{"id":3991,"date":"2014-10-29T09:23:52","date_gmt":"2014-10-29T08:23:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/?p=3991"},"modified":"2014-10-29T09:23:52","modified_gmt":"2014-10-29T08:23:52","slug":"2014-10-29-putin-agli-usa-agite-da-nemici-sappiate-che-resisteremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/2014-10-29-putin-agli-usa-agite-da-nemici-sappiate-che-resisteremo\/","title":{"rendered":"2014.10.29 &#8211; Putin agli Usa: agite da nemici, sappiate che resisteremo"},"content":{"rendered":"<h2><span style=\"color: #993300;\"><strong>Il riconoscimento russo delle due repubbliche di Abkhazia e Ossetia del Sud (che Putin non aveva concesso fino all\u2019agosto 2008) fu il primo segnale che il Cremlino aveva deciso \u2013 sebbene non di propria iniziativa ma pressato dall\u2019iniziativa avversaria \u2013 di alzare il segnale di stop verso Washington.<\/strong><\/span><\/h2>\n<p>________________________________________________________________________________<\/p>\n<p>A Sochi, nell\u2019ottobre 2014, Putin ha \u201cresettato\u201d drasticamente il rapporto tra la sua Russia e Washington. Un discorso ben meditato, che sarebbe grave errore, per tutti, sottovalutare. Molto pi\u00f9 forte, a tratti drammatico nella sua chiarezza, di quello da lui pronunciato a Monaco, nel 2007. Nei 14 anni del suo potere il presidente russo non si era mai spinto fino a questo punto. E si capisce il perch\u00e9 solo seguendo il suo ragionamento. Vediamo di quale reset si tratta. Fino all\u2019altro ieri Putin era rimasto \u201cdentro\u201d lo schema del post guerra fredda. C\u2019era rimasto sia perch\u00e9 non aveva scelte diverse da fare, sia perch\u00e9 \u2013 con ogni probabilit\u00e0 \u2013 a quello schema credeva e lo riteneva utile e realistico. La crisi era gi\u00e0 visibile. La Russia ci stava dentro scomoda. Ma rimaneva l\u2019intenzione di superarla, con il tempo, costruendo una nuova architettura della sicurezza mondiale assieme agli Stati Uniti. Per anni, dopo il crollo del Muro, la Russia ha dovuto sopportare molti \u201csgarbi\u201d. \u00c8 un eufemismo. In molti casi la parola giusta sarebbe schiaffi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/81.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-3987\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/81.jpg\" alt=\"8\" width=\"237\" height=\"106\" srcset=\"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/81.jpg 528w, https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/81-300x135.jpg 300w, https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/81-250x112.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 237px) 100vw, 237px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giulietto Chiesa<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Russia \u00e8 stata emarginata da numerosi momenti decisionali di rilievo internazionale, messa in secondo piano, scartata senza troppi complimenti. Era (anche) un modo per farle capire che non contava e che non si voleva che contasse. Espulsa dalla gestione dei conflitti africani, ignorata nel dibattito finanziario, messa in fila per il Wto. E duramente offesa nell\u2019intera vicenda jugoslava, fino al bombardamento di Belgrado e all\u2019indipendenza del Kosovo. Ammessa in sala riunioni solo l\u00e0 dove era indispensabile che ci fosse, nel negoziato con l\u2019Iran e nella crisi siriana. Peggio ancora: con gli ultimi presidenti americani, da Clinton, via George Bush Junior, fino a tutto Obama compreso, gli Stati Uniti hanno manovrato su scala planetaria ignorando platealmente ogni riconoscimento delle zone d\u2019influenza russa, passeggiandovi dentro senza alcun riguardo diplomatico. Tutta l\u2019Asia centrale ex sovietica \u00e8 stata praticamente occupata dalle loro iniziative: dall\u2019Azerbaigian fino alla Kirghisia. Non dovunque con gli stessi successi. Ma quello che conta, \u00e8 il significato: Washington semplicemente mandava a dire a Mosca che non avrebbe tenuto in alcun conto il peso della Russia in quelle aree.