{"id":4760,"date":"2015-05-11T10:09:05","date_gmt":"2015-05-11T08:09:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/?p=4760"},"modified":"2015-05-11T10:09:05","modified_gmt":"2015-05-11T08:09:05","slug":"2015-05-11-con-il-ttip-leuropa-succursale-degli-usa-e-la-bce-della-fed","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/2015-05-11-con-il-ttip-leuropa-succursale-degli-usa-e-la-bce-della-fed\/","title":{"rendered":"2015.05.11 &#8211; Con il Ttip, l\u2019Europa succursale degli Usa (e la Bce della Fed)"},"content":{"rendered":"<h2><span style=\"color: #993300;\"><em><strong>Se Washington acquisir\u00e0 il controllo della politica monetaria e valutaria dei paesi dell\u2019Unione Europea, significher\u00e0 la totale e definitiva perdita della sovranit\u00e0 da parte di questi ultimi<\/strong><\/em><\/span><\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il 20 aprile ha preso il via a New York la nona tornata di trattative tra Stati Uniti e rappresentanti dell\u2019Unione Europea per la Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership). I funzionari di entrambe le parti convengono sulla cifra di 100 miliardi di dollari. Pare che sar\u00e0 questa la cifra di cui saranno aumentati il Pil statunitense e quelli di tutti i membri dell\u2019Ue messi insieme. Finora, nessuno ha dato una spiegazione chiara sull\u2019origine di questa previsione economica. Anche se fosse vero, 100 miliardi di dollari in rapporto ai Pil di Usa e Ue nel 2014 (17,4 + 18,5 trilioni di dollari) \u00e8 meno dello 0,3%. In altre parole, l\u2019entit\u00e0 degli effetti attesi \u00e8 a livello di errore tecnico. Sembra che per qualche motivo si tenti di arginare l\u2019orto Transatlantico. Tradizionalmente, l\u2019Europa vanta un notevole surplus commerciale stabile con gli Stati Uniti (86,5 miliardi di dollari nel 2012 e 92,3 miliardi nel 2013). Probabilmente Washington spera di mettere le mani su quei 100 miliardi di dollari virtuali, o che per lo meno ci sar\u00e0 una parziale riduzione nel deficit commerciale tra Stati Uniti ed Europa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione11.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4767\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione11.jpg\" alt=\"Pubblicazione1\" width=\"351\" height=\"194\" srcset=\"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione11.jpg 351w, https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione11-300x166.jpg 300w, https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione11-250x138.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 351px) 100vw, 351px\" \/><\/a><strong><span style=\"color: #3366ff;\">Valentin Katasonov<\/span><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Washington \u00e8 la forza trainante dietro il procedimento negoziale della Ttip. Un europeo non molto ferrato in politica non \u00e8 in grado di capire cosa debba aspettarsi dalla partnership. Tuttavia, ci sono gi\u00e0 abbastanza preoccupazioni per una riduzione negli standard di qualit\u00e0 e di sicurezza dei prodotti, per via dei prodotti Ogm che inevitabilmente invaderanno il mercato europeo. Ma anche questo non \u00e8 tutto, purtroppo. Il punto \u00e8 che verr\u00e0 inferto il colpo di grazia a quel che resta della sovranit\u00e0 nazionale europea. In primo luogo, l\u2019accordo in questione copre il commercio e gli investimenti. Le societ\u00e0 multinazionali (Tncs) potranno citare in giudizio i governi nel caso in cui questi le ostacolassero nel loro intento di massimizzare i profitti. Ad esempio, alle Tncs verr\u00e0 riconosciuto il diritto di impugnare la legalit\u00e0 delle decisioni adottate dai paesi europei, come ad esempio le restrizioni ambientali, i regolamenti per tutelare i diritti sociali dei lavoratori, gli aumenti fiscali e cos\u00ec via. Le dispute non rientreranno nell\u2019ambito delle legislazioni nazionali ma in quello del diritto internazionale.<br \/>\nIn secondo luogo, una volta firmato l\u2019accordo della Ttp, l\u2019Europa perder\u00e0 una volta per tutte la sovranit\u00e0 finanziaria e monetaria. Ci\u00f2 perch\u00e9 Washington avr\u00e0 il diritto di impugnare molte delle decisioni adottate dagli organismi monetari europei, in base al presupposto che tali decisioni hanno come scopo quello di manipolare il tasso di cambio dell\u2019euro, violando quindi norme di diritto internazionale. Gli esperti europei sono comprensibilmente preoccupati perch\u00e9 la Bce e la Commissione Europea finiranno con il doversi coordinare per ogni cosa con Washington, o semplicemente eseguire ordini che gli giungeranno da oltre oceano. Il tasso di cambio delle valute nazionali \u00e8 un potenziale strumento di concorrenza, ed \u00e8 nelle mani delle banche centrali. Detto questo, \u00e8 stato utilizzato relativamente poco nel XIX e XX secolo. In un modo o nell\u2019altro c\u2019era lo standard aureo, che serviva a contenere, o anche a rendere impossibili, le manipolazioni valutarie. Inoltre, i principali mezzi di concorrenza erano le tariffe doganali, le sovvenzioni alle esportazioni, il dumping e, pi\u00f9 recentemente, le restrizioni commerciali non tariffarie (quotas, standard tecnici, ecc.); in altre parole, gli strumenti convenzionali delle guerre commerciali ed economiche.