{"id":5365,"date":"2015-09-02T09:57:10","date_gmt":"2015-09-02T07:57:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/?p=5365"},"modified":"2015-09-02T09:57:10","modified_gmt":"2015-09-02T07:57:10","slug":"2015-09-02-la-grande-truffa-6-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/2015-09-02-la-grande-truffa-6-parte\/","title":{"rendered":"2015.09.02 \u2013 La Grande Truffa \u2013 6\u00b0 parte"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/index.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-5132\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/index.jpg\" alt=\"index\" width=\"186\" height=\"278\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #3366ff;\"><em><strong>A grande richiesta proponiamo, a puntate, il libro \u201cLa Grande Truffa\u201d di Paolo Maleddu, uno di noi, un grande uomo che per il suo coraggio, la sua lealt\u00e0 e la sua voglia di verit\u00e0 si trova oggi sotto l\u2019attacco duro e sleale dello Stato italiano, uno Stato burattino delle lobbies bancarie internazionali<\/strong><\/em><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1><span style=\"color: #993300;\"><strong>Paolo MALEDDU: \u201cHo scritto questo libro per una incontenibile necessit\u00e0 di condividere con quante pi\u00f9 persone possibile un insieme di informazioni nelle quali mi sono imbattuto, e che hanno gradualmente aperto davanti ai miei occhi una visione del tutto nuova della realt\u00e0 del mondo nel quale viviamo. <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #993300;\"><strong>Una realt\u00e0 insospettata, spaventosa, nella quale siamo immersi ma che non riusciamo a vedere, perch\u00e9 confusa dietro una barriera di notizie ed immagini sapientemente filtrate, falsate o anche solamente ignorate. <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #993300;\"><strong>Le notizie che non vengono divulgate sono le pi\u00f9 importanti.<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #993300;\"><strong>C\u2019\u00e8 un mondo reale nel quale gli eventi scorrono cos\u00ec come avvengono, lieti o dolorosi che siano, in un flusso continuo. E uno parallelo, virtuale, creato dalla rappresentazione che i media danno di questa successione di eventi. <\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #993300;\"><strong>Noi viviamo nel mondo virtuale che ogni giorno radio, giornali, televisioni e cinema costruiscono per noi. \u201cEducati\u201d sin dai primi anni di scuola ad essere prigionieri di verit\u00e0 ufficiali, ci \u00e8 poi difficile accettare versioni diverse, scomode, che non rientrano nei nostri orizzonti.\u201d<\/strong><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #993300;\"><strong>\u201cEsistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che si insegna \u201cad usum Delphini\u201d, e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.\u201d<\/strong><\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\"><strong><a style=\"color: #3366ff;\" href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/La-Grande-Truffa-1\u00b0-parte.pdf\">La Grande Truffa &#8211; 1\u00b0 parte<\/a><\/strong><\/span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <span style=\"color: #3366ff;\"><strong><a style=\"color: #3366ff;\" href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/La-Grande-Truffa-2\u00b0-parte.pdf\">La Grande Truffa &#8211; 2\u00b0 parte<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\"><strong><a style=\"color: #3366ff;\" href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/La-Grande-Truffa-3\u00b0-parte.pdf\">La Grande Truffa &#8211; 3\u00b0 parte<\/a><\/strong><\/span>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<span style=\"color: #3366ff;\"><strong> <a style=\"color: #3366ff;\" href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/La-Grande-Truffa-4\u00b0-parte.pdf\">La Grande Truffa &#8211; 4\u00b0 parte<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\"><strong><a style=\"color: #3366ff;\" href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/La-Grande-Truffa-5\u00b0-parte.pdf\">La Grande Truffa &#8211; 5\u00b0 parte<\/a><\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>L\u2019emissione monetaria<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>LA GRANDE TRUFFA<\/strong><\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\">Come gli usurai internazionali si impossessano<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">di tutta la ricchezza prodotta dalla popolazione mondiale<\/span><\/h1>\n<h1 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">6\u00b0 parte<\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8230;&#8230;&#8230;..<\/p>\n<p><span style=\"color: #333300;\">Ha potuto creare un sistema mondiale nel quale il lavoro viene pagato una miseria, mentre viene largamente retribuito l\u2019interesse sul capitale che gi\u00e0 in precedenza aveva provveduto ingiustamente a sottrarci. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333300;\">La moneta appartiene al popolo e ad esso, per il bene dell\u2019umanit\u00e0, deve tornare la propriet\u00e0.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #333300;\">I pescatori si occupano da sempre di andare a pescare, muratori ed ingenieri costruiscono case, ponti, strade; gli operai producono beni nelle industrie manifatturiere, l\u2019intera popolazione mondiale fa tutto il lavoro fisico mentre un esiguo numero di persone da oltre tremila anni si occupa di studiare i meccanismi che danno valore ad un pezzo di carta colorata chiamata moneta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333300;\">Oggi con quel biglietto decidono loro, non i produttori, i prezzi dei beni prodotti, gli stipendi degli operai, il costo degli alimenti, quale sar\u00e0 la storia ufficiale, quale cultura diffondere, dove far scoppiare una guerra, chi far vivere agiatamente e chi ridurre alla fame.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #333300;\">Sono i padroni del mondo.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>Capitolo III<\/strong><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #000000;\"><strong>CHE COSA \u00c8 L\u2019ECONOMIA<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Presupposto indispensabile per affrontare e capire qualsiasi argomento \u00e8 avere certezza del significato dei termini usati. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Apriamo a tal scopo qualche dizionario della lingua italiana alla parola economia e leggiamo: <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">dal greco <em>oikoman\u00eca<\/em>, propr. amministrazione della casa; scienza della scarsit\u00e0 intesa come disciplina logica e prassi comportamentale diretta a realizzare i massimi risultati impiegando i minimi mezzi; l\u2019utilizzo di risorse scarse per soddisfare al meglio i bisogni individuali e collettivi contenendo la spesa; scienza che studia come impiegare i beni a disposizione nel modo pi\u00f9 razionale per il conseguimento di fini determinati; uso controllato dei beni economici; risparmio; insieme delle risorse economiche di una regione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">L\u2019economia \u00e8 quindi una oculata ripartizione tra tutti i membri di una comunit\u00e0 (famiglia, societ\u00e0, regione&#8230;) dei mezzi di sostentamento disponibili, per soddisfare bisogni individuali e collettivi.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">In una economia familiare saranno i membri della famiglia a beneficiare di una equa ripartizione della ricchezza o dei pochi beni disponibili. In una economia statale od in quella mondiale, l\u2019obiettivo sar\u00e0 quello di far arrivare a tutti i componenti di tali comunit\u00e0 i benefici, giustamente ripartiti, derivanti dallo sfruttamento delle risorse comuni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In estrema sintesi, il processo economico di uno stato moderno si sviluppa in tre fasi successive: produzione, distribuzione e consumo di beni e servizi. L\u2019attuazione in maniera armonica di queste tre componenti, producono come risultato una sana ed onesta economia.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Prendiamo in esame una per una queste diverse fasi in <strong>una economia statale<\/strong>.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Con tutta sicurezza possiamo affermare che il problema della produzione \u00e8 ormai risolto da tantissimi anni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Gi\u00e0 nel lontano 1933 Ezra Pound scriveva nel suo \u201cAbc dell\u2019economia\u201d:<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>\u201cTecnici sensati ed uomini saggi ci dicono che il problema della produzione \u00e8 risolto. Lo stabilimento produttivo del mondo pu\u00f2 dare tutto quello di cui il mondo ha bisogno.<\/em><\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"><em>Non c\u2019\u00e8 la minima ragione per dubitarne\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Oggi questa certezza \u00e8 confermata dalla straripante offerta di merci di ogni genere che riempiono gli scaffali dei centri commerciali, dalla supposta necessit\u00e0 di limitare la produzione di prodotti alimentari od addirittura <strong>l\u2019assurdit\u00e0 di dover distruggere quantitativi di scorte alimentari gi\u00e0 prodotte allo scopo di mantenere alti i prezzi.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il problema \u00e8 risolto grazie soprattutto all\u2019enorme impulso alla produzione dato da un avanzamento tecnologico inarrestabile da quando \u201c . . <em>agli inizi del 1765, uno scozzese, James Watt, ide\u00f2 la macchina a vapore, che fu accoppiata al meccanismo di un telaio di cotone. Iniziava la rivoluzione industriale\u201d.