{"id":4476,"date":"2015-01-02T14:56:18","date_gmt":"2015-01-02T13:56:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/?p=4476"},"modified":"2015-01-02T14:56:57","modified_gmt":"2015-01-02T13:56:57","slug":"2015-01-02-la-facile-lezione-della-prima-guerra-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/2015-01-02-la-facile-lezione-della-prima-guerra-mondiale\/","title":{"rendered":"2015.01.02 &#8211; La facile lezione della prima guerra mondiale"},"content":{"rendered":"<h1><span style=\"color: #993300;\"><strong>I promotori dell\u2019intervento umanitario lo presentano come l\u2019inizio di una nuova era; ma nei fatti \u00e8 la fine di una vecchia era. La pi\u00f9 grande trasformazione sociale del ventesimo secolo \u00e8 stata la decolonizzazione. Continua oggi nella creazione di un mondo veramente democratico e multipolare, in cui il sole sar\u00e0 tramontato sull\u2019impero USA, proprio come accadde per vecchi imperi europei.<\/strong><\/span><\/h1>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Pubblicazione1.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-4475 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2015\/01\/Pubblicazione1.jpg\" alt=\"Pubblicazione1\" width=\"287\" height=\"173\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>DI JEAN BRICMONT<\/strong><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><em>\u201cL\u2019oceano dell\u2019umana follia\u201d<\/em><\/span><\/p>\n<p>Ci sono almeno due cose pi\u00f9 facili da iniziare che da finire: un amore e una Guerra. Nessuno di coloro che parteciparono alla I guerra mondiale si aspettava che durasse cos\u00ec a lungo o che avesse le conseguenze che ha avuto. Tutti gli imperi che hanno partecipato alla guerra sono stati distrutti, inclusi anche quello britannico e francese.<br \/>\nE non \u00e8 tutto, una guerra conduce ad un\u2019altra guerra. Il filosofo inglese Bertrand Russell ha osservato che la volont\u00e0 delle monarchie europee di schiacciare la Rivoluzione Francese port\u00f2 come esito a Napoleone; le guerre napoleoniche produssero il nazionalismo germanico che a sua volta condusse a Bismarck, alla sconfitta francese di S\u00e9dan ed all\u2019annessione dell\u2019Alsazia-Lorena.<\/p>\n<p>Tutto questo diede forza al revanscismo francese che port\u00f2, dopo la prima guerra mondiale, al Trattato di Versailles, la cui iniquit\u00e0 diede un forte impulso al nazismo di Hitler. Russell si ferm\u00f2 qui, ma la storia continua. La sconfitta di Hitler port\u00f2 alla guerra fredda ed alla nascita di Israele. La \u201cvittoria\u201d dell\u2019occidente nella guerra fredda condusse al diffuso desiderio di schiacciare la Russia una volta per tutte. Quanto ad Israele, la sua creazione produsse un conflitto permanente e cre\u00f2 una situazione inestricabile nel Medio Oriente.<br \/>\nCome si pu\u00f2 uscire da questa dialettica? Suggerirei l\u2019idea di un pacifismo istituzionale. Non un pacifismo nel senso del rifiuto della violenza in qualunque circostanza, o come esortazione morale, ma nel senso della creazione di istituzioni che possano favorire il mantenimento della pace. Le Nazioni Unite e la loro Carta, almeno cos\u00ec come furono concepite, costituiscono probabilmente il migliore esempio di una tale istituzione.<br \/>\nIl punto di partenza delle Nazioni Unite era la volont\u00e0 di salvare l\u2019umanit\u00e0 dalla \u201cpiaga della guerra\u201d, in seguito all\u2019esperienza della seconda guerra mondiale. Questo obbiettivo doveva essere conseguito attraverso la difesa del principio della pari sovranit\u00e0 tra tutti gli stati, per impedire che le grandi potenze intervenissero militarmente contro le nazioni pi\u00f9 deboli, a prescindere dal pretesto. Ma dal momento che non esiste una forza di polizia internazionale che faccia valere il diritto internazionale, esso pu\u00f2 essere fatto rispettare soltanto attraverso un bilanciamento di potere e soprattutto attraverso la pressione dei cittadini dei diversi stati per costringere i propri governi ad aderire alle regole comuni.<br \/>\nTuttavia il modo in cui la fine della Guerra fredda venne interpretata in occidente, come una vittoria unilaterale del Bene contro il Male, condusse ad una totale noncuranza del diritto internazionale e addirittura della cautela diplomatica in occidente. Fu una delle conseguenze dell\u2019ideologia dei diritti umani e del diritto agli interventi militari umanitari, che fu sviluppata da influenti intellettuali occidentali a partire dalla met\u00e0 degli anni \u201970, spesso sostenitori di Israele, e che potrebbe sembrare incredibilmente aver dato ad Israele il record dei diritti umani.