{"id":6379,"date":"2016-01-06T10:54:37","date_gmt":"2016-01-06T09:54:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/?p=6379"},"modified":"2016-01-06T10:54:37","modified_gmt":"2016-01-06T09:54:37","slug":"2016-01-06-bankitalia-non-abbiamo-mai-avuto-una-banca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/2016-01-06-bankitalia-non-abbiamo-mai-avuto-una-banca\/","title":{"rendered":"2016.01.06 &#8211; Bankitalia: non abbiamo MAI avuto una banca"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"color: #993300;\"><em><strong>Giusto per ricordarlo:<\/strong><\/em><\/span><\/h1>\n<h1>\n<span style=\"color: #993300;\"><em><strong>&#8220;La Banca d\u2019Italia, bench\u00e9 sia un Istituto di diritto pubblico, non \u00e8 affatto pubblica. Ma la cosa sconcertante \u00e8 che veramente in pochi sanno che in realt\u00e0 non lo \u00e8 mai stata.&#8221;<\/strong><\/em><\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/1-1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-6374\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-6374 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/1-1.jpg\" alt=\"1\" width=\"404\" height=\"247\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>BANKITALIA, UNA STORIA DI ORDINARIA MASSONERIA<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">di Francesco Filini<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Antonio Patuelli, Presidente dell\u2019ABI (Associazione delle Banche Italiane) ha <\/span><span style=\"color: #000000;\">chiesto di rivedere la <a href=\"http:\/\/www.camera.it\/parlam\/leggi\/05262l.htm\"><span style=\"color: #3366ff;\"><em><strong>legge 262 del 2005<\/strong><\/em><\/span><\/a> voluta dall\u2019allora Ministro dell\u2019economia Giulio Tremonti che nel paragrafo 19, comma 10, riformula l\u2019assetto proprietario della Banca d\u2019Italia, disciplinando che entro i tre anni successivi dall\u2019approvazione della legge (ovvero entro il 2008) doveva avvenire il trasferimento delle quote di partecipazione dei privati verso lo Stato. In poche parole la legge Tremonti aveva disposto che la propriet\u00e0 della Banca d\u2019Italia divenisse pubblica (come la logica vorrebbe) e non privata. Questa legge, che doveva diventare esecutiva ben 5 anni fa, non \u00e8 stata minimamente presa in considerazione dagli istituti che ancora oggi detengono la maggioranza delle azioni. E\u2019 sufficiente una piccola verifica per vedere come banche commerciali, assicurazioni e istituti di credito privati ancora oggi detengano il 94,5% della propriet\u00e0 dell\u2019Istituto di emissione italiano.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/2-1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-6375\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-6375\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/2-1.jpg\" alt=\"2\" width=\"226\" height=\"253\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\"><em><strong>Antonio Patuelli<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Purtroppo il mondo della politica, sempre pi\u00f9 distratto e sempre pi\u00f9 asservito a determinate logiche, non ha reagito degnamente e in maniera compatta (come il buonsenso vorrebbe) alle dichiarazioni del Presidente Patuelli, se si mettono a parte gli interventi delle mosche bianche come Guido Crosetto e Fabio Rampelli. Nel nostro Paese infatti, un banchiere come Pautelli pu\u00f2 arrivare pure a dichiarare inammissibile e incostituzionale una legge che vuole rendere pubblica la Banca Centrale Italiana, l\u2019organismo che emette e presta la moneta. Che eresia!<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Molti non sanno \u2013 e non immaginano \u2013 che la Banca d\u2019Italia, bench\u00e9 sia un Istituto di diritto pubblico, non \u00e8 affatto pubblica. Ma la cosa sconcertante \u00e8 che veramente in pochi sanno che in realt\u00e0 non lo \u00e8 mai stata. Proviamo a fare un po\u2019 d\u2019ordine.<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/3-1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-6376\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-6376\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/3-1.jpg\" alt=\"3\" width=\"229\" height=\"220\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\"><em><strong>Guido Crosetto<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La Banca d\u2019Italia viene fondata nel 1893 con la legge n. 443 del 10 Agosto, con la fusione tra la Banca Nazionale del Regno, la Banca Nazionale Toscana e la Banca Toscana di Credito, e dalla liquidazione in seguito alla scandalo della Banca Romana. Fu il Presidente del Consiglio dell\u2019epoca, Giovanni Giolitti, a dirigere in prima persona tutte le operazioni, garantendo \u201cautonomia\u201d dal potere politico e ricalcando il modello societario proprio delle banche, evitando addirittura che la nomina a Governatore fosse appannaggio della Banca stessa con il Parlamento delegato a ruolo di mero ratificatore delle decisioni prese in seno alla loggia bancaria. Come ricorda egregiamente il giurista Bruno Tarquini, nella sua illuminante opera <a href=\"http:\/\/www.macrolibrarsi.it\/libri\/__la-banca-la-moneta-e-l-usura.php\"><span style=\"color: #3366ff;\"><em><strong>La banca la moneta e l\u2019usura<\/strong><\/em><\/span><\/a> <em>la Banca d\u2019Italia fin dall\u2019origine assunse la forma di societ\u00e0 anonima, tenuto conto che di questa ricalcava essenzialmente l\u2019organizzazione interna, come ad esempio la nomina degli organi amministrativi e di controllo, spettante all\u2019assemblea della societ\u00e0.<\/em><\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/4-1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-6377\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-6377\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/4-1.jpg\" alt=\"4\" width=\"267\" height=\"197\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il 28 Aprile del 1910 viene emanato il Regio Decreto n. 204 con il quale lo Stato Italiano disciplin\u00f2 l\u2019emissione della carta-moneta, stabilendo che gli istituti autorizzati ad emettere biglietti di banca erano la Banca d\u2019Italia, il Banco di Napoli e il Banco di Sicilia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Con il decreto legge n. 812 del 6 Maggio 1926 alla Banca d\u2019Italia viene riconosciuto il monopolio dell\u2019emissione dei biglietti.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Con il Regio Decreto n. 1067 del 1936, viene ribadita l\u2019autonomia della Banca d\u2019Italia che mantenne la stessa struttura societaria e le fu riconosciuta la qualifica di \u201cIstituto di diritto pubblico\u201d.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Nell\u2019era Repubblicana la Banca d\u2019Italia continua il suo percorso d\u2019autonomia nei confronti del potere politico assumendo sempre pi\u00f9 le redini dell\u2019economia, svuotando il ministero del Tesoro da qualsiasi responsabilit\u00e0: nel 1981 il sottosegretario democristiano Andreatta firm\u00f2 il decreto che sanc\u00ec la separazione tra il Tesoro e Bankitalia (\u00e8 dovuta soprattutto a questo fatto l\u2019impennata del debito pubblico, se lo si aggiunge alle politiche scellerate del Ministro Paolo Cirino Pomicino che in quegli anni aveva preso come superconsulente un giovane Mario Monti\u2026), il 7 Febbraio del 1992 il banchiere Guido Carli, gi\u00e0 Governatore della Stessa Banca d\u2019Italia, divenuto Ministro del Tesoro eman\u00f2 il decreto che diede totale autonomia all\u2019Istituto di via Nazionale nello stabilire il tasso di sconto (il costo del denaro).<\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/5.jpg\" rel=\"attachment wp-att-6378\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-6378\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/5.jpg\" alt=\"5\" width=\"233\" height=\"242\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\"><em><strong>Giulio Tremonti<\/strong><\/em><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Come si \u00e8 brevemente visto, sin dalla sua nascita l\u2019Istituto di Palazzo Koch \u00e8 sempre stato di propriet\u00e0 di privati e nel corso del tempo, indipendentemente dai governi e dalla forma di Stato, ha preso sempre pi\u00f9 autonomia e poteri. Nessuno ha mai conosciuto i proprietari della Banca Centrale Italiana, soltanto nel 2005, dopo oltre un secolo, sono stati resi noti. Per questo il Ministro Tremonti ne chiese la \u201cnazionalizzazione\u201d: \u00e8 impensabile che un\u2019Istituzione cos\u00ec importante e fondamentale per la vita del Paese debba essere di propriet\u00e0 di alcuni gruppi finanziari. Un meccanismo di emissione, di controllo e di garanzia deve avere s\u00ec la sua autonomia, ma non tanto dalle istituzioni politiche quanto dalle lobby bancarie che la Banca d\u2019Italia dovrebbe controllare. Un mega conflitto d\u2019interessi che va sanato, soprattutto alla luce del periodo storico che viviamo dove le imprese chiudono e i dividendi dei banchieri crescono.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>tratto da:<\/strong> <a href=\"https:\/\/rapportoaureo.wordpress.com\/2013\/07\/10\/bankitalia-non-abbiamo-mai-avuto-una-banca\/\">(clicca qui)<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Giusto per ricordarlo: &#8220;La Banca d\u2019Italia, bench\u00e9 sia un Istituto di diritto pubblico, non \u00e8 affatto pubblica. 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