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-4768\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione2.jpg\" alt=\"Pubblicazione2\" width=\"310\" height=\"144\" \/><\/a><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Keynes (Uk) a Bretton Woods<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le possibilit\u00e0 di manipolazione valutaria giunsero solo negli anni \u201970, dopo la fine del sistema monetario e finanziario Bretton Woods (lo standard del dollaro aureo), e dopo l\u2019abolizione dei tassi di cambio fissi delle banche centrali. Furono poi conclusi in ambito Gatt\/Wto degli accordi che limitarono ulteriormente l\u2019uso di questi tradizionali strumenti di concorrenza economica e commerciale. Un tasso di cambio tenuto basso in modo artificiale allo stesso tempo d\u00e0 maggiori vantaggi agli esportatori e rende le importazioni pi\u00f9 costose (il valore delle importazioni \u00e8 determinato in valuta nazionale). In ultimo, la bilancia commerciale nazionale verr\u00e0 livellata, o per lo meno diminuir\u00e0 il bilancio negativo del commercio estero. Se un gran numero di paesi fa ricorso alla manipolazione valutaria (con alcuni che tentano di penetrare i mercati globali ed altri di proteggersi dai dumping valutari), allora \u00e8 \u201cguerra valutaria\u201d. Secondo gli esperti, durante la crisi finanziaria del 2007\/2009 c\u2019e\u2019 stata di fatto una guerra di valute su vasta scala. Nel settembre del 2010, il ministro delle finanze del Brasile, Guido Mantega, dichiar\u00f2 che tra il 2009 e il 2010 il Real brasiliano si era rafforzato del 30% rispetto alle maggiori valute mondiali, e che questo non era il risultato di naturali dinamiche di mercato, ma una deliberata politica dei paesi pi\u00f9 avanzati che emettevano valute mondiali.<br \/>\nIl ministro brasiliano defin\u00ec questa politica \u201cguerra valutaria\u201d. Nell\u2019ottobre del 2010, il capo del Fmi Dominique Strauss-Kahn conferm\u00f2 che era in corso una \u201cguerra valutaria globale\u201d. E\u2019 ovvio che i capi delle banche centrali e dei governi dei paesi pi\u00f9 avanzati dell\u2019Occidente non fanno mai alcun accenno al fatto che le decisioni adottate riguardo alle questioni monetarie hanno come scopi principali l\u2019espansione del commercio estero, il livellamento delle bilance commerciali e la protezione delle societ\u00e0 nazionali. Esiste una regola non scritta di astenersi da qualunque recriminazione durante una guerra valutaria. I funzionari parlano di guerre valutarie solo in modo marginale, mentre i giornalisti le definiscono con l\u2019espressione \u201cguerre dell\u2019impoverisci-il-tuo-vicino\u201d. Questa politica di impoverimento dei paesi vicini, spesso, si cela dietro un formale obbiettivo di politica monetaria, come ad esempio la \u201clotta alla deflazione\u201d. Mentre con l\u2019inflazione il denaro si deprezza, con la deflazione invece cresce il suo potere d\u2019acquisto. Le banche temono la deflazione (le manda nel panico), poich\u00e9 con essa scompaiono gli incentivi ai prestiti e crolla cos\u00ec tutto il castello millenario usuraio del sistema bancario.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-4769\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione3.jpg\" alt=\"Pubblicazione3\" width=\"166\" height=\"216\" \/><\/a><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Dominique Strauss-Kahn<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La lotta alla deflazione e la politica di svalutazione del tasso di cambio di una valuta prevedono gli stessi metodi \u2013 pompaggio di liquidit\u00e0 aggiuntiva nell\u2019economia del paese e riduzione dei tassi d\u2019interesse, anche arrivando ad applicare in alcuni casi tassi di valore negativo. Queste misure a volte sono corredate anche da interventi valutari. Tuttavia, le guerre valutarie vanno discusse anche a livello ufficiale. Altrimenti il mondo potrebbe crollare nel caos valutario totale. Il Giappone, ad esempio, per diversi anni ha contrastato la deflazione facendo ricorso alla propria zecca e ai tassi d\u2019interesse zero della sua banca centrale. E lo ha fatto, e lo fa, in modo ancora pi\u00f9 aggressivo di altri paesi. Di conseguenza, nel periodo da ottobre 2012 a febbraio 2013, il Giappone \u00e8 riuscito a ridurre il tasso di cambio Yen\/paniere Sdr di quasi il 20%. Questo ha fatto molto alterare diversi suoi partner commerciali. Al summit del G20 tenutosi a Mosca nel febbraio del 2013 (presieduto dalla Russia quell\u2019anno), i ministri delle finanze e i capi delle banche centrali giurarono solennemente di non fare mai ricorso alle tattiche di guerra valutaria. In poco tempo, tuttavia, tutto \u00e8 tornato alla normalit\u00e0. Washington ha proseguito nel suo programma di allentamento monetario (Quantitative Easing \u2013 Qe), che per\u00f2 non ha avuto tutto questo effetto stimolante sull\u2019economia statunitense, ma ha contribuito a far svalutare il dollaro. In questo modo, gli Stati Uniti sono stati di cattivo esempio per altri, compresi i loro partner europei. In ultimo, nel 2015, gli Stati Uniti hanno deciso di dare un freno al programma di Qe.