<br \/>\nIl \u201cdiritto\u201d all\u2019intervento umanitario \u00e8 stato universalmente respinto dalla maggioranza dell\u2019umanit\u00e0, per esempio al Summit del Sud all\u2019Avana nell\u2019aprile 2000, o alla conferenza del Movimento dei Non Allineati a Kuala Lumpur nel febbraio 2003, appena prima dell\u2019attacco USA all\u2019Iraq, da cui usc\u00ec la seguente dichiarazione: \u201cI Capi di Stato o di Governo hanno ribadito il rifiuto del Movimento dei Non Allineati del cosiddetto \u2018diritto\u2019 all\u2019intervento umanitario, che non trova fondamento n\u00e9 nella Carta delle nazioni Unite, n\u00e9 nel diritto internazionale\u201d, e \u201channo inoltre rilevato similitudini tra la nuova espressione \u2018responsabilit\u00e0 della protezione\u2019 e \u2018intervento umanitario\u2019 ed hanno richiesto all\u2019Ufficio di Coordinamento di esaminare attentamente e prendere in considerazione l\u2019espressione \u2018responsabilit\u00e0 della protezione\u2019 e le sue implicazioni, sulla base dei principi di non-interferenza e non-intervento, nonch\u00e9 del rispetto dell\u2019integrit\u00e0 territoriale e della sovranit\u00e0 nazionale degli Stati.\u201d Ma in occidente questo diritto di intervento \u00e8 quasi unanimemente accettato.<br \/>\nIl motivo di queste contrastanti opinioni sta probabilmente nel fatto che il resto del mondo ha un ricordo molto diverso rispetto all\u2019occidente dei pi\u00f9 recenti interventi nelle questioni interne di altri stati.<br \/>\nL\u2019intervento degli Stati Uniti \u00e8 eterogeneo ma costante, e viola sistematicamente lo spirito, e spesso anche la lettera, della Carta delle Nazioni Unite. Nonostante le rivendicazioni di agire in nome di principi come libert\u00e0 e democrazia, l\u2019intervento statunitense ha ripetutamente comportato conseguenze disastrose: non solo i milioni di morti dovuti alle guerre dirette ed indirette, in Indocina, America Centrale, Sudafrica e Medio Oriente, ma anche le opportunit\u00e0 perdute, \u201cl\u2019uccisione della speranza\u201d per centinaia di milioni di persone che avrebbero tratto beneficio dalle politiche sociali progressiste iniziate da personaggi come Arbenz in Guatemala, Goulart in Brasile, Allende in Cile, Lumumba in Congo, Mossadegh in Iran, i Sandinisti in Nicaragua, o Chavez in Venezuela, che sono stati sistematicamente rovesciati, deposti o assassinati con il pieno appoggio dell\u2019occidente.<br \/>\nMa non \u00e8 tutto. Ogni aggressione compiuta dagli Stati Uniti provoca una reazione. Il dispiegamento di uno scudo anti-missile produce pi\u00f9 missili, non meno.<br \/>\nBombardare dei civili \u2013 sia deliberatamente, sia come \u201cdanno collaterale\u201d \u2013 provoca pi\u00f9 resistenza armata, non meno. Cercare di deporre o rovesciare dei governi produce pi\u00f9 repressione interna, non meno. Incoraggiare le minoranze secessioniste dando loro l\u2019impressione, spesso falsa, che l\u2019unica Superpotenza verr\u00e0 in loro aiuto in caso di repressione, porta a pi\u00f9 violenza, odio e morte, non meno. Circondare una nazione con basi militari produce pi\u00f9 spese per la difesa da parte di quella nazione, non meno. Il possesso di armi nucleari da parte di Israele incoraggia altri stati del Medio Oriente ad acquistare tali armi.<br \/>\nL\u2019ideologia dell\u2019intervento umanitario in realt\u00e0 fa parte di una lunga storia degli atteggiamenti occidentali nei confronti del resto del mondo. Quando i colonialisti occidentali sbarcarono sulle coste dell\u2019America, dell\u2019Africa o dell\u2019Asia orientale, venivano sconvolti da ci\u00f2 che noi ora definiremmo violazioni dei diritti umani, e che loro chiamavano \u201cusanze barbare\u201d \u2013 sacrifici umani, cannibalismo, donne costrette a legarsi i piedi. Ripetutamente quell\u2019indignazione, reale o simulata, \u00e8 stata usata per giustificare o coprire i crimini delle potenze occidentali: il commercio degli schiavi, lo sterminio dei popoli indigeni ed il furto sistematico di terre e risorse. Questo atteggiamento di sincera indignazione \u00e8 continuato fino ad oggi e sta alla base della pretesa che l\u2019occidente ha \u201cil diritto di intervenire\u201d ed \u201cil diritto di proteggere\u201d, chiudendo al tempo stesso gli occhi di fronte a regimi oppressivi considerati \u201cnostri amici\u201d, ad una incessante militarizzazione e continue guerre, ed allo sfruttamento massiccio del lavoro e delle risorse.<br \/>\nL\u2019occidente dovrebbe imparare dalla propria storia. Che cosa significherebbe in concreto?