<\/em><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">In questo evento vede Joaqu\u00ecn Bochaca, nel suo \u201cEl enigma capitalista\u201d, l\u2019inizio del cambiamento che ha consentito nel corso degli anni un incremento impressionante della forza lavoro. Con l\u2019apporto delle macchine, l\u2019uomo \u00e8 riuscito a moltiplicare le sue forze fisiche, e di conseguenza la produzione di una gran quantit\u00e0 di merci con sempre meno impiego di lavoro umano.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #000000;\">Il continuo avanzamento tecnologico consente una maggior produzione con l\u2019impiego di meno lavoratori.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Chi potrebbe non vedere un vantaggio in tale situazione ?<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Chiunque non vedesse un qualcosa di positivo in un tale netto miglioramento delle condizioni di vita sociale potrebbe veder messe in discussione le proprie capacit\u00e0 intellettuali o accusato di essere in malafede per una qualche oscura ragione.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ebbene, in quel mondo virtuale cos\u00ec abilmente costruito a nostro uso e consumo dai media di propriet\u00e0 della Grande Usura mondiale, gli economisti prezzolati ed i politici<em> \u201ccamerieri dei banchieri\u201d<\/em> riescono a convincerci dalle pagine dei giornali e dagli schermi televisivi che tutto ci\u00f2 rappresenta per noi una calamit\u00e0. <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Infatti la risposta che la societ\u00e0 d\u00e0 al progresso tecnologico \u00e8 la creazione di disoccupazione, l\u2019allontanamento delle persone dal loro posto di lavoro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>La tecnologia crea disoccupazione<\/strong>, perch\u00e9 affida alle macchine il lavoro svolto in precedenza da uomini. Se appena cento anni fa forse 80 persone su cento nel mondo erano ancora occupate in agricoltura, ed oggi due lavoratori con le potenti macchine agricole a disposizione riescono a dar da mangiare con il loro lavoro a cento persone, non si possono far morire di fame i 78 capifamiglia che sono stati allontanati dall\u2019impiego. Se questo \u00e8 il risultato, tanto vale distruggere le macchine e salvare gli uomini e le loro famiglie, rimettendo a lavorare le 78 persone, non vi pare?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non esiste un problema economico, dal momento che si crea una maggiore quantit\u00e0 di merci e ricchezza disponibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 il rimedio adottato che \u00e8 errato. Non si possono lasciare milioni di persone alla fame a causa del progresso tecnologico se la ricchezza prodotta \u00e8 persino aumentata. Vanno diminuite le ore di lavoro permettendo a tutti di partecipare alla giusta ripartizione delle risorse disponibili, indirizzando in altri impieghi socialmente utili i lavoratori in eccesso.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">\u201cMentre scrivo (febbraio 1933) il governo fascista ha preceduto gli altri in Europa e in America, raccomandando che quando le industrie hanno bisogno di meno addetti dovrebbero ridurre il numero delle ore giornaliere di lavoro per tutte le categorie, o solo per alcune in particolare, piuttosto che ridurre il numero delle persone occupate.<\/span><\/em><br \/>\n<em><span style=\"color: #000000;\">E invece di richiedere straordinari a persone gi\u00e0 sul registro paga, dovrebbero assumere nuovi dipendenti.\u201d<\/span><\/em><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Ezra Pound in \u201cJefferson e\/o Mussolini\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Rileggiamo bene la definizione di economia: l\u2019utilizzo di risorse scarse per soddisfare al meglio bisogni individuali e collettivi. Lo scopo dell\u2019economia \u00e8 dar da mangiare alle persone, non procurare lavoro alle macchine. Queste ultime servono ad alleggerirci ed anche a liberarci dal lavoro, <strong>aumentando allo stesso tempo la quantit\u00e0 di beni a nostra disposizione, non privandocene.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Il problema si presenterebbe nel caso di una diminuzione di risorse, ma noi stiamo addirittura aumentando la ricchezza con meno lavoro. Il problema quindi non esiste, \u00e8 solo, <strong>volutamente e con tutte le peggiori intenzioni<\/strong>, male impostato.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Si sceglie di salvare le macchine e mandare alla fame i lavoratori, privati del lavoro, con le loro famiglie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quando i politici ci ripetono che dobbiamo investire in ricerca per combattere la disoccupazione, o non capiscono ci\u00f2 di cui stanno parlando, o sono in malafede.