<br \/>\nPer non parlare della Nato, la cui espansione a est \u2013 dopo la fine del patto di Varsavia \u2013 ha proceduto senza soste, alla pari con l\u2019allargamento dell\u2019Unione Europea su tutta l\u2019Europa orientale, fin dentro alcuni territori che erano stati parte dell\u2019Unione Sovietica, come le tre repubbliche baltiche. Il tutto violando gli accordi, verbali e scritti, che impegnavano la Nato a non portare basi e armamenti nelle nuove repubbliche che via via aderivano all\u2019Unione Europea. Espansione accompagnata da dichiarazioni sempre pi\u00f9 incongruenti con i fatti, secondo cui l\u2019estensione della Nato non sarebbe stata indirizzata all\u2019accerchiamento progressivo della Russia. Infine le operazioni degli ultimissimi anni, con l\u2019inserimento della Georgia di Saakashvili nei meccanismi Nato e la promessa di un futuro ingresso a vele spiegate nella Nato della quarta repubblica ex sovietica; e con le analoghe pressioni e promesse nei confronti della Moldavia. Da ricordare la \u201cguerra georgiana\u201d, conclusasi con la secca sconfitta di Tbilisi dopo il massacro di Tzkhinvali e l\u2019intervento delle forze armate russe per ricacciare indietro i georgiani dal territorio dell\u2019Ossetia del Sud.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/9.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-3988\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/9.jpg\" alt=\"9\" width=\"233\" height=\"105\" srcset=\"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/9-300x137.jpg 300w, https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/9-250x114.jpg 250w\" sizes=\"(max-width: 233px) 100vw, 233px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Putin a Sochi<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il riconoscimento russo delle due repubbliche di Abkhazia e Ossetia del Sud (che Putin non aveva concesso fino all\u2019agosto 2008) fu il primo segnale che il Cremlino aveva deciso \u2013 sebbene non di propria iniziativa ma pressato dall\u2019iniziativa avversaria \u2013 di alzare il segnale di stop verso Washington. Tutto questo \u00e8 stato superato, d\u2019un colpo, dall\u2019avventura spericolata del colpo di stato a Kiev, dal rovesciamento violento di Yanukovic e dal varo di una nuova Ucraina dichiaratamente ostile e bellicosa nei confronti di Mosca. Il tutto non solo con il consenso ma con il finanziamento, la direzione, il controllo americano delle operazioni sul territorio, e politiche e, infine, militari. Non si comprende la sintesi putiniana di Sochi se non tenendo conto della sommatoria di questi eventi. La conclusione \u00e8 esplicita: la leadership americana non prevede alcun multipolarismo, n\u00e9 alcun rispetto delle regole di un qualsivoglia partenariato tra eguali. Non ci sono pi\u00f9 regole condivise. Esiste uno stato di caos, senza alcuna direzione. Putin prende atto \u2013 senza dirlo esplicitamente, ma facendo capire che ha ben compreso \u2013 che il bersaglio \u00e8 lui in persona. Che le sanzioni non sono cominciate colpendo la Russia, ma colpendo il suo stesso entourage. Che negli atteggiamenti e nelle dichiarazioni dei leader occidentali \u00e8 riconoscibile l\u2019idea che Putin non rappresenta la Russia e che, dunque, una volta eliminato lui, la Russia sar\u00e0 ricondotta all\u2019ovile. In altri termini: l\u2019Occidente non intende negoziare con la Russia fino a che Putin sar\u00e0 alla sua testa.<br \/>\nLa risposta di Sochi \u00e8 ora nettissima, un vero e proprio punto di non ritorno. Poggiato su alcuni pilastri. Il primo \u00e8 l\u2019idea che l\u2019unit\u00e0 dell\u2019Occidente \u00e8 precaria. L\u2019Europa non \u00e8 compatta dietro l\u2019America. Resta un partner, anche se si trova sotto costrizione. Lo dicono i numeri delle relazioni economiche e commerciali, oltre che la storia del dopoguerra. Questo \u00e8 il primo pilastro. Potrebbe essere una scommessa che non si verificher\u00e0. Ma \u00e8 un modo per tenere aperto un campo di manovra. Putin mostra di sapere perfettamente che la Russia che si trova tra le mani \u00e8 incastonata in mille modi nel sistema occidentale. Anche nei suoi quattordici anni di potere, non solo in quelli elstsiniani, la Russia si \u00e8 legata mani e piedi ai destini dell\u2019Occidente. Dunque \u00e8 vulnerabile e dovr\u00e0 pagare prezzi salati, forse salatissimi. Qui Putin \u00e8 con le spalle al muro, e dovr\u00e0 dimostrare ai suoi cittadini che riesce a svincolarsene. Lo spazio potr\u00e0 forse aprirsi come effetto della crisi politica di questa Europa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/10.