La Grecia caccia la Troika e decine di migliaia di spagnoli sostengono il movimento “Podemos” nella lotta contro la politica europea. Cosa fanno quei burattini infami dei politici sardi ? Augurano buon lavoro al nuovo capo dello Stato straniero e nemico italiano che si metterà subito al lavoro per assecondare le banche con una politica tesa a continuare l’opera di genocidio contro il Popolo sardo. Complimenti sign. Pigliaru, sign. Ganau, sign. Soru, sign.ra Pes (che non è degna del cognome che porta), sign. Zedda, ecc. !

Non ci dimenticheremo di voi e state sicuri che verrà il momento in cui dovrete rispondere dell’alto tradimento perpetrato nei confronti del Popolo sardo, verrete giudicati e condannati e vi verremo a cercare per assicurarvi alla giustizia sarda….e state tranquilli che lo faremo perché vi troveremo anche se doveste andare a nascondervi nel più piccolo dei buchi come fanno i topi !!!
Sergio PES (Presidente MLNS e GSP)

 

2015.01.31- Marea umana a Madrid con le bandiere di ”Podemos” simile a Syriza. Iglesias, il leader: ”la sovranita’ non e’ a Davos!”

Pubblicazione1

sabato 31 gennaio 2015
MADRID – La sinistra radicale spagnola e’ scesa in piazza per gridare che “il cambiamento e’ possibile”: circa centomila persone hanno sfilato per le strade di Madrid sotto le bandiere di Podemos, il movimento anti-austerity che potrebbe dare un’altra scossa al panorama politico europeo, vincendo le elezioni in programma a fine anno, sulla scia del successo di Syriza in Grecia.
Il corteo – formato da decine di migliaia di persone arrivate da tutta la Spagna – e’ partito in tarda mattinata dalla centrale Plaza Cibeles per poi convergere a Puerta del Sol, tra striscioni repubblicani e greci e slogan come “politici, la gente si sta svegliando”, o “finira’ il tempo del Psoe”, fino al piu’ curioso “tic toc”, per scandire il conto alla rovescia che potrebbe portare Podemos alla guida del Paese, come rivelano gli ultimi sondaggi, al termine di un decisivo anno elettorale: le comunali e le regionali il prossimo 24 maggio e sopratutto le politiche a novembre.
In piazza c’era lo stato maggiore del partito nato dal movimento degli Indignados (che dal 2011 protestano contro il governo di fronte alla grave crisi economica) e che ha ottenuto un primo grande successo alle ultime europee, con un sorprendente 8%. Su tutti, il suo leader carismatico, Pablo Iglesias: “Oggi sogniamo di far diventare il nostro sogno realta’ nel 2015, che sara’ l’anno del cambiamento in cui sconfiggeremo il Partito Popolare alle elezioni”, ha scandito alla folla il 36enne con un passato da sindacalista, evocando l’esempio di Alexi Tsipras, leader della sinistra greca che ha appena ottenuto la premiership nel suo Paese, annunciando la fine delle politiche di austerita’ imposte da Bruxelles.
Una “truffa”, secondo Iglesias, che ha aggiunto: “la sovranita’ non e’ a Davos”, tra coloro che “viaggiano in jet”, ma tra i “senza tetto, i malati, i truffati e tutti coloro che hanno subito le conseguenze piu’ devastanti di questa crisi”. Il corteo, promosso da Podemos alcune settimane dopo la sua costituzione come partito politico organizzato, non portava con se’ una rivendicazione specifica nei confronti del governo.
L’obiettivo era di riunire cittadini, sostenitori e membri di altre organizzazioni politiche per una dimostrazione di forza in vista delle prossime elezioni, che per la prima volta potrebbero sancire la fine del bipolarismo storico tra i popolari e i socialisti.
La Spagna con Podemos guidato da Iglesias e la Grecia con Syriza guidata da Tsipras cambiano davvero verso all’Europa. Altro che le chiacchiere di Renzi che per segnare la “svolta” ha affidato addirittura il Quirinale ad un vecchio democristiano degli anni Sessanta.

tratto da: (clicca qui)

 

2015.01.30 – La Grecia rovescia il tavolo in faccia al presidente dell’eurogruppo: la Troika non deve mettere piu’ piede ad Atene!

