{"id":7177,"date":"2016-08-03T09:26:57","date_gmt":"2016-08-03T07:26:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/?p=7177"},"modified":"2016-08-03T09:26:57","modified_gmt":"2016-08-03T07:26:57","slug":"2016-08-03-il-grande-bottino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/2016-08-03-il-grande-bottino\/","title":{"rendered":"2016.08.03 &#8211; IL GRANDE BOTTINO"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"color: #993300;\"><em>\u00c8 la vecchia politica del colonialismo ottocentesco, aggiornata in funzione neocoloniale dalla strategia Usa\/Nato, che ha demolito interi Stati nazionali (Jugoslavia, Libia) e frazionato altri (Iraq, Siria), per controllare i loro territori e le loro risorse.<\/em><\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/caccia_usa_jpg_503904982.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7176 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/caccia_usa_jpg_503904982.jpg\" alt=\"caccia_usa_jpg_503904982\" width=\"403\" height=\"269\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>Libia. Petrolio, immense riserve d\u2019acqua, miliardi di fondi sovrani. Il bottino sotto le bombe<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00abL\u2019Italia valuta positivamente le operazioni aeree avviate dagli Stati uniti su alcuni obiettivi di Daesh a Sirte. Esse avvengono su richiesta del governo di unit\u00e0 nazionale, a sostegno delle forze fedeli al governo, nel comune obiettivo di contribuire a ristabilire la pace e la sicurezza in Libia\u00bb: questo \u00e8 il comunicato diffuso della Farnesina il 1\u00b0 agosto. Alla \u00abpace e sicurezza in Libia\u00bb ci stanno pensando a Washington, Parigi, Londra e Roma.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gli stessi paesi che, dopo aver destabilizzato e frantumato con la guerra lo Stato libico, vanno a raccogliere i cocci con la \u00abmissione di assistenza internazionale alla Libia\u00bb. L\u2019idea che hanno traspare attraverso autorevoli voci. Paolo Scaroni, che a capo dell\u2019Eni ha manovrato in Libia tra fazioni e mercenari ed \u00e8 oggi vicepresidente della Banca Rothschild, ha dichiarato al Corriere della Sera che \u00aboccorre finirla con la finzione della Libia\u00bb, \u00abpaese inventato\u00bb dal colonialismo italiano. Si deve \u00abfavorire la nascita di un governo in Tripolitania, che faccia appello a forze straniere che lo aiutino a stare in piedi\u00bb, spingendo Cirenaica e Fezzan a creare propri governi regionali, eventualmente con l\u2019obiettivo di federarsi nel lungo periodo. Intanto \u00abognuno gestirebbe le sue fonti energetiche\u00bb, presenti in Tripolitania e Cirenaica. \u00c8 la vecchia politica del colonialismo ottocentesco, aggiornata in funzione neocoloniale dalla strategia Usa\/Nato, che ha demolito interi Stati nazionali (Jugoslavia, Libia) e frazionato altri (Iraq, Siria), per controllare i loro territori e le loro risorse. La Libia possiede quasi il 40% del petrolio africano, prezioso per l\u2019alta qualit\u00e0 e il basso costo di estrazione, e grosse riserve di gas naturale, dal cui sfruttamento le multinazionali statunitensi ed europee possono ricavare oggi profitti di gran lunga superiori a quelli che ottenevano prima dallo Stato libico. Per di pi\u00f9, eliminando lo Stato nazionale e trattando separatamente con gruppi al potere in Tripolitania e Cirenaica, possono ottenere la privatizzazione delle riserve energetiche statali e quindi il loro diretto controllo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Oltre che dell\u2019oro nero, le multinazionali statunitensi ed europee vogliono impadronirsi dell\u2019oro bianco: l\u2019immensa riserva di acqua fossile della falda nubiana, che si estende sotto Libia, Egitto, Sudan e Ciad. Quali possibilit\u00e0 essa offra lo aveva dimostrato lo Stato libico, costruendo acquedotti che trasportavano acqua potabile e per l\u2019irrigazione, milioni di metri cubi al giorno estratti da 1300 pozzi nel deserto, per 1600 km fino alle citt\u00e0 costiere, rendendo fertili terre desertiche.