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A grande richiesta proponiamo, a puntate, il libro “La Grande Truffa” di Paolo Maleddu, uno di noi, un grande uomo che per il suo coraggio, la sua lealtà e la sua voglia di verità si trova oggi sotto l’attacco duro e sleale dello Stato italiano, uno Stato burattino delle lobbies bancarie internazionali

 

 

 

 

 

Paolo MALEDDU: “Ho scritto questo libro per una incontenibile necessità di condividere con quante più persone possibile un insieme di informazioni nelle quali mi sono imbattuto, e che hanno gradualmente aperto davanti ai miei occhi una visione del tutto nuova della realtà del mondo nel quale viviamo.

Una realtà insospettata, spaventosa, nella quale siamo immersi ma che non riusciamo a vedere, perché confusa dietro una barriera di notizie ed immagini sapientemente filtrate, falsate o anche solamente ignorate. Le notizie che non vengono divulgate sono le più importanti. C’è un mondo reale nel quale gli eventi scorrono così come avvengono, lieti o dolorosi che siano, in un flusso continuo. E uno parallelo, virtuale, creato dalla rappresentazione che i media danno di questa successione di eventi. Noi viviamo nel mondo virtuale che ogni giorno radio, giornali, televisioni e cinema costruiscono per noi. “Educati” sin dai primi anni di scuola ad essere prigionieri di verità ufficiali, ci è poi difficile accettare versioni diverse, scomode, che non rientrano nei nostri orizzonti.”

“Esistono due storie: la storia ufficiale, menzognera, che si insegna “ad usum Delphini”, e la storia segreta, in cui si rinvengono le vere cause degli avvenimenti, una storia vergognosa.”

La Grande Truffa – dalla 1° alla 20°parte                            La Grande Truffa – 21°parte

La Grande Truffa – 22° parte                                              La Grande Truffa – 23° parte

La Grande Truffa – 24° parte                                              La Grande Truffa – 25° parte

La Grande Truffa – 26° parte                                              La Grande Truffa – 27° parte

La Grande Truffa – 28° parte                                              La Grande Truffa – 29° parte

 

 

 

L’emissione monetaria

LA GRANDE TRUFFA

Come gli usurai internazionali si impossessano

di tutta la ricchezza prodotta dalla popolazione mondiale

30° parte

 

 

…………………

Ci vogliamo rendere conto della gravità della situazione?

L’acqua è un diritto, non una merce. Appartiene a tutte le specie viventi sulla terra, non a chi avrà il denaro per comprarla.

L’acqua è uno degli elementi base grazie ai quali si è potuta sviluppare la vita sul nostro pianeta. Noi veniamo dal mare e l’embrione umano si sviluppa nel liquido della placenta delle nostre madri.

Non può essere voluttuario, un bene assolutamente indispensabile al mantenimento della vita.

Ora che anch’essa è stata trasformata in merce, di liberamente fruibile è rimasta soltanto l’aria che respiriamo. L’aria non è commerciabile perché è talmente abbondante che ciascuno di noi ne può usufruire gratuitamente.

Da sola però non garantisce la continuità della vita.

Le regole dettate da un elite dominante  portano ad una interruzione della vita umana: la negazione del diritto alla vita per mancanza non di cibo e acqua, ma di un biglietto di carta colorata che ci fanno credere indispensabile per acquistarli.

L’acqua deve essere dichiarata un diritto di tutte le specie viventi, non può essere una merce.

 La proprietà della moneta, che pure era nostra, già ci è stata sottratta. Ora, in conseguenza del primo furto, siamo costretti a subirne una serie innumerevole di altri di importanza non certo trascurabile, come quello dell’acqua potabile.

Il controllo dell’emissione monetaria permette a banchieri criminali di allungare le mani su tutte le ricchezze del mondo.

Se noi non comprendiamo questi semplici meccanismi, il futuro dei nostri figli si farà veramente difficile.

 

Considerazioni finali

 

Spero che la lettura del libro possa in qualche modo contribuire ad un interessamento di sempre più persone alla materia monetaria. C’è bisogno del contributo di tutti per riappropriarci della moneta, dal momento che è una creazione del popolo che le dà valore accettandola e facendola circolare.