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Purtroppo si danno entrambi i casi. La maggior parte di loro non fa altro che ripetere le teorie ufficiali imposte attraverso gli \u201cesperti\u201d economici su giornali e televisioni dai burattinai che tirano le fila, mentre i pochi che sanno agiscono in malafede ai danni del popolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La risposta data non \u00e8 quindi errata, ma \u00e8 quella giusta (per loro) imposta dai grandi Usurai per permettere l\u2019accumulo della ricchezza prodotta nelle mani della classe dominante: essi stessi.<\/span><br \/>\n<strong><span style=\"color: #000000;\">L\u2019accumulo della ricchezza in mano di pochi, \u00e8 esattamente l\u2019opposto dell\u2019obiettivo di una sana economia: la giusta ripartizione tra tutti delle risorse comuni.<\/span><\/strong><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">I pochi che accumulano fortune immense, limitano i mezzi di sostentamento per i rimanenti membri della societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">\u201c . . il luogo migliore per la riserva del credito di una nazione \u00e8 nel maggior numero possibile di tasche del popolo\u201d.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">\u201cIl luogo pi\u00f9 sicuro di deposito? Le braghe del popolo\u201d.<\/span><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Queste sono frasi pronunciate da due presidenti degli Stati Uniti che si sono battuti in favore del popolo contro gli Usurai internazionali: Thomas Jefferson ed Andrew Jackson. Non esistono pi\u00f9 uomini come loro nell\u2019attuale scena politica internazionale, piena purtroppo di mezze figure manovrate dai banchieri.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Come avviene la distribuzione dei beni prodotti? <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Attraverso il mezzo distributivo per eccellenza: il denaro.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">L\u2019accumulo di denaro da parte di pochi e l\u2019enorme prelievo fiscale, sottraendo mezzi di scambio alla circolazione, rendono impossibile la ripartizione delle merci che rimangono, abbondanti ed invendute, negli scaffali, impedendo lo sviluppo di una sana economia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Mentre nella societ\u00e0 virtuale i politici in maniera ipocrita e demagogica dichiarano come obiettivo principale il benessere della comunit\u00e0, nella realt\u00e0 si mira ad avvantaggiare una parte minoritaria, quella gi\u00e0 ricchissima, a discapito della gran parte della popolazione restante.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per quale motivo non si arriva a risolvere il problema di una equa distribuzione della ricchezza prodotta?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Perch\u00e9 lo stato \u00e8 pesantemente infiltrato e condizionato da un ristretto gruppo di finanzieri internazionali che perseguono un obiettivo esattamente opposto: impossessarsi della ricchezza prodotta dal popolo per privarlo dell\u2019indipendenza economica e mantenerlo sottomesso al proprio potere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Lo scopo dell\u2019economia viene stravolto dalle teorie degli \u201ceconomisti\u201d: i benefici, invece di raggiungere tutti i membri della societ\u00e0 attraverso lo strumento monetario, vengono dirottati nella direzione voluta da chi detiene il controllo di tale strumento, i banchieri.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">La moneta, da strumento distributore di benessere, viene trasformata in strumento di sfruttamento. Il denaro invece di servire il popolo, viene usato per servirsi del popolo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>\u201cCome possono essere miopi (i politici) sino al punto da non rendersi conto che la disoccupazione \u00e8 la misura del progresso tecnologico? Ripetiamo: la disoccupazione \u00e8 la misura del progresso tecnologico\u201d.<\/em> <\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Parola di Joaqu\u00ecn Bochaca.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non licenziamenti quindi, ma riduzione dell\u2019orario di lavoro, lasciando a tutti noi pi\u00f9 tempo libero da dedicare ad attivit\u00e0 creative, ad una accresciuta cura dell\u2019ambiente, ad una costruttiva partecipazione alle decisioni comuni da adottare.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">E questo non solo per una corretta politica sociale, che gi\u00e0 di per s\u00e9 rappresenta una motivazione nobile da perseguire, ma soprattutto per evitare che questa decisione vada contro gli stessi interessi della societ\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 evidente che se un gran numero di persone rimane senza lavoro e senza retribuzione <strong>il consumo dei beni prodotti viene pesantemente condizionato<\/strong>. Le merci rimangono invendute negli scaffali dei negozi perch\u00e9 gran parte della popolazione non ha i quattrini per acquistarle. Viene a mancare non la volont\u00e0, quanto la possibilit\u00e0 di consumare, con grave danno per l\u2019intero processo economico che rallenta, arrivando quasi a fermarsi, come nel periodo che stiamo attraversando.