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Agli odierni raid aerei Usa in Libia partecipano sia cacciabombardieri che decollano da portaerei nel Mediterraneo e probabilmente da basi in Giordania, sia droni Predator armati di missili Hellfire che decollano da Sigonella. Recitando la parte di Stato sovrano, il governo Renzi \u00abautorizza caso per caso\u00bb la partenza di droni armati Usa da Sigonella, mentre il ministro degli esteri Gentiloni precisa che \u00abl\u2019utilizzo delle basi non richiede una specifica comunicazione al parlamento\u00bb, assicurando che ci\u00f2 \u00abnon \u00e8 preludio a un intervento militare\u00bb in Libia. Quando in realt\u00e0 l\u2019intervento \u00e8 gi\u00e0 iniziato: forze speciali statunitensi, britanniche e francesi \u2013 confermano il Telegraph e Le Monde \u2013 operano da tempo segretamente in Libia per sostenere \u00abil governo di unit\u00e0 nazionale del premier Sarraj\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sbarcando prima o poi ufficialmente in Libia con la motivazione di liberarla dalla presenza dell\u2019Isis, gli Usa e le maggiori potenze europee possono anche riaprire le loro basi militari, chiuse da Gheddafi nel 1970, in una importante posizione geostrategica all\u2019intersezione tra Mediterraneo, Africa e Medio Oriente. Infine, con la \u00abmissione di assistenza alla Libia\u00bb, gli Usa e le maggiori potenze europee si spartiscono il bottino della pi\u00f9 grande rapina del secolo: 150 miliardi di dollari di fondi sovrani libici confiscati nel 2011, che potrebbero quadruplicarsi se l\u2019export energetico libico tornasse ai livelli precedenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Parte dei fondi sovrani, all\u2019epoca di Gheddafi, venne investita per creare una moneta e organismi finanziari autonomi dell\u2019Unione Africana. Usa e Francia \u2013 provano le mail di Hillary Clinton \u2013 decisero di bloccare \u00abil piano di Gheddafi di creare una moneta africana\u00bb, in alternativa al dollaro e al franco Cfa. Fu Hillary Clinton \u2013 documenta il New York Times \u2013 a convincere Obama a rompere gli indugi. \u00abIl Presidente firm\u00f2 un documento segreto, che autorizzava una operazione coperta in Libia e la fornitura di armi ai ribelli\u00bb, compresi gruppi fino a poco prima classificati come terroristi, mentre il Dipartimento di stato diretto dalla Clinton li riconosceva come \u00ablegittimo governo della Libia\u00bb. Contemporaneamente la Nato sotto comando Usa effettuava l\u2019attacco aeronavale con decine di migliaia di bombe e missili, smantellando lo Stato libico, attaccato allo stesso tempo dall\u2019interno con forze speciali anche del Qatar (grande amico dell\u2019Italia). Il conseguente disastro sociale, che ha fatto pi\u00f9 vittime della guerra stessa soprattutto tra i migranti, ha aperto la strada alla riconquista e spartizione della Libia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Manlio Dinucci<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>tratto da:<\/strong><\/span> <a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/site\/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=16736\"><span style=\"color: #000000;\">(clicca qui)<\/span><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/caccia_usa_jpg_503904982.jpg\">\u00a0<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 la vecchia politica del colonialismo ottocentesco, aggiornata in funzione neocoloniale dalla strategia Usa\/Nato, che ha demolito interi Stati nazionali (Jugoslavia, Libia) e frazionato altri (Iraq, Siria), per controllare i loro territori e le loro risorse. &nbsp; &nbsp; &nbsp; Libia. 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