Gli appartiene a titolo originario in virtù della sua qualità di essere sovrano sul proprio territorio nazionale.

In quanto mezzo di scambio, è la linfa vitale per il buon funzionamento dell’economia, processo essenziale per una equa ripartizione della ricchezza prodotta.

Monarchi e politici corrotti, hanno consegnato ai Banchieri la sovranità monetaria, e di conseguenza anche quella popolare, all’insaputa dei popoli, tenuti volutamente ignoranti in materia.

I Banchieri, depositari del monopolio dell’emissione monetaria, creano denaro dal nulla, a costo zero, scambiando carta con la ricchezza prodotta dal lavoro dei popoli.

Emettendo il vuoto simbolo monetario come debito per di più gravato da un interesse inestinguibile.

Il popolo, costretto a riconoscere inconsapevolmente la banca come proprietaria della moneta, viene trasformato da proprietario in debitore della stessa.

Controllando l’erogazione della moneta della quale tutti hanno bisogno, i Banchieri condizionano i principali governi mondiali, vuotandoli di ogni potere decisionale e costringendoli ad accettare norme che permettono loro di creare credito da immettere e ritirare dalla circolazione a proprio piacimento.

Prestando a interi  popoli o singoli individui denaro inesistente, credito creato dal nulla negli schermi dei computer, e ritirandolo una volta che questi soggetti siano abbondantemente indebitati, impediscono loro di vivere una vita serena impoverendoli ed espropriando le proprietà date in garanzia.

È  la creazione ad arte delle crisi economiche, spacciate per naturali e cicliche dai media di proprietà, e della trasformazione della società civile in una grande esattoria dove i politici, camerieri dei banchieri, fungono da esattori di una scandalosa quantità di tributi imposta al popolo.

Con la globalizzazione e l’apertura dei mercati, imposte dagli Usurai per impossessarsi delle principali risorse del pianeta espropriandole alla popolazione mondiale, tutto è vendibile.

Settori fondamentali della vita pubblica come sanità, cultura, istruzione, patrimonio demaniale ed artistico, patrimonio genetico, sementi ed acqua, di per sé invendibili, sono ridotti a semplici merci cedute alle multinazionali della Finanza internazionale.

 

Il lavoro precede il capitale e non dipende da esso. Il capitale è semplicemente il frutto del lavoro, e non potrebbe mai esistere se non fosse prima esistito il lavoro.”

                                                                   Abraham Lincoln

 

Dobbiamo comprendere che il miglioramento delle condizioni di vita dell’intera società mondiale sarà impossibile da raggiungere se non impediremo a Usurai ed economisti prezzolati di mettere come obiettivo primario la retribuzione del capitale piuttosto che il benessere dell’uomo.

Il sistema capitalistico, come pure quello comunista ormai estinto, funziona come un gran parassita che per nutrirsi deve succhiare il sangue ad un organismo il quale, per questo motivo, è destinato a consumarsi e morire.

 Il capitalismo ha quindi necessità di sempre nuova linfa vitale: una vittima dopo l’altra della quale nutrirsi.

L’organismo del quale la Grande Finanza ha bisogno per poter vivere da parassita è il popolo che, consumato ma rinnovato generazione dopo generazione, produce quella ricchezza necessaria a retribuire il capitale, trasformando e consumando le risorse naturali. Ma:

