{"id":4825,"date":"2015-05-21T10:00:56","date_gmt":"2015-05-21T08:00:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/?p=4825"},"modified":"2015-05-21T10:03:52","modified_gmt":"2015-05-21T08:03:52","slug":"2015-05-21-parla-craxi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/2015-05-21-parla-craxi\/","title":{"rendered":"2015.05.21 &#8211; PARLA CRAXI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h2><span style=\"color: #993300;\"><em><strong>Craxi: &#8220;La pace [che] si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni Nazione ha una sua identit\u00e0, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non pu\u00f2 rinunciare. Pi\u00f9 Nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali. Cancellare il ruolo delle Nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle pi\u00f9 ampie unit\u00e0 che si vogliono costruire. Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare.&#8221;<\/strong> <\/em><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione14.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-4823 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione14.jpg\" alt=\"Pubblicazione1\" width=\"347\" height=\"196\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Quelle che seguono sono alcune citazioni che ho estratto dal volume &#8220;Io parlo e continuer\u00f2 a parlare&#8221;, una raccolta di note e appunti di Bettino Craxi dall&#8217;esilio, redatti negli anni novanta fino alla morte avvenuta nel 2000. Sono a met\u00e0 della lettura del libro e questi sono i passaggi che ho trovato finora particolarmente significativi ed in alcuni casi sorprendenti, agghiaccianti, al limite della preveggenza. <\/em><br \/>\n<em>I pericoli che Craxi vede, vent&#8217;anni fa, per il futuro dell&#8217;Italia, sono ora qui davanti a noi in tutta la loro crudezza. Coloro che &#8220;si sono salvati&#8221; a differenza di chi, come lui, \u00e8 finito tra i sommersi, ora sono i protagonisti assoluti di quella che il leader socialista chiam\u00f2 allora <span style=\"color: #000000;\"><strong>violenta normalizzazione<\/strong><\/span>.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione21.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"  wp-image-4824 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione21.jpg\" alt=\"Pubblicazione2\" width=\"310\" height=\"207\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Craxi \u00e8 uno sconfitto e ne ha per tutti: per Prodi, per D&#8217;Alema, per l&#8217;adesso doppiamente emerito Napolitano che, dice Craxi, essendo stato il responsabile delle relazioni internazionali del PCI, potrebbe finalmente raccontare come funzionava veramente il meccanismo &#8211; assolutamente bipartizan &#8211; di finanziamento occulto dei partiti. Sembrano giudizi scaturiti dal mero rancore personale ma la Storia ormai sta dando ragione al leader socialista di tanta severit\u00e0 di giudizio.<\/em><br \/>\n<em>Soprattutto, al di l\u00e0 della semplificazione comune che vorrebbe Craxi come corresponsabile dello sfacelo attuale e quindi indegno di parlare, questi appunti ci riconsegnano un uomo politico che, a confronto dei figuri attuali, dei monumenti all&#8217;incompetenza, delle azdore, degli antistatisti sociopatici fautori del patricidio, risulta un assoluto gigante della politica.<\/em><\/p>\n<p><em>Vediamo assieme questi passaggi salienti di una testimonianza storica interessantissima e della quale consiglio vivamente la lettura.<\/em><\/p>\n<p><em>Craxi si \u00e8 fatto un&#8217;idea assai realistica dei veri scopi della globalizzazione, a differenza di certi progressisti in ecopellaccia che conosciamo.<\/em><\/p>\n<p>&#8220;La pace [che] si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni Nazione ha una sua identit\u00e0, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non pu\u00f2 rinunciare. Pi\u00f9 Nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali. Cancellare il ruolo delle Nazioni significa offendere un diritto dei popoli e creare le basi per lo svuotamento, la disintegrazione, secondo processi imprevedibili, delle pi\u00f9 ampie unit\u00e0 che si vogliono costruire. Dietro la longa manus della cosiddetta globalizzazione si avverte il respiro di nuovi imperialismi, sofisticati e violenti, di natura essenzialmente finanziaria e militare.&#8221; (pag. 6, &#8220;Incipit&#8221;)<\/p>\n<p><em>Identit\u00e0 nazionale? Nazione in maiuscolo? Ohib\u00f2! Nel nuovo secolo del &#8220;patriottismo sovranazionale&#8221; dei lottacontinuisti, del multisubculturalismo e del razzismo al contrario, ovvero di quello contro i propri simili, propugnati dalla vera sinistra (secondo la definizione data del PD dell&#8217;on. Serracchiani) queste parole sembra impossibile provengano da un leader socialista.<\/em><br \/>\n<em>Eppure Craxi intuisce che dietro all&#8217;attacco alla partitocrazia potrebbe celarsi un progetto di delegittimazione della politica intesa come strumento di democrazia, mirante a costruire un futuro di alzamanos senza alcun vero potere rappresentativo popolare ma solo la delega ad &#8220;eseguire gli ordini&#8221; delle \u00e9lite secondo il classico schema della banalit\u00e0 del male.<\/em><\/p>\n<p>&#8220;I partiti dipinti come congreghe parassitarie divoratrici del danaro pubblico, sono una caricatura falsa e spregevole di chi ha della democrazia un&#8217;idea tutta sua, fatta di s\u00e9, del suo clan, dei suoi interessi e della sua ideologia illiberale.&#8221; (pag. 12, &#8220;Era un sistema&#8221;)<br \/>\n&#8220;Fa meraviglia, invece, come negli anni pi\u00f9 recenti ci siano state grandi ruberie sulle quali nessuno ha indagato. Basti pensare che solo in occasione di una svalutazione della lira, dopo una dissennata difesa del livello di cambio compiuta con uno sperpero di risorse enorme ed assurdo dalle autorit\u00e0 competenti, gruppi finanziari collegati alla finanza internazionale, diversi gruppi, speculando sulla lira evidentemente sulla base di informazioni certe, che un&#8217;indagine tempestiva e penetrante avrebbe potuto facilmente individuare, hanno guadagnato in pochi giorni un numero di miliardi pari alle entrate straordinarie della politica di alcuni anni.<br \/>\nPer non dire di tante inchieste finite letteralmente nel nulla.&#8221; (pag. 17)<br \/>\n&#8220;Me lo dissero, anzi me lo scrissero, nel mese di luglio. Il mese dei veleni della politica, il mese in cui cadono i regimi, si fanno o si preparano le crisi, si ordiscono congiure prima di andare in vacanza.&#8221; (pag. 60 &#8220;Una nota di luglio&#8221;, 1994)<\/p>\n<p><em>Gi\u00e0, il mese di luglio che ritorner\u00e0 prepotentemente d&#8217;attualit\u00e0 nel 2011, quando, tra scambi di lettere e trame sotterranee, proprio nella mezza estate, si preparer\u00e0 il golpe della Troika e l&#8217;arrivo dei &#8220;supertecnici&#8221; per l&#8217;autunno.<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Il regime avanza inesorabilmente. Lo fa passo dopo passo, facendosi precedere dalle spedizioni militari del braccio armato. La giustizia politica \u00e8 sopra ogni altra l&#8217;arma preferita. Il resto \u00e8 affidato all&#8217;informazione, in gran parte controllata e condizionata, alla tattica ed alla conquista di aree di influenza.<br \/>\nIl regime avanza con la conquista sistematica di cariche, sottocariche, minicariche, e con una invasione nel mondo della informazione, dello spettacolo, della cultura e della sottocultura che \u00e8 ormai straripante.&#8221; (pagg. 75-76, &#8220;Il ventennio&#8221;, 1997)<\/p>\n<p><em>L&#8217;informazione, la propaganda, l&#8217;infiltrazione del pensiero unico in ogni ganglio della repubblica. Le riforme&#8230;<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Non contenti dei risultati disastrosi provocati dal maggioritario, si vorrebbe da qualche parte dare un ulteriore giro di vite, sopprimendo la quota proporzionale per giungere finalmente alla agognata meta di due blocchi disomogenei, multicolorati, forzati ed imposti. Partiti che sono ben lontani dalla maggioranza assoluta pensano in questo modo di potersi imporre con una sorta di violenta normalizzazione.&#8221; (pag. 81, &#8220;I pi\u00f9 puri che epurano&#8221;)<\/p>\n<p><em>Ancora sulla globalizzazione e il ruolo sempre pi\u00f9 subalterno dell&#8217;Italia.<\/em><\/p>\n<p>&#8220;Sono oggi evidentissime le influenze determinanti di alcune lobbies economiche e finanziarie e di gruppi di potere oligarchici.<br \/>\nA ci\u00f2 si aggiunga la presenza sempre pi\u00f9 pressante della finanza internazionale, il pericolo della svendita del patrimonio pubblico, mentre peraltro continua la quotidiana, demagogica esaltazione della privatizzazione.<br \/>\nLa privatizzazione \u00e8 presentata come una sorta di liberazione dal male, come un passaggio da una sfera infernale ad una sfera paradisiaca. Una falsit\u00e0 che i fatti si sono gi\u00e0 incaricati di illustrare, mettendo in luce il contrasto che talvolta si apre non solo con gli interessi del mondo del lavoro ma anche con i pi\u00f9 generali interessi della collettivit\u00e0 nazionale.