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #000000;\">Alla societ\u00e0 viene impedito di consumare ci\u00f2 che riesce cos\u00ec facilmente a produrre.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Quel che \u00e8 peggio di questa situazione, \u00e8 che non trova origine da un qualche evento fuori dal controllo umano come nel caso di un terremoto od una siccit\u00e0 senza fine, ma che <strong>viene costruita ad arte dall\u2019attivit\u00e0 disonesta dei banchieri per impedire una equa ripartizione della ricchezza nella societ\u00e0.<\/strong><\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Non ci stancheremo di ripetere che la creazione di un mondo virtuale, come il nostro, serve soltanto ad attirare la nostra attenzione su argomenti futili, quali le vuote, quotidiane esternazioni dei politici sul nulla, per allontanarci dai veri problemi che ci riguardano, come questo del perfido sistema monetario, completamente ignorati o meschinamente camuffati dai media.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Sino a quando non riusciremo a \u201cvedere\u201d e capire i meccanismi di questo inganno mediatico, continueremo ad essere facili prede dei nostri aguzzini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Per quanto riguarda la produzione di cibo in particolare, Jean Ziegler, parlamentare svizzero e relatore speciale all\u2019Onu per il diritto all\u2019alimentazione, nella sua opera \u201cLa privatizzazione del mondo\u201d, diceva nel 2002 che sulla terra c\u2019\u00e8 abbastanza cibo per sfamare il doppio della popolazione planetaria, mentre continuano ogni giorno a morire di fame centinaia di migliaia di persone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Le sue dichiarazioni mettono a nudo in tutta la sua crudelt\u00e0 disumana la morte per denutrizione cos\u00ec abituale all\u2019interno di ampie fasce di popolazione nei paesi sottosviluppati e l\u2019apparizione del fenomeno in maniera sempre pi\u00f9 marcata anche nel mondo occidentale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Incrementare la produzione alimentare non costituisce un problema, grazie ancora all\u2019aiuto della tecnologia e di milioni di braccia giovani e forti che non chiedono altro che poter lavorare e rendersi utili alla societ\u00e0 per integrarsi ed avere giustamente diritto ad una retribuzione.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\"> Un adeguato stipendio mensile non \u00e8 altro che quella equa ripartizione, che avviene attraverso la moneta, della ricchezza della quale stiamo parlando.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Ecco l\u2019opinione di Joaqu\u00ecn Bochaca dal suo \u201cEl enigma capitalista\u201d, scritto oltre 30 anni orsono:<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">\u201c . . le macchine e l\u2019uso delle risorse della Natura diminuiscono sempre pi\u00f9 il bisogno del lavoro umano, mentre incrementano la produzione di ricchezze, in beni e servizi. Di conseguenza, le persone espulse dal lavoro retribuito dalle macchine, devono ricevere il denaro sufficiente a comprare le merci prodotte dalle macchine che le hanno allontanate dal lavoro. Questo denaro, chiaramente, non deve essere sottratto alle tasche di altre persone, anche se occultando il prelievo tra i tributi, perch\u00e9 allora l\u2019unica cosa che avremmo fatto sarebbe di aver rubato agli uni per pagare gli altri, e la nostra societ\u00e0 \u00e8 sufficientemente sviluppata da non aver necessit\u00e0 di giocare a Dick Turpin; non dobbiamo permettere che i disoccupati siano un peso per coloro che lavorano n\u00e9 che le macchine siano una maledizione quando dovrebbero essere considerate, al contrario, la benedizione dell\u2019Umanit\u00e0, al liberarla da molte ore di lavoro e permettere agli uomini di dedicare quelle ore ad attivit\u00e0 culturali od al tempo libero creativo, al giardinaggio, agli sport, escursionismo, studio, etc.