Pubblicazione2

venerdì 30 gennaio 2015
ATENE – La Grecia rovescia il tavolo con l’Europa e lo fa davanti al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem volato ad Atene a proporre le condizioni di Bruxelles, tutte rigettate.
Il nuovo Governo non vuole ne’ un’estensione del programma di aiuti e ne’ il ritorno della Troika Ue-Bce-Fmi per concludere l’attuale piano, due mosse che secondo la Ue avrebbero dato a tutti il tempo di parlare del futuro.
Ma Alexis Tsipras e il suo ministro delle Finanze Yanis Varoufakis vogliono voltare pagina subito, e sono disposti a tutto, anche ad assumersi il rischio di arrivare alle prossime scadenze sui titoli senza gli aiuti internazionali.
Lo scontro e’ dunque altissimo, e la Germania chiude anche oggi la porta a qualunque negoziato sul debito: non ci faremo ricattare, ha detto il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble.
La riunione tra Dijsselbloem e Varoufakis e’ tesa fin da subito, e si conclude con una breve conferenza stampa nella quale i due si guardano a fatica. E nemmeno ci provano a nascondere l’aperto conflitto: “Non ho alcuna intenzione di collaborare con i funzionari della Troika per l’estensione del programma di salvataggio” in scadenza a fine febbraio, ha detto il ministro.
“Ignorare i compromessi gia’ fatti non e’ la strada da seguire”, ha risposto il presidente.
Le differenze tra i due sono “enormi”, confida una fonte europea.
Il nuovo Governo vuole una soluzione che dia sollievo al suo debito, negoziandola in un consesso diverso da quelli intervenuti finora in modo da arrivare a conclusioni diverse, magari piu’ ‘creative’ di quelle di Bruxelles, vincolata alle regole. Ma Dijsselbloem esclude l’idea a priori: “Dovete capire che questo luogo dove negoziare esiste e si chiama Eurogruppo”, spiega al ministro, mettendo in guardia i nuovi governanti da “mosse unilaterali”, dopo le quali il dialogo si interromperebbe immediatamente.
L’importante, ricorda, e’ che la Grecia “non mandi perduto tutto quello che e’ stato raggiunto negli ultimi anni”. Che l’atmosfera si stia scaldando sempre di piu’, lo dimostra anche l’escalation di dichiarazioni in arrivo da Berlino: “Siamo difficili da ricattare”, avverte Schaeuble a proposito delle idee greche sul debito. Ipotesi, quella del taglio o della svalutazione, che considera “un divorzio dalla realta’”.
Del resto, i privati ci hanno gia’ rimesso una volta con l’ ‘haircut’, il taglio del valore nominale dei titoli deciso durante la ristrutturazione del debito, e la Germania la vede come un’esperienza irripetibile, anche perche’ darebbe una cattivo segnale agli investitori.
Berlino era favorevole solo al prolungamento del programma, “ma solo se fosse collegato a una chiara disponibilita’ a realizzare le riforme concordate”.
Questione che da oggi e’ ufficialmente esclusa, perche’, come ha spiegato Varoufakis, la Grecia che rifiuta l’austerita’ non puo’ accettare l’estensione di un programma basato proprio su quella.
Ora tocca al Governo greco decidere cosa fare, ha spiegato Dijsselbloem lasciando Atene visibilmente alterato. La Grecia, senza piano di aiuti, rischia di finire il ‘cash’ per onorare le prossime scadenze a meta’ anno: tra luglio e agosto deve ridare alla Bce circa 6 miliardi di euro.
Se non consente alla Troika di tornare, dettando le ultime condizioni per avere l’ultima tranche di aiuti, nemmeno l’attuale programma sara’ portato a termine. Il che la taglierebbe fuori anche dal QE della Bce e dalla liquidita’ d’emergenza per le banche, che da quei fondi dipendono. E il clima teso, si riflette subito sui titoli: lo spread vola a 1.049 e i rendimenti dei decennali, in netto rialzo, a 10,79%.
Ma questa è ormai un’arma spuntata, contro la Grecia. Siamo alla guerra tra il nuovo governo di Atene e gli oligarchi di Bruxelles.

tratto da: (clicca qui)