seguito quello dei titoli di altri paesi del mondo sviluppato, che si sono attestati a livelli massimi a causa della diffusa aspettativa che i decisori politici avrebbero fornito meno stimolo monetario da ora in avanti.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>tratto da:<\/strong><\/span> <a href=\"http:\/\/vocidallestero.it\/2016\/12\/11\/wsj-il-regno-unito-non-potra-mai-esaurire-le-sterline\/\"><span style=\"color: #000000;\">(clicca qui)<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/Pubblicazione1-1.jpg\">\u00a0<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un post sul\u00a0Wall Street Journal affronta\u00a0uno dei miti pi\u00f9 duri a morire: quello secondo cui un paese sviluppato e con una propria valuta possa essere costretto, in qualche caso, a fare default. 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