\u201d<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">Ed ancora:<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">\u201cNonostante quindi i meravigliosi progressi delle macchine e gli incrementi, quantitativi e qualitativi del nostro \u201cmanpower\u201d, ci incontriamo in piena crisi, per usare il termine consacrato. Questa crisi, e tutte quelle che la precedettero, presenta la sorprendente caratteristica che l\u2019abbondanza generale di tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario per la vita degli uomini coincide con la miseria diffusa. Forse l\u2019espressione \u201cmiseria\u201d pu\u00f2 sembrare eccessiva. Non lo sembrer\u00e0 tanto se ci fermiamo a considerare che gran parte dei nostri concittadini, in tutta Europa, vivono . . . sempre nell\u2019aspettativa timorosa del fine del mese con le scadenze delle rate, mentre migliaia di imprese si trovano in situazioni fallimentari precisamente perch\u00e9 una quantit\u00e0 ingente di quelle scadenze non saranno pagate e milioni di famiglie che vivono in quella situazione di equilibrio instabile, passano lentamente ad ingrossare le fila dell\u2019esercito dei disoccupati. C\u2019\u00e8 produzione eccessiva di tutto: di prodotti agricoli, di manufatti, di carbone, acciaio, cemento, minerali di ferro, di rame, di stagno, in una parola: c\u2019\u00e8 troppo di tutto. Perch\u00e9 dunque queste ricchezze non trovano compratori? Non certamente per cattiva volont\u00e0 dei compratori, \u00e8 chiaro, dal momento che quelle ricchezze non possono essere distribuite gratuitamente. E l\u00ec \u00e8 l\u2019origine del problema: i consumatori non possono arrivare alla produzione; non possono comprare ci\u00f2 che hanno prodotto. Non ci sono soldi . .<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">\u00c8 un fatto innegabile che in Occidente, grazie alle nostre macchine moderne ed alla forza della natura sottomessa all\u2019uomo, le ricchezze aumentano allo stesso tempo che diminuisce il numero dei lavoratori occupati nel produrle. Si ha quindi allo stesso tempo un aumento della produzione e della disoccupazione. Per\u00f2, come i disoccupati, per semplice definizione, sono i non retribuiti, questi disoccupati sono sottratti all\u2019esercito dei consumatori, e le ricchezze prodotte si ammucchiano inutilmente, e presto si fa sentire la necessit\u00e0 di frenare la loro fabbricazione, arrivando incluso alla loro distruzione.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">Questo fenomeno gli economisti classici lo chiamano, amabilmente, crisi. Per\u00f2 non \u00e8 una crisi. \u00c8, semplicemente, una rivoluzione. La Rivoluzione Industriale.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">Basandoci in fatti, crudi e oggettivi, possiamo dimostrare che la macchina alleggerisce, come minimo al 95%, il lavoro dell\u2019uomo. <\/span><\/em><br \/>\n<em><span style=\"color: #000000;\">E non solo lo alleggerisce, ma anche, in generale, lo fa meglio.<\/span><\/em><br \/>\n<em><span style=\"color: #000000;\">Parliamo, chiaramente, di un lavoro industriale, in serie, senza nessuna implicazione artistica. Incluso, oseremmo dire che il 95% \u00e8 una valutazione prudente. Ciononostante, lasciamola cos\u00ec, come riconoscimento al lavoro umano necessario al rifornimento delle macchine, anche se questo lavoro, spesso \u00e8 ugualmente realizzato da altre macchine.<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">Chiediamoci onestamente, qual \u00e8 l\u2019obiettivo della Macchina? E se riusciamo a liberarci di tab\u00f9 e pregiudizi, vedremo che la risposta concreta \u00e8 questa:<\/span><\/em><\/p>\n<p><em><strong><span style=\"color: #000000;\">L\u2019obiettivo della Macchina \u00e8 rifornire il mercato nella maggiore e migliore quantit\u00e0 e qualit\u00e0 possibile di merci e servizi, risparmiando al massimo il lavoro meccanico umano.<\/span><\/strong><\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dal momento che la Macchina economizza il lavoro, la sua funzione primaria consiste conseguentemente nel buttare gli operai fuori dal lavoro. Se la frase pu\u00f2 sembrare eccessivamente brutale per i nervi scoperti di questa nostra epoca, possiamo presentarla in modo pi\u00f9 soave: \u00e8 funzione della macchina alleggerire il carico di lavoro all\u2019operaio. \u00c8 evidente che l\u2019operaio cos\u00ec \u201calleggerito\u201d si ritrova senza lavoro &#8211; o quasi senza lavoro da svolgere &#8211; e che la sua azienda pu\u00f2 far a meno di lui. \u00c8 non \u00e8 meno evidente che se la Rivoluzione Industriale non viene accompagnata da una reale Rivoluzione Distributiva, o Retributiva, la benedizione che dovrebbe essere la Macchina si trasforma in una maledizione. Anche se non possiamo dar colpa alla macchina, n\u00e9 a James Watt\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Sono parole ancora ben attuali, purtroppo, perch\u00e9 <strong>la classe dominante non ha interesse a cambiare questo stato di cose.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La situazione \u00e8 anche peggiorata.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">La rivoluzione industriale deve essere accompagnata da una equa ripartizione tra il popolo lavoratore del benessere prodotto dall\u2019avanzamento tecnologico, mentre oggi quella ricchezza \u00e8 appannaggio delle grandi multinazionali.