<br \/>\nBene, innanzitutto, garantire il rigoroso rispetto del diritto internazionale da parte delle potenze occidentali, applicare le risoluzioni delle Nazioni Unite relative ad Israele, smantellare l\u2019impero mondiale statunitense di basi militari, e anche la NATO, interrompere le minacce riguardo all\u2019uso unilaterale della forza, revocare le sanzioni unilaterali, smettere con le interferenze negli affari interni di altri Stati, in particolare le operazioni di \u201cpromozione della democrazia\u201d, le rivoluzioni \u201ccolorate\u201d e la strumentalizzazione delle politiche delle minoranze. Questo doveroso rispetto per la sovranit\u00e0 nazionale significa che in ogni nazione la vera sovranit\u00e0 sta nelle mani del popolo di quello stato, il cui diritto a sostituire governi ingiusti non pu\u00f2 essere usurpato da esterni presumibilmente bendisposti.<br \/>\nI fautori dell\u2019intervento umanitario rivendicano che tale interventismo sia gestito dalla comunit\u00e0 internazionale. Ma ad oggi non c\u2019\u00e8 nulla che si possa definire una vera comunit\u00e0 internazionale. In realt\u00e0, niente pu\u00f2 illustrare meglio l\u2019ipocrisia dell\u2019ideologia umanitaria quanto il contrasto tra la reazione occidentale alle richieste d\u2019indipendenza del Kosovo e alla richiesta di autonomia dell\u2019Ucraina dell\u2019est. In entrambi i casi vi \u00e8 il rifiuto di negoziare, ma in un caso con il totale appoggio all\u2019indipendenza, e nell\u2019altro caso con la totale opposizione all\u2019autonomia.<br \/>\nI promotori dell\u2019intervento umanitario lo presentano come l\u2019inizio di una nuova era; ma nei fatti \u00e8 la fine di una vecchia era. La pi\u00f9 grande trasformazione sociale del ventesimo secolo \u00e8 stata la decolonizzazione. Continua oggi nella creazione di un mondo veramente democratico e multipolare, in cui il sole sar\u00e0 tramontato sull\u2019impero USA, proprio come accadde per vecchi imperi europei.<br \/>\nLe opinioni qui espresse sono condivise da milioni di persone in \u201coccidente\u201d. Questo purtroppo non viene riportato nei nostri mezzi di comunicazione. Durante le recenti campagne isteriche anti russe, i nostri media sembrano aver completamente abbandonato lo spirito critico dell\u2019Illuminismo che l\u2019occidente pretende di possedere. L\u2019ideologia dei diritti umani, che ci dipinge come i buoni contro i cattivi, presenta la caratteristica di tutte le fedi religiose, ed \u00e8 particolarmente intrisa di fanatismo. Non dimentichiamo, tra tutte le critiche del secolarismo che ho ascoltato qui, che nella prima guerra mondiale tutte le parti in causa pretendevano di avere Dio al proprio fianco, bench\u00e9, per quanto ne so, l\u2019Onnipotente non fosse propenso a farci sapere da che parte stava. Forse era troppo occupato a sistemare in paradiso e in inferno le anime dei soldati morti invocando il suo nome. L\u2019ideologia dei diritti umani ha sostituito le antiche fedi, ma funziona come una religione ed \u00e8 la base di un nuovo nazionalismo, quello degli Stati Uniti e dell\u2019Unione Europea.<br \/>\nAlcuni pensano che tutta questa agitazione e bellicismo ideologico siano dovuti a calcoli economici razionali da parte di cinici profittatori. Io penso che questa interpretazione sia troppo ottimista e che ignori, per citare nuovamente Russell, \u201cl\u2019oceano dell\u2019umana follia sul quale la fragile barca della ragione umana naviga precariamente\u201d. Le guerre sono state fatte per ogni tipo di ragioni non economiche, come la religione o la vendetta, o semplicemente per ostentare potere.<br \/>\nSe i cittadini occidentali non riescono a mobilitarsi contro i propri governi e mezzi di comunicazione per fermare l\u2019attuale follia, star\u00e0 ad altri paesi svolgere questo compito. C\u2019\u00e8 da sperare che possano riuscirvi senza aggiungere un ulteriore capitolo sanguinoso alla storia che \u00e8 iniziata con la volont\u00e0 delle monarchie europee di schiacciare la Rivoluzione Francese.<\/p>\n<p><em><span style=\"color: #000000;\">JEAN BRICMONT<\/span> insegna fisica all\u2019Universit\u00e0 di Lovanio in Belgio. E\u2019 autore di Humanitarian Imperialism. Per contatti: Jean.Bricmont@uclouvain.be<\/em><\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>tratto da:<\/strong><\/span> <a title=\"(clicca qui)\" href=\"http:\/\/www.comedonchisciotte.org\/site\/modules.php?name=News&amp;file=article&amp;sid=14441\"><span style=\"color: #000000;\">(clicca qui)<\/span><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I promotori dell\u2019intervento umanitario lo presentano come l\u2019inizio di una nuova era; ma nei fatti \u00e8 la fine di una vecchia era. La pi\u00f9 grande trasformazione sociale del ventesimo secolo \u00e8 stata la decolonizzazione. 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