“I bisogni reali dell’uomo raggiungono un punto di saturazione naturale, dopo il quale – per quante suggestioni e trucchi metta in scena la pubblicità – è difficile convincere il consumatore a consumare di più. Così, il sistema bancario alimenta di capitali soprattutto settori dove la saturazione può essere rimandata all’infinito o con suggestioni psicologiche (la moda, le auto ultimo modello, i superflui gadget elettronici che non potete fare a meno di avere se volete apparire all’altezza: in una parola, la società dello spettacolo che vi vende illusioni), o con manovre politiche. È questo il caso, tragico, dell’industria dell’armamento. L’arsenale di armi di uno Stato non basterà mai, finchè sarà possibile far credere ai politici che il nemico si sta armando ancora di più.  Per decenni, il gioco è riuscito ingigantendo la minaccia del nemico sovietico; oggi, il gioco continua con un nemico ancora più fantastico, il terrorismo globale. La guerra globale al terrorismo proclamata dall’amministrazione Bush jr. è la grande, estrema invenzione per stimolare l’economia usuraria e retribuire sempre più il capitale. Mentre nei settori civili il capitale investito non può lucrare più del 5%, nel settore militare non sono rari ritorni del 50 per cento: specie se è in corso una guerra globale e senza fine.

 Ma la vera grande invenzione per retribuire il capitale a danno di tutti, è la speculazione finanziaria. Il gioco della Borsa, continuamente alimentato da nuovi strumenti finanziari creativi. Questo gioco, proprio perché non soddisfa alcun bisogno naturale, ma suscita una fame insaziabile di arricchimento, può essere condotto realmente senza fine. I fondi e le società  d’investimento propongono tassi elevati per attrarre i capitali dei risparmiatori; qui comincia tutta la giostra. Segue, periodica e ineluttabile, una bolla finanziaria, che in sé favorisce ulteriore eccessiva retribuzione del capitale.

Per un po’, gli incauti risparmiatori si sentono ricchi, e vogliono essere più ricchi. I loro consulenti, fondi e banche li allettano con frutti sempre maggiori  che in qualche modo, e per qualche tempo, devono anche poter esibire.

Bisogna ripetere ancora una volta che tutta la crescita in campo finanziario è falsa.  La finanza non produce ricchezza: chi guadagna con essa, lo fa a spese di qualcun altro, che s’impoverisce. In realtà, ricchezze incredibili vengono distrutte dalla Borsa e dalla speculazione. Peggio: la bolla finanziaria ha bisogno di sempre nuovi incauti entranti, li risucchia perché è a loro spese che si gonfia e i pochi s’arricchiscono.”

                                    Maurizio Blondet, “Schiavi delle banche”

 È nostro dovere sforzarci di capire e diffondere la comprensione della funzione del denaro all’interno della collettività, specialmente tra i giovani, per iniziare a dissolvere quella ignoranza costruita con una educazione virtuale. Per poterci opporre con possibilità di successo all’ideologia imposta dall’elite dominante che, attraverso una vastissima rete di migliaia di “think tanks” (serbatoi di pensiero) e altre organizzazioni complementari che letteralmente pianificano e controllano incessantemente la geopolitica planetaria, continua a spingere verso organizzazioni sociali dove l’uomo-massa viene totalmente emarginato.

Tra questi numerosi centri di elaborazione di potere, finanziati dalla Grande Usura, i più importanti sono il “Bilderberg”, la “Trilateral Commission”, ed il “Council for Foreign Relations”. Quest’ultimo, fondato nel 1919, ha pesantemente condizionato, controllato od organizzato tutti i maggiori eventi degli ultimi 90 anni in ogni angolo della terra.

Questa sorta di “club di gentlemen” riuniscono capi di stato, banchieri, monarchi, economisti, direttori di giornali e televisioni, amministratori di grandi multinazionali, speculatori internazionali ed ogni genere di personaggi influenti, in località sempre diverse del pianeta, sufficientemente appartate dagli occhi indiscreti dei cittadini, per decidere le linee guida delle politiche mondiali.

Decidono chi saranno i capi di stato, come organizzare la società degli uomini, dove far scoppiare una crisi o una guerra, quali popoli dovranno soffrire o morire di fame.

Rendendo tutti i partecipanti corresponsabili di sofferenze e privazioni inflitte all’intera popolazione planetaria.

Un elite selezionata di persone che rappresentano i maggiori gruppi di potere economico/finanziario, dettano ai politici le regole da seguire nelle scelte politiche mondiali.

 

In uno dei primi rapporti a metà degli anni ’70 intitolato “La crisi della democrazia“, la Commissione Trilaterale affermava che il problema politico più importante negli Stati Uniti fosse  rappresentato da un “eccesso di democrazia”.