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Chi paga i costi della ricerca?<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Noi, il popolo.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Come ci ha chiaramente spiegato Noam Chomsky nei suoi libri, lo studio e lo sviluppo degli armamenti, per esempio, sono interamente coperti dalle tasse dei cittadini, mentre i benefici della ricaduta tecnologica sono appannaggio delle grandi multinazionali. Gli aerei delle compagnie private che solcano i cieli planetari trasportando passeggeri, non sono altro che mezzi militari trasformati, con l\u2019aggiunta dei posti a sedere, in aerei civili. O pensate che le aziende private possano da sole sostenere i costi dell\u2019avanzamento tecnologico dell\u2019aviazione civile? <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Chi ha finanziato la nascita della Nasa, la ricerca, gli shuttle ed i voli spaziali?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Chi trae beneficio dalla costruzione dei nuovi materiali derivanti dalla ricaduta tecnologica dell\u2019attivit\u00e0 dell\u2019agenzia spaziale pubblica?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Da dove provengono le enormi quantit\u00e0 di denaro necessarie all\u2019acquisto di sommergibili, carri armati, armi munizioni?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Dalle imposte dei cittadini.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Chi produce e vende le armi?<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Le grandi aziende private degli armamenti.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Tutto ci\u00f2 non assume l\u2019aspetto di un ben organizzato travaso di denaro dal popolo alle multinazionali del settore?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">E, da questo punto di vista, come dobbiamo interpretare queste sempre pi\u00f9 frequenti \u201cmissioni di pace\u201d?<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #000000;\">Ma parlare di multinazionali \u00e8 fuorviante, sono termini astratti, cosiddette \u201cpersone giuridiche\u201d, fantasmi senza contenuto umano. \u00c8 la terminologia creata nella societ\u00e0 virtuale per confonderci, impedirci di capire che il benessere prodotto va a finire nelle tasche di uomini in carne ed ossa come noi che posseggono e controllano le grandi corporations attraverso i pacchetti azionari di maggioranza, e condizionano con il loro potere economico e finanziario l\u2019emissione di leggi e norme che salvaguardano unicamente i loro privilegi, stravolgendo l\u2019obiettivo principe di una sana ed onesta economia: l\u2019equa distribuzione della ricchezza prodotta.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La grande finanza internazionale, proprietaria delle multinazionali, condiziona cos\u00ec pesantemente la classe politica di ogni paese, da avere ormai il potere di indicare le linee guida dello sviluppo industriale e sociale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">La plutocrazia plasma la forma della societ\u00e0. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Nel periodo nel quale stiamo vivendo, appare sempre pi\u00f9 evidente un prestabilito azzeramento della classe media occidentale mediante la negazione del credito alle piccole e medie imprese, ed il contemporaneo drammatico inasprimento dell\u2019imposizione fiscale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\">Siamo gi\u00e0 passati a prendere in esame la distribuzione dei beni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>continua&#8230;..<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/index.jpg1_.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-5133\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/index.jpg1_.jpg\" alt=\"index.jpg1\" width=\"455\" height=\"252\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Paolo MALEDDU<\/strong><\/span><\/p>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<h1><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; A grande richiesta proponiamo, a puntate, il libro \u201cLa Grande Truffa\u201d di Paolo Maleddu, uno di noi, un grande uomo che per il suo coraggio, la sua lealt\u00e0 e la sua voglia di verit\u00e0 si trova oggi sotto l\u2019attacco duro e sleale dello Stato italiano, uno Stato burattino delle lobbies bancarie internazionali &nbsp; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":59,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5365"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/59"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5365"}],"version-history":[{"count":29,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5365\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5394,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5365\/revisions\/5394"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}