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-3989\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/10.jpg\" alt=\"10\" width=\"176\" height=\"139\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Hillary Clinton<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lo sfaldamento della tenuta dei partiti politici tradizionali, quasi dovunque, mostra che ci possono essere altri interlocutori, oltre ai conservatori tradizionali, ormai avvinghiati alle sinistre socialdemocratiche, tutte emigrate oltre Oceano. L\u2019Europa popolare va a destra, si muove in senso antieuropeo, antiamericano e antiglobalista, e converge sull\u2019altro pilastro su cui Putin si appoggia: quello del patriottismo, del conservatorismo etico, dei valori tradizionali della famiglia, dell\u2019educazione, del rispetto della memoria. La \u201cfamiglia europea\u201d potrebbe cambiare di segno nei prossimi anni. E c\u2019\u00e8 un altro pilastro, ormai evidente: l\u2019Oriente, la Cina, l\u2019Iran, il resto del mondo. Verso quella direzione \u2013 andassero male i tentativi verso l\u2019Occidente \u2013 guarder\u00e0 l\u2019aquila bifronte. Le sanzioni \u2013 dice Putin \u2013 non fermeranno questa Russia, che nelle parole di Putin appare vicina, risvegliata, compatta come non lo era da molti decenni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/111.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft  wp-image-3990\" src=\"http:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2014\/10\/111.jpg\" alt=\"11\" width=\"205\" height=\"105\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Vladimir Zhirinovskij<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 una specie di preludio a un governo di salvezza nazionale, in cui entreranno forse i comunisti di Ziuganov, i liberal-democratici di Zhirinovskij, i nazionalisti di destra e di sinistra, saltando a pi\u00e8 pari le distinzioni europee-occidentali che in Russia hanno sempre contato poco. L\u2019America di Obama, l\u2019America che Mosca vede come in preda a una crisi senza ritorno (perch\u00e9 dopo Obama potrebbe venire il peggio, con una Hillary Clinton che vince le elezioni con il programma dei repubblicani pi\u00f9 forsennati), non \u00e8 pi\u00f9 un partner. L\u2019orso russo \u2013 proprio questo ha detto Putin \u2013 non intende uscire dal suo habitat. Non ha ambizioni espansive. Ma non \u00e8 disposto a farsi sloggiare. Putin a questa conclusione \u00e8 giunto. Questo \u00e8 il suo piano di resistenza. Si tratta ora di vedere se \u00e8 in condizione di reggerlo. E con un\u2019America che gioca alla \u201co la va o la spacca\u201d, sar\u00e0 una partita dura. \u00c8 dura quando entrambi i contendenti hanno le spalle al muro.<br \/>\n(Giulietto Chiesa, \u201cIl reset di Putin\u201d, da \u201cMegachip\u201d del 26 ottobre 2014).<\/p>\n<p><span style=\"color: #000000;\"><strong>tratto da:<\/strong><\/span> <a title=\"(clicca qui)\" href=\"http:\/\/www.libreidee.org\/2014\/10\/putin-agli-usa-agite-da-nemici-sappiate-che-resisteremo\/\"><span style=\"color: #000000;\">(clicca qui)<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il riconoscimento russo delle due repubbliche di Abkhazia e Ossetia del Sud (che Putin non aveva concesso fino all\u2019agosto 2008) fu il primo segnale che il Cremlino aveva deciso \u2013 sebbene non di propria iniziativa ma pressato dall\u2019iniziativa avversaria \u2013 di alzare il segnale di stop verso Washington. ________________________________________________________________________________ A Sochi, nell\u2019ottobre 2014, Putin ha [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":59,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3991"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/59"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3991"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3991\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3994,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3991\/revisions\/3994"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3991"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3991"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.mlnsardu.org\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3991"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}