Avete capito bene, troppa democrazia infastidisce i manovratori.

Per questo motivo, mentre continuano ad abbattere tutte le barriere e le leggi promulgate da fastidiosi governi nazionali che rallentano la libera circolazione dei loro capitali e delle merci, riempiono la vita di noi cittadini di migliaia di regole e paletti che limitano le nostre libertà civili.

 

Gli Usurai possono spostare  centinaia di milioni di euro o dollari alla ricerca di fruttuose speculazioni in giro per il mondo, gentile omaggio della globalizzazione da loro imposta, mentre ai cittadini viene impedito di spostare poche migliaia di euro con la scusa della lotta all’evasione.

Con grande enfasi sugli schermi tv, per meglio ingannare una massa perennemente sintonizzata, si presentano evasione fiscale e stipendi della casta come principali responsabili dello sfacelo generale.

Non che non siano importanti, ma costituiscono solo un arma di distrazione di massa per distogliere l’attenzione dalla causa principale, la moneta di proprietà privata emessa come debito.

Si dà una facilmente condivisibile valvola di sfogo alla montante rabbia popolare, troppo pericolosa se repressa, per deviarla verso bersagli secondari.

Ci tengono in pugno con una infinità di norme e balzelli, ingerenze continue nella nostra vita privata, che sfociano in una conflittualità permanente all’interno di una società esasperata e appositamente divisa in mille fazioni in guerra tra loro.

Così succede che a livello nazionale continuiamo ad essere divisi in opposti schieramenti in appoggio a governi di destra e sinistra, che ormai possono solamente decidere su questioni tanto determinanti come i colori da dare alle panchine del parco pubblico, visto che le regole importanti vengono dettate dall’alto.

Una produzione abnorme di leggi che non risolvono niente, dal momento che la soluzione del problema principale, la proprietà del denaro, è accuratamente evitata di essere presa in esame, esasperano quotidianamente lo stato d’animo di noi sudditi.

Le comunità locali vengono lacerate da conflitti tra cittadini che rappresentano le istituzioni e che si sentono investiti del sacro compito di far rispettare le regole che arrivano chissà da dove, e altri che percepiscono quelle norme come veri e propri abusi e vessazioni, e devono subirle.

Divide et impera.

 

Così succede che un figlio del popolo con la divisa da vigile urbano o poliziotto deve infliggere delle sanzioni pecuniarie spropositate a suoi compaesani per “far rispettare la legge” e per procurare per i comuni quei soldi che non possono più arrivare dal governo perché impegnati a pagare gli interessi sul debito pubblico.

Si va dal ritiro del libretto di circolazione e dal sequestro dell’auto perché non ci siamo ricordati della revisione biennale, con l’aggiunta di una sanzione astronomica, al terrore di bere un aperitivo con gli amici ed incappare in un controllo alcolemico che potrebbe sfociare in un ritiro della patente di guida con le ripercussioni che ciò comporta nella vita lavorativa e privata di ciascuno di noi.

Se il telegiornale ha di proposito appena presentato un servizio su una strage del sabato sera con il conducente ubriaco, chi ha il coraggio di non essere d’accordo subito dopo con le restrizioni?

Vorresti poter obiettare che è giusto punire i colpevoli, anche se sarebbe bene indagare, alla luce di tutto ciò che abbiamo letto sino ad ora, sulle cause all’origine dell’alienazione, emarginazione, infelicità dei giovani che trovano rifugio in bevande alcoliche e droga alle quali viene facilitato l’accesso.

Chi si vuol penalizzare in realtà, il singolo individuo o l’insieme della popolazione che non ha commesso il reato e che era a casa a dormire?

Si vuole limitare la velocità, continuando a sfornare bolidi da 200 chilometri all’ora, invece di confinarli dentro i circuiti delle corse automobilistiche.

Perché continuare con ipocrite campagne televisive pagate dal contribuente contro le mine antiuomo in assenza di autorità e volontà di impedire alle multinazionali degli usurai di fabbricarle e venderle?