<br \/>\nLa &#8220;globalizzazione&#8221; non viene affrontata dall&#8217;Italia con la forza, la consapevolezza, l&#8217;autorit\u00e0 di una vera e grande Nazione, ma piuttosto viene sub\u00ecta in forma subalterna in un contesto di cui \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile intravedere un avvenire, che non sia quello di un degrado continuo, di un impoverimento della societ\u00e0, di una sostanziale perdita di indipendenza.&#8221; (pag. 88-89, &#8220;Globalizzazione&#8221;)<\/p>\n<p><em>I salvati e come si salvarono.<\/em><\/p>\n<p>&#8220;D&#8217;Alema ha detto che con la caduta del muro di Berlino si aprirono le porte ad un nuovo sistema politico. Noi non abbiamo la memoria corta. Nell&#8217;anno della caduta del muro, nel 1989, venne varata dal Parlamento italiano una amnistia con la quale si cancellavano i reati di finanziamento illegale commessi sino ad allora.<br \/>\nLa legge venne approvata in tutta fretta e alla chetichella. Non fu neppure richiesta la discussione in aula. Le Commissioni, in sede legislativa, evidentemente senza opposizioni o comunque senza opposizioni rumorose, diedero vita, maggioranza e comunisti d&#8217;amore e d&#8217;accordo, a un vero e proprio colpo di spugna.<br \/>\nLa caduta del muro di Berlino aveva posto l&#8217;esigenza di un urgente &#8220;colpo di spugna&#8221;.<br \/>\nSul sistema di finanziamento illegale dei partiti e delle attivit\u00e0 politiche, in funzione dal dopoguerra, e adottato da tutti anche in violazione della legge sul finanziamento dei partiti entrata in vigore nel 1974, veniva posto un coperchio.&#8221; ( pag. 124 &#8220;Il colpo di spugna&#8221;)<br \/>\n&#8220;La montagna ha partorito il topolino. Anzi il topaccio. Se la Prima Repubblica era una fogna, \u00e8 in questa fogna che, come amministratore pubblico, il signor Prodi si \u00e8 fatto le ossa.&#8221; Pag. 135. &#8220;L&#8217;uomo nuovo&#8221;)<\/p>\n<p><em>Quelle sull&#8217;Europa ed i suoi parametri, infine, sono tra le pagine pi\u00f9 profetiche delle memorie craxiane. E&#8217; inevitabile confrontare queste parole con le appassionate difese dell&#8217;euro dei vari giannizzeri, sindacalisti, economisti embedded e ministri per caso.<\/em><\/p>\n<p>&#8220;I parametri di Maastricht non si compongono di regole divine. Non stanno scritti nella Bibbia. Non sono un&#8217;appendice ai dieci comandamenti.<br \/>\nI criteri con i quali si \u00e8 oggi alle prese furono adottati in una situazione data, con calcoli e previsioni date. L&#8217;andamento di questi anni non ha corrisposto alle previsioni dei sottoscrittori. La situazione odierna \u00e8 diversa da quella sperata.<br \/>\nPi\u00f9 complessa, pi\u00f9 spinosa, pi\u00f9 difficile da inquadrare se si vogliono evitare fratture e inaccettabili scompensi sociali. Poich\u00e9 si tratta di un Trattato, la cui applicazione e portata \u00e8 di grande importanza per il futuro dell&#8217;Europa Comunitaria, come tutti i Trattati pu\u00f2 essere rinegoziato, aggiornato, adattato alle condizioni reali ed alle nuove esigenze di un gran numero ormai di paesi aderenti.<br \/>\nQuesta \u00e8 la regola del buon senso, dell&#8217;equilibrio politico, della gestione concreta e pratica della realt\u00e0.<br \/>\nSu di un altro piano stanno i declamatori retorici dell&#8217;Europa, il delirio europeistico che non tiene contro della realt\u00e0, la scelta della crisi, della stagnazione e della conseguente disoccupazione [&#8230;].<br \/>\nAffidare effetti taumaturgici e miracolose resurrezioni alla moneta unica europea, dopo aver provveduto a isterilire, rinunciare, accrescere i conflitti sociali, \u00e8 una fantastica illusione che i fatti e le realt\u00e0 economiche e finanziarie del mondo non tarderanno a mettere in chiaro [&#8230;]. (pagg. 152-153, &#8220;Comandamenti e parametri&#8221;, 1997.)<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>tratto da:<\/strong><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><a href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/site\/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=15074\">(clicca qui)<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Craxi: &#8220;La pace [che] si organizza con la cooperazione, la collaborazione, il negoziato e non con la spericolata globalizzazione forzata. Ogni Nazione ha una sua identit\u00e0, una sua storia, un ruolo geopolitico cui non pu\u00f2 rinunciare. Pi\u00f9 Nazioni possono associarsi, mediante trattati per perseguire fini comuni, economici, sociali, culturali, politici, ambientali. 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