<br \/>\nTuttavia, nello stesso preciso momento la Bce ha dato inizio al suo programma di Qe. Oltre a questo, ha iniziato ad introdurre tassi di interesse di segno negativo sui conti di deposito e a concedere prestiti senza interessi. L\u2019altalena valutaria pende verso l\u2019euro, il cui tasso di cambio rispetto al dollaro era iniziato a scendere. Nonostante questo, l\u2019Europa ha registrato un notevole surplus di bilancia commerciale con gli Stati Uniti, che potrebbe raggiungere il suo record proprio nel 2015. Cinque o sei anni fa ci sono stati tuttavia dei momenti in cui il tasso di cambio euro\/dollaro era pi\u00f9 del 1,50. A fine 2014, era poco pi\u00f9 del 1,20 e ad aprile 2015 era sceso a 1,06. Gli esperti ritengono che entro il 2016 si raggiunger\u00e0 la parit\u00e0 tra le due valute. Washington la sta prendendo molto seriamente. Nel 2014, il deficit della bilancia commerciale statunitense era di 505 miliardi di dollari, ovvero maggiore del 6% di quello dell\u2019anno precedente. In anni recenti, i paesi dell\u2019Unione Europea hanno rappresentato il 20% del totale deficit di bilancia commerciale degli Stati Uniti. Nel 2015, tale deficit potrebbe raggiungere il suo record assoluto. Washington non pu\u00f2 impedire alla Bce di dare il via al suo programma di Qe, ma se si concluder\u00e0 l\u2019Accordo della Partnership Transatlantica, gli Stati Uniti saranno in grado di interferire nella politica monetaria europea su basi giuridiche. E\u2019 mia opinione che questa \u00e8 una delle ragioni principali per cui si \u00e8 resa necessaria una nona tornata di trattative per la Ttip: il procedimento si sta rivelando molto pi\u00f9 complesso di quanto si credeva all\u2019inizio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-full wp-image-4770\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Pubblicazione4.jpg\" alt=\"Pubblicazione4\" width=\"180\" height=\"210\" \/><\/a><span style=\"color: #3366ff;\"><strong>Mario Draghi<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>In realt\u00e0 l\u2019abolizione delle barriere doganali nei rapporti commerciali non \u00e8 un grave problema, poich\u00e9 queste barriere erano gi\u00e0 basse anche prima che iniziassero le trattative per l\u2019accordo. Ma se Washington acquisir\u00e0 il controllo della politica monetaria e valutaria dei paesi dell\u2019Unione Europea, significher\u00e0 la totale e definitiva perdita della sovranit\u00e0 da parte di questi ultimi. Questo lo sanno molto bene i politici e le maggiori personalit\u00e0 dei paesi europei. Molti sono sorpresi del fatto che uno dei principali fautori del raggiungimento dell\u2019accordo Ttip sia proprio il presidente della Bce Mario Draghi: dopo tutto, se l\u2019accordo sar\u00e0 firmato, la Bce diventer\u00e0 una filiale della Fed. Ma forse \u00e8 proprio questo a cui mira Mario Draghi, che non ha mai nascosto la sua propensione verso gli Stati Uniti. Non per niente \u00e8 stato per diversi anni direttore esecutivo e vicepresidente della banca americana Goldman Sachs.<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>tratto da:<\/strong><\/span> <span style=\"color: #000000;\"><a href=\"http:\/\/www.libreidee.org\/2015\/05\/con-il-ttip-leuropa-succursale-degli-usa-e-la-bce-della-fed\/\">(clicca qui)<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Se Washington acquisir\u00e0 il controllo della politica monetaria e valutaria dei paesi dell\u2019Unione Europea, significher\u00e0 la totale e definitiva perdita della sovranit\u00e0 da parte di questi ultimi &nbsp; Il 20 aprile ha preso il via a New York la nona tornata di trattative tra Stati Uniti e rappresentanti dell\u2019Unione Europea per la Ttip (Transatlantic Trade [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":59,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4760"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/59"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4760"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4760\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4773,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4760\/revisions\/4773"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4760"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4760"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4760"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}