Forse per poter finanziare l’immancabile ONG dei padroni?

Perché  far finta di combattere la fame con elemosine ed ipocrite campagne di “aiuti internazionali” invece di permettere alla popolazione mondiale l’accesso al cibo consegnando ciò che già le appartiene, il mezzo di scambio?

 

 

Non è il caso di dilungarsi in esempi di situazioni esasperanti che tutti siamo costretti a subire quotidianamente nei rapporti con banche, poste, società elettriche e di telefonia, amministrazioni comunali, forze dell’ordine, etc. etc.

Quel che è utile far rilevare però, è il fatto che questi piccoli grandi contrattempi quotidiani, erroneamente considerati banali, incidono profondamente sull’equilibrio psico-fisico personale di tutti noi, costringendoci la sera a rientrare a casa distrutti e rifugiarci dietro il telecomando di un televisore che ci rifila in dosi massicce insulsi programmi di intrattenimento. Per seguire i quali, il cervello non ha neanche bisogno di attivarsi, iniziando così il cammino verso uno stato di coma profondo, una completa atrofia per mancato utilizzo.

Proprio ciò che vogliono i manovratori.

Non lasciarci forze e tempo per pensare, potremmo risvegliarci improvvisamente e renderci conto che questa non è una vita da uomini liberi.

 

Attraverso il controllo dei governi, si è già di fatto trasferita la sovranità dei popoli ad entità sopranazionali guidate da banchieri, di cui l’Unione Europea rappresenta solo la fase iniziale.

Sempre più lontani dal controllo popolare perché non eletti e coperti da ogni genere di immunità che li rendono non responsabili delle loro azioni, i Grandi Manovratori  stanno costruendo un mondo globale con un Governo Mondiale non eletto, una moneta unica virtuale, senza contanti, ed un esercito planetario per mantenere la “pax romana”.

Siamo nel bel mezzo di una grande lotta di classe tra una ricchissima oligarchia e noi massa senza volto, della quale solo ultimamente, a causa di continue nuove disposizioni ormai così palesemente anti-popolari, stiamo forse iniziando finalmente a renderci conto.

Ciò che dobbiamo fare è portare al più presto alla luce l’esistenza dell’enorme truffa che si compie tutti i giorni a nostro danno, divulgarla in maniera quanto più semplice possibile specialmente tra i giovani, in modo da poter esporre pubblicamente la classe politica di fronte alle proprie criminali responsabilità.

Un popolo consapevole è praticamente impossibile da sottomettere.

 

La proprietà popolare della moneta significa emissione del denaro dello stato non come debito, ma come pagamenti delle infrastrutture necessarie a rendere più vivibile il pianeta senza distruggerlo.

Significa eliminazione totale delle imposte dirette perché accantonate alla fonte dallo stato al momento dell’emissione, con conseguente eliminazione totale dell’enorme apparato repressivo messo in piedi per l’esproprio dei beni della collettività.

Vuol dire prestito di denaro dello Stato senza interesse alla popolazione, con mezzi e modalità facilmente identificabili.

Significa un giusto sostegno finanziario garantito a tutti per coprire le necessità primarie di ogni essere umano.

In estrema sintesi, una illimitata disponibilità di denaro per il benessere delle popolazioni.

Tutto ciò non è un sogno, ma è qualcosa di assolutamente realizzabile, come hanno ammesso gli stessi Usurai.

Ricordate l’articolo dei banchieri apparso su un loro giornale, il London Times nel 1862, del quale abbiamo fatto cenno nel capitolo dedicato alla Federal Reserve americana?

Leggete con attenzione:

 

..il governo fornirà il suo denaro senza alcun costo. Ripagherà i suoi debiti e rimarrà senza debito. Avrà tutto il denaro necessario per mandare avanti il suo commercio. Diventerà prospero come non mai nella storia del mondo.”

 

Lo dicono gli stessi Usurai, cos’altro serve a convincerci?

Mettiamo fine alla più grande truffa di tutti i tempi.

continua………